Umiltà

“Non si deve voler possedere e capire tutto -comprendere non è, in fondo, possedere nella mente?-, ma bisogna essere semplicemente in grado di fare esperienza delle cose. Forse questo è l’aspetto più difficile per noi occidentali; per poter fare esperienza senza resistenze, ci manca la grande pazienza e l’altra componente preziosa della fede: l’umiltà”

Etty Hillesum

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la Novena al Santo Natale

SECONDO GIORNO

 

GIOISCE IL NOSTRO CUORE

Per mezzo del Profeta, Dio annuncia al suo Popolo la futura salvezza. Questo annuncio è fonte di grande gioia: infatti, per i meriti del Salvatore, sarà ristabilita la riconciliazione e la comunione perfetta con Dio.

 

Non temere

«Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d’Israele è il Signore in mezzo a Te, tu non vedrai più la sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: “Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a Te è un Salvatore potente.

Esulterà di gioia per te. Ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa”» (Sol 3,14-18).

 

Desiderato dalle genti

«Mi consumo nell’attesa della tua salvezza» (Sai 119,81), si consuma nel desiderio e nell’attesa della salvezza donataci da Dio. Buono è questo “consumarsi”: infatti rivela il desiderio del bene, certo non ancora raggiunto, ma tanto desiderato. Dall’origine del genere umano fino alla fine dei secoli chi pronuncia queste parole se non la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa che desidera Cristo? Testimone ne è il Santo vegliando Simeone che, ricevendo il Cristo Bambino tra le braccia, disse: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza» (Lc 2,29-30). Come il desiderio di questo vegliando, tale si deve credere sia stato quello di tutti i Santi delle epoche precedenti. Anche il Signore stesso dice ai discepoli: « Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono» (Mt 13,17) perché si riconosca anche la voce di tutto l’antico Israele nelle parole: “L’anima mia si strugge per la tua salvezza”. Dunque mai nel passato si spense questo desiderio dei Santi, né al presente si placa nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, fino alla consumazione dei secoli, fin quando verrà “il Desiderato di tutte le nazioni”. (S. Agostino)

 

Cristo Gesù, ascoltaci

Perché comprendiamo con tutti i Santi il mistero del Regno al quale siamo chiamati

– Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché possiamo comprendere che in Te formiamo il popolo grande e ricco di ogni benedizione promessa al nostro padre Abramo

– Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Affinché tutte le famiglie della terra siano benedette in Te

– Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché tutti i popoli vengano dall’Oriente e dall’Occidente e siedano a mensa nel Regno dei Cieli

– Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

 

Il tuo aiuto, Signore, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo, tuo Figlio; quando Egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera ed esultanti nella lode. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

leggiamolabibbia.wordpress.com/2018/12/16/novene-di-natale/

L’uomo dei sogni

L’uomo dei sogni (booktrailer)

Voi che rimanete, amate la vita, custoditela,
rendetela preziosa nel nome del Signore.
Verranno tempi bui in cui i valori di questa vita saranno calpestati,
ma ci sarete voi per il mondo, e la luce dell’uomo
potrà sempre brillare…

san Francesco da “L’uomo dei sogni

Luca Mauceri. Per chi lo segue a teatro è un attore che sa anche comporre e suonare. Per chi predilige i suoi concerti è un musicista con il dono della recitazione. Luca Mauceri è l’uno e l’altro, e ancora di più: un artista capace di imboccare tutte le strade che lo portino a trasmettere la sua passione per la vita.
Nato nel 1975 a Frosinone, ha studiato e vissuto a Roma prima di trasferirsi a Bologna, dove attualmente vive. Da molti anni percorre un personale sentiero di ricerca attraverso musica e teatro. Ha recitato da protagonista in numerosi spettacoli, ha partecipato a festival internazionali prestigiosi, è stato l’attore di punta del teatro di Guido Ceronetti, lavora stabilmente con il regista siciliano Vincenzo Pirrotta, ha pubblicato nove album tra musiche originali e colonne sonore.
“L’uomo dei sogni” è la prima opera di drammaturgia che ha scritto e interpretato.

giro blogando nel Web...

Luomo dei sogni cop31 Convegno Luglio 2018Per chi lo segue a teatro è un attore che sa anche comporre e suonare. Per chi predilige i suoi concerti è un musicista che può anche recitare. Ma ora Luca Mauceri è anche scrittore. E’ infatti uscito per le Edizioni Romena, il suo primo libro “L’uomo dei sogni”. Il libro contiene il testo teatrale del suo ultimo, apprezzatissimo spettacolo, dedicato a san Francesco. Ma Luca introduce questo testo con un altro monologo in cui si racconta; racconta di sé e del tempo che viviamo; racconta Francesco, visto con lo sguardo puntato sul presente. 

Il libro è già disponibile presso la libreria di Romena e online. Questo book trailer, su musiche originali di Luca Mauceri, lo anticipa…

Guarda il book trailer  

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«Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato»

Luca Mauceri a Romena

Il #Vangelo di oggi:

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». […]

Commento di fra Ermes

«Esulterà, si rallegrerà, griderà di gioia per te, come nei giorni di festa». Sofonia racconta un Dio che esulta, che salta di gioia, che grida: «Griderà di gioia per te», un Dio che non lancia avvertimenti, oracoli di lamento o di rimprovero, come troppo spesso si è predicato nelle chiese; che non concede grazia e perdono, ma fa di più: sconfina in un grido e una danza di gioia. E mi cattura dentro. E grida a me: tu mi fai felice! Tu uomo, tu donna, sei la mia festa.

