La verità non è tanto nelle parole, ma negli occhi, nelle mani, nel silenzio.

 

La verità non è tanto nelle parole, ma negli occhi, nelle mani, nel silenzio.

La verità sono occhi e mani che ardono in silenzio.

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

Meno si comprende la ricchezza e la bellezza della vita per quello che è, più si pensa che il divino sia una cosa diversa rispetto alla vita.

Vito Mancuso

www.romena.it/rubriche/aforisma-del-giorno

Autenticità

La verità è ciò che arde.

La verità non è tanto nelle parole, ma negli occhi, nelle mani, nel silenzio.

“La verità è ciò che arde.

La verità non è tanto nelle parole, ma negli occhi, nelle mani, nel silenzio.

La verità sono occhi e mani che ardono in silenzio”

Christian Bobin

La vita mi chiede di levarmi nella luce,

Lasciar parlare il cuore e non aver paura…

Dolci come l’amore

https://youtu.be/16lJFnB3GxQ
Benedici Benedici Benedici anche me.

BENEDICI

(L.Verdi,A.Salis,L.Salis)
In questa sera in penombra passa accanto a me.
Cerco cose nascoste ai dotti e ai sapienti e anche a me.
Un venticello leggero possa soffiare su noi
e sussurrarci ancora che ci sei
Benedici Benedici Bene_dici anche me
Benedici…

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Il pescatore…

Piccole Donne Crescono

Il pescatore di DeAndre

Luigi Gravino e Matteo Zorzanello

#MatteoZorzanello Chiesa di San Lorenzo (Vicenza)

Ditemi che è solo un cortometraggio di fantapolitica, girato da qualche regista zuzzurellone.

Quando la realtà supera di gran lunga la fantasia…

giro blogando nel Web...

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Di marina-marcolini

Entro raramente in fb e ancora più raramente guardo la tv (ho poco tempo). Ma oggi ho deciso di farmi del male.
Volendo aggiornarmi su cosa dicono e fanno i nostri governanti, sono entrata nella pagina di Salvini.
Ho visto l’ultimo audio postato dal “ministro” (che stando alla sua etimologia, (latino minister,) dovrebbe significare servitore, aiutante…).
L’ho guardato fino in fondo, facendomi male anzi molto male, l’ho ascoltato parlare di tutto, dall’immancabile Carola ai migranti stupratori e a i rom ladri, passando per Peppa Pig, irridendo e sbeffeggiando.
Ma io non ci posso credere.
Davvero è diventato questo il galateo della politica?
Vi prego, ditemi di no!
Ditemi che è solo un cortometraggio di fantapolitica, girato da qualche regista zuzzurellone.
Ditemi che stiamo solo sognando, che non è vero, non è vero, è tutto un incubo.
Ditemi che domani ci sveglieremo e su quelle poltrone, sulle più alte…

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«E chi è il mio prossimo?».

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#Amo la Tua Parola
«E chi è il mio prossimo?».
Abbiamo sempre bisogno che gli altri ci dicano cosa fare, chi è da una parte o dall’altra, chi è il prossimo. Ma ascoltare quello che sentiamo dentro, non è possibile? Alla fine della parabola del buon samaritano, il Maestro indica che la vera risposta è farsi prossimo. La compassione, come l’empatia e la vicinanza, è uno dei sentimenti che in questa società indifferente si stanno perdendo sempre di più. Quando da bambino usciva sangue dal naso, il dottore cauterizzava il punto preciso e così il sangue si fermava. Ma si perdeva anche la sensibilità dell’organo olfattivo. Credo che questo tempo ci abbia “cauterizzato” il cuore e non siamo più capaci di sentire compassione. Qualcuno potrebbe obiettare che in realtà sente qualcosa; ma, credetemi, spesso quello che sentiamo è più pena o una forma di pietà, ma non compassione. La compassione è quel sentire dentro di te il dolore dell’altro al punto da dover agire all’unico scopo di alleviare quel dolore in chi ti sta di fronte. Oggi, nell’era del telefonino, c’è una gara a chi fotografa per primo quello “scatto” che immortala il dolore, la paura, la morte. Perché? Per avere in cambio un pollice alzato che ti dice “bravo”, e ti mette al posto giusto in questa società del “tutti uguali”, del tutti parte di un sistema anestetizzato che non sappiamo dove ci porterà. Più che tante parole, ci sarebbero solo veri silenzi da ascoltare. La compassione è questo: tornare più sensibili e umani grazie all’altro che risveglia ogni vera ‘passione’ che c’è in ciascuno di noi.
Canzone consigliata: Il mostro di S. Bersani

Domenica 14 Luglio 2019 (Lc 10, 25 – 37)

Paolo Costa

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Paolo Costa

Un piccolo ritiro in cui fra Paolo ci accompagna a vivere romena e lasciarsi toccare nel profondo, sostenuto dalle riflessioni bibliche ed esperienziali di Roberta Ravanelli.Aperto a tutti soprattutto per chi vuol conoscere Romena e imparare semplicemente a “Tornare umani”.

Prossimi appuntamenti 2019

1-3 Marzo 

12-14 Aprile

7-9 Giugno 

18-20 Ottobre 

8-10 Novembre 

 

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NON TI CONDANNO, MA VENGO A CENA DA TE ❣️

 

Via del Campo (Fabrizio De Andrè)

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.

Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde

… piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente …

 

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

È bello quando Gesù dice a Zaccheo:” Zaccheo, stasera vengo a cena da te”. Zaccheo non era perfetto, era esattore delle tasse,ladro.. Gesù davanti a chi sbaglia non dice:” Ti condanno”, ma “Vengo a cena da te”. Allora intoniamo questa preghiera:

” Vengo a cena da te,

vengo a stanarti, per toglierti la paura, e riaprirti allo stupore.

Vengo a cena da te,

per ricordarti che hai avuto più volte una seconda possibilità,

che quando ami sai anche essere più fragile e che il senso inizia quando nulla ha più senso. Vengo a cena da te, per spezzare il pane, e ricordarti che la vita va condivisa e consumata. Vengo a cena da te, per aprire la strada alla parola,

per aprire altri spazi e portare l’umorismo di Dio, che salva la tenerezza”.

Luigi Verdi

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piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal…

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TI INSEGNERÒ A VOLARE

http://www.romena.it/15-news/news-da-romena/2976-ultimi-giorni-per-iscriversi-al-convegno-del-13-e-14-luglio-ti-insegnero-a-volare-come-accompagnare-il-cammino-di-crescita-dei-nostri-ragazzi

“𝗚𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝗶 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗮 𝗺𝗲 𝗲 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗼 𝗶 𝗽𝗲𝘀𝗰𝗶 𝗱’𝗼𝗿𝗼.”

Solo Christian Bobin può descrivere cosa raccogli passando una giornata a Romena. Credo che questa sua frase descriva in modo perfetto la tua sensazione, quello che alla fine porti a casa, specie se il tuo incarico è stato quello di occuparti di chi arriva.

È come stare di fronte al grande schermo della vita. In un giorno vivi e assisti a tutte le emozioni. Ti passa davanti dolore e gioia, separate da un istante.

Ripenso a quella mamma che nonostante tutto cercava di donare ancora qualcosa a suo figlio. Per lei faccio parlare il poeta:

“Certi volti sono passati dentro siepi di serpi e sputi prima di giungere a noi, luminosi di tutta la luce rifiutata loro per secoli.

Lei mi parlava, ma il suo viso parlava più forte. I suoi occhi, di un azzurro impagabile dicevano un’amicizia straziante per la vita assassina.

Sorrideva. Aveva perso suo figlio ormai da qualche anno, in verità da un secondo: il cuore ignora il tempo.

La perdita fa entrare l’eterno nelle nostre carni, e l’eterno è ciò che non passa, quel che resta di traverso in gola. Il bambino scomparso sorrideva nel suo sorriso, fioritura incendiaria del morto sul vivo.

Getto la rete dei miei occhi sulle acque del mondo distrutto, poi la riporto a me e salvo i pesci d’oro.

A Mallarmé la vita è arrivata a prendere un bambino e gli ha detto: adesso canta se ci riesci. Canta con il buco che ti ho fatto in gola. E Mallarmé non ha cantato. Ha balbettato, angelicamente balbettato.

Scrivere l’inconsolabile genera una pace, come una lampada che ruota e mostra le sue ombre cinesi al bambino che sta per addormentarsi.

La vita si avvicina a noi, aspetta il momento propizio per colpire e poi intima a ciascuno: canta adesso. Dai, canta, scrivi.

Le famiglie dove un bambino è scomparso, sono come le gallerie degli specchi a Versailles la notte, quando non vi risuona nemmeno un passo: un incendio di specchi vuoti. La scrittura è una bambina che parla alla sua bambola. I grandi occhi d’inchiostro della bambola le rispondono, e a questa risposta si riapre un cielo.”

Christian Bobin

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giro blogando nel Web...

TI INSEGNERÒ A VOLARE

Manca davvero poco al convegno del 13 e 14 luglio “Ti insegnerò a volare”. Un appuntamento che si prospetta straordinario.

Si inizia sabato 13 luglio alle ore 14.30 con Eraldo Affinati.

E’ uno dei più importanti narratori italiani ma è anche un insegnante appassionato che si dedica molto ai ragazzi ‘difficili’. Insieme alla moglie, Anna Luce Lenzi, ha inoltr ondato la “Penny Wirton” una scuola di italiano per stranieri.

Tra i suoi libri “Campo di sangue” (finalista allo Strega e al Campiello), “La città dei ragazzi” , “Elogio del ripetente”, “L’uomo del futuro”, dedicato a don Milani. L’ultimo dei suoi libri è “Via dalla pazza classe, Educare per vivere.”

Info Tel 339 7055339 convegni@romena.it

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