Tanti Auguri alla nostra ’Orsa Maggiore’

🙏🏻Grazie di averci bagnato gli occhi perché potessimo continuare a sentire il vento.

🙏🏻Grazie per averci tenuto le orecchie aperte con le vostre domande infinite…

Sappi che tutte le strade, anche le più sole 
hanno un vento che le accompagna 

e che il gomitolo, forse 
non ha voluto diventar maglione 

che preferisco non imparare la rotta

per ricordarmi il mare 

🎈30🎈tanti 🌹auguri🦋a💎te💗 Giulia

🦋🎈🦋🎈🦋🎈🦋🎈

Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri. Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre, ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio. Ti auguro tempo per guardare le stelle e tempo per crescere, per maturare. Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare. Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono. Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Elli Michler

La gente che mi piace… L’ultima lezione

La gente che mi piace Mario Benedetti   Mi piace la gente che vibra, che non devi continuamente sollecitare e alla quale non c’è bisogno di dire cosa fare perché sa quello che bisogna fare e lo fa in meno tempo di quanto sperato.   Mi piace la gente che sa misurare le conseguenze delle proprie azioni, la gente che non lascia le soluzioni al caso.   Mi piace la gente giusta e rigorosa, sia con gli altri che con se stessa, purché non perda di vista che siamo umani e che possiamo sbagliare.   Mi piace la gente che pensa che il lavoro in equipe, tra amici, è più produttivo dei caotici sforzi individuali.   Mi piace la gente che conosce l’importanza dell’allegria.   Mi piace la gente sincera e franca, capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.   Mi piace la gente di buon senso, quella che non manda giù tutto, quella che non si vergogna di riconoscere che non sa qualcosa o si è sbagliata.   Mi piace la gente che, nell’accettare i suoi errori, si sforza genuinamente di non ripeterli.   Mi piace la gente capace di criticarmi costruttivamente e a viso aperto: questi li chiamo “i miei amici”.   Mi piace la gente fedele e caparbia, che non si scoraggia quando si tratta di perseguire traguardi e idee.   Mi piace la gente che lavora per dei risultati.   Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa, giacché per il solo fatto di averla al mio fianco mi considero ben ricompensato. #lepochecosechecontano

LA GENTE CHE MI PIACE – FRANCESCO PANNOFINO (DI MARIO BENEDETTI FARUGIA)

Simone Cristicchi 🌹
L’ultima lezione  da Marco Guzzi
 Non rifiutare l’afa di questo pomeriggio calabrese. Non rifiutare la tua paura. Non rifiutare la tua meschinità e il tuo orgoglio, Il senso pungente della tua inferiorità e la percezione di una superiorità Che giudica e pone sotto o sopra le persone In base a scale di giudizio inflessibili e crudeli. Tu non giudicare il tuo giudizio, non condannarti. Non rifiutare quell’ombra che odi dentro di te, Né quell’altra che la odia, non separarti da niente. Non rifiutare l’amarezza della prima mattina Né il tuo peccato più frequente. Lascia che io ti dilati: tu Contieni, accogli, accetta, risana. Guarda con dolcezza la tua avidità di bambino defraudato. Guarda con amore la tua arroganza, la tua chiusura. Guarda alle tue piccolezze come guarda una madre Al figlio che agita i pugnetti per respingerla piangendo. Così amerai il tuo assassino e pregherai per lui. Guarderai con dolcezza il persecutore, chi ti esclude crudelmente, Chi ti umiliò e ti sconfisse, senza nemmeno riconoscerti. Non rifiutare niente. Non giudicare. Non condannarti. Resta uno, unanime, un’anima indivisa. Resta coerente. Non resistere al male. Non raddoppiarlo. Fattene madre. Fattene intermediario, medico. Fatene carico. E cura. Allora la misericordia lo scioglierà nel tuo cuore, Perché è sempre un rifiuto che alimenta il fuoco distruttivo. Mentre l’accettazione scioglie il ghiaccio e unge le ferite. E non rifiutare nemmeno il tuo rifiuto. Non ti accanire. Giocaci piuttosto, cantagli una canzone, fanne una storia, E lo vedrai sfumare quanto meno ti ci contrapponi. Comprendi questa mia lezione? Ti suona? Vuoi questo mio cuore Che non nega? Vuoi conoscere il mio divino amore? Vuoi la perfezione? E’ tutta qui, in queste braccia Comunque aperte, anche se mi uccidi.