Mai nella Bibbia Dio aveva gridato. Aveva parlato, sussurrato, tuonato, aveva la voce interiore dei sogni; solo qui, solo per amore, Dio grida. Non per minacciare, ma per amare di più. Il profeta intona il canto dell’amore felice, amore danzante che solo rende nuova la vita: «Ti rinnoverà con il suo amore».

Il Signore ha messo la sua gioia nelle mie, nelle nostre mani. Impensato, inaudito: nessuno prima del piccolo profeta Sofonia aveva intuito la danza dei cieli, aveva messo in bocca a Dio parole così audaci: tu sei la mia gioia.

Proprio io? Io che pensavo di essere una palla al piede per il Regno di Dio, un freno, una preoccupazione. Invece il Signore mi lancia l’invito a un intreccio gioioso di passi e di parole come vita nuova. Il profeta disegna il volto di un Dio felice, Gesù ne racconterà il contagio di gioia (perché la mia gioia sia in voi, Giovanni 15,11).

Il Battista invece è chiamato a risposte che sanno di mani e di fatica: «E noi che cosa dobbiamo fare?». Il profeta che non possiede nemmeno una veste degna di questo nome, risponde: «Chi ha due vestiti ne dia uno a chi non ce l’ha». Colui che si nutre del nulla che offre il deserto, cavallette e miele selvatico, risponde: «Chi ha da mangiare ne dia a chi non ne ha». E appare il verbo che fonda il mondo nuovo, il verbo ricostruttore di futuro, il verbo dare: chi ha, dia!

Nel Vangelo sempre il verbo amare si traduce con il verbo dare. La conversione inizia concretamente con il dare. Ci è stato insegnato che la sicurezza consiste nell’accumulo, che felicità è comprare un’altra tunica oltre alle due, alle molte che già possediamo, Giovanni invece getta nel meccanismo del nostro mondo, per incepparlo, questo verbo forte: date, donate. È la legge della vita: per stare bene l’uomo deve dare.

Vengono pubblicani e soldati: e noi che cosa faremo? Semplicemente la giustizia: non prendete, non estorcete, non fate violenza, siate giusti. Restiamo umani, e riprendiamo a tessere il mondo del pane condiviso, della tunica data, di una storia che germogli giustizia. Restiamo profeti, per quanto piccoli, e riprendiamo a raccontare di un Dio che danza attorno ad ogni creatura, dicendo: tu mi fai felice.

(Letture: Sofonia 3,14-18; Isaia 12; Filippesi 4,4-7; Luca 3,10-18)

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A Sua immagine… Il coraggio dei gesti con don Gigi

Abbiamo bisogno di parole che siano incarnate, abbiamo bisogno di parole che siano come pane spezzato in mezzo alla vita

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

Con don Luigi Verdi

Abbiamo bisogno di parole che siano incarnate, abbiamo bisogno di parole che siano come pane spezzato in mezzo alla vita…

don Gigi

il giornalista Domenico Iannacone

il commento ai Vangeli di don Luigi Verdi

Sabato 15 dicembre alle 16:15 (in replica domenica alle ore 6:20) don Luigi sarà su Rai Uno per condurre il secondo appuntamento de “Le ragioni della speranza”, il consueto programma di commento al Vangelo della domenica inserito nella trasmissione “A sua immagine”. Don Luigi intervisterà il giornalista Domenico Iannacone, conduttore della trasmissione di Rai 3 “I 10 comandamenti”, già ospite a Romena in occasione del convegno “Innamorarsi della realtà”. La conduzione di don Luigi durerà per tutto il periodo natalizio: un periodo speciale, di ‘rinascita’ interiore, che quest’anno potrà essere vissuto, per il pubblico televisivo, con l’accompagnamento di riflessioni e pensieri nello stile di Romena.

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Quasi

Oscar Farinetti: «Ora sono quasi

In Avrai una luce, scrive:

Ti auguro rimorsi, vogliono dire che avevi sbagliato e lo hai capito. Ti auguro rimpianti, perché ti aiutano a far cose buone che avevi dimenticato. Ti auguro paure…

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Avrai una luce

“Vi auguro rimorsi perché vogliono dire che avete sbagliato e lo avete capito.
Vi auguro rimpianti perché vogliono dire che vi siete dimenticati di fare delle cose buone e lo avete riconosciuto.
Vi auguro paure perché dalla paura nascerà il vostro entusiasmo.
Vi auguro speranze perché dalle speranze nascerà il vostro coraggio.
Vi auguro leggerezza perché la leggerezza saprà tenere insieme il vostro passato di rimorsi, di rimpianti con il vostro futuro di paure e di speranze.
Vi auguro questi sentimenti perché se riuscirete ad accoglierli nel vostro cuore avrete una luce che gli altri sapranno riconoscere”.

 

Ti auguro rimorsi, vogliono dirti
che avevi sbagliato.

Ti auguro rimpianti, perchè ti aiutano
a far cose buone che avevi dimenticato.

Ti auguro paure, perché proprio
da queste nascerà il tuo coraggio.

Ti auguro speranze, saranno la fonte
essenziale del tuo entusiasmo.

Infine ti auguro leggerezza, saprà tenere
insieme il tuo passato di rimorsi e rimpianti
con il tuo futuro di paure e speranze.

Ti auguro questi sentimenti perché
se riuscirai ad accoglierli nel tuo cuore
avrai una luce, gli altri la vedranno
e correranno ad abbracciarti

Oscar Farinetti

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Sperare significa credere che qualcuno ci ama

significa mettersi in cammino verso un altrove

significa anche osare di vivere in altro modo…

Credere nell’umanità non significa credere

che tutti siano buoni

ma credere che è possibile vivere insieme

e resistere al male scegliendo il bene:

non lasciamo alla cattiveria l’ultima parola!

Enzo Bianchi

twitter.com/enzobianchi7