Sempre è per sempre 🌹Cristicchi & Amara

Sempre e per sempre Francesco De Gregori
Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano e non la smettono mai Sempre e per sempre tu ricordati dovunque sei, se mi cercherai Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai Ho visto gente andare, perdersi e tornare e perdersi ancora e tendere la mano a mani vuote E con le stesse scarpe camminare per diverse strade o con diverse scarpe su una strada sola Tu non credere se qualcuno ti dirà  che non sono più lo stesso ormai Pioggia e sole abbaiano e mordono ma lasciano, lasciano il tempo che trovano E il vero amore può nascondersi, confondersi ma non può perdersi mai Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai. 
Sempre e per sempre Francesco De Gregori

Amara e Simona Molinari: incontro con le due grandi voci de “Le poche cose che contano”

Quali sono le cose che contano davvero e che ci danno l’energia giusta per vivere? Grazie Romena

Prendi il largo

Due straordinarie voci della musica italiana accompagnano Simone Cristicchi durante le esibizioni artistiche della trasmissione “Le poche cose che contano”: sono Amara e Simona Molinari.  La prima è anche autrice di canzoni come “Che sia benedetta” e “Il peso del coraggio”, la seconda una grande voce pop jazz, protagonista di indimenticabili duetti con artisti come Al Jarreau e Peter Cincotti.
Le ho incontrate durante una pausa delle registrazioni del programmma di Tv2000.
L’atmosfera di Romena mi ha permesso di coinvogerle in una conversazione a cuore aperto, sui grandi temi della vita, del presente, sui loro sogni e, naturalmente, sulle cose che contano…

View original post

Elisa Girotto “18 regali”

…sulle piattaforme streaming è disponibile il film ispirato alla storia di Elisa Girotto, la mamma di Treviso che prima di morire ha lasciato alla figlia di un anno 18 regali da scartare fino alla maggiore età

Elisa Girotto (Web)
Elisa Girotto (Web)

Sono ormai trascorsi quasi 3 anni da quel 27 agosto 2017 in cui è venuta a mancare Elisa Girotto, la mamma coraggio di Spresiano (Treviso) morta per un tumore al seno. Elisa Girotto aveva solo 40 anni e viveva felicemente insieme al marito Alessio e alla figlia Anna, di un anno. Elisa era consapevole del suo stato di salute precario e non si è abbattuta, così ad agosto ha anticipato le nozze con il suo Alessio e ha preparato un testamento speciale per la piccola Anna: ha collezionato per lei una serie di regali già pronti, uno per ogni compleanno (21 agosto) e per ogni Natale fino alla sua maggiore età. Un gesto amore materno per dimostrarle il suo attaccamento anche se non più presente fisicamente….

www.yeslife.it/2020/07/08/chi-e-elisa-girotto-la-mamma-che-ha-ispirato-il-film-18-regali/

La trama del film ’18 regali’
Alessio ha ricevuto una importante missione dalla moglie Elisa. Per i prossimi diciotto anni, dovrà consegnare alla figlia Anna, un regalo da parte della madre nel giorno del suo compleanno. La donna è morta dopo aver lottato contro il cancro, ma prima di andarsene ha predisposto tutti i doni che avrebbero accompagnato la piccola Anna fino alla maggiore età. Alessio esegue con precisione questo compito, non dimenticandosi mai di consegnare il dono di Elisa alla figlia. Nel giorno del diciottesimo compleanno di Anna, però, un senso di profondo malessere invade l’adolescente. Rimane l’ultimo regalo da scartare e già avverte quel senso di vuoto che l’accompagnerà negli anni a venire. Così, scappa dalla festa organizzata dal padre Alessio. Vaga per la strada fino a quando non viene investita. Ad un passo dalla morte, vede Elisa
cinema.fanpage.it/18-regali-il-trailer-del-film

#Amo la tua Parola “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.”

#Amo la tua Parola “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.”
“Passi il tuo Spirito,
oh Signore, come brezza
primaverile che fa fiorire
la vita e schiude l’amore.
Passi il tuo Spirito,
come l’uragano che
scatena una forza
sconosciuta e solleva le
energie addormentate.
Passi il tuo Spirito,
nel nostro sguardo per
portarlo verso orizzonti
più lontani e più vasti.
Passi il tuo Spirito,
sui nostri volti rattristati
per farvi riapparire il
sorriso”.
Giovanni Vannucci

U. ECO e IL NOME DELLA ROSA intervista di V. Messori

QUANDO MESSORI INTERVISTÒ ECO: «DIO? È UN FILOSOFO NON UN INGEGNERE»

Vittorio Messori intervistò Umberto Eco nel 1982 per le pagine del mensile Jesus. Con il grande studioso, che da giovane, fu dirigente nazionale di Azione Cattolica, parla del successo de Il nome della Rosa il celebre romanzo “teologico”: ogni verità si confonde con il suo opposto, la virtù equivale al vizio, Dio si dissolve nel Caos. 

http://m.famigliacristiana.it/articolo/dio-e-un-filosofo-non-un-ingegnere.htm

U. ECO e IL NOME DELLA ROSA (stralci dall’intervista di V. Messori)

“Il nome della rosa, libro mirabile nel senso etimologico della parola: libro tanto più “velenoso” (sarà lo stesso autore a suggerirmi l’aggettivo) quanto più abile, colto, bello;.. L’eccellente riuscita del libro è proprio nella felicità narrativa, nella consumata astuzia del mestiere, che permette anche alla casalinga di arrivare alla fine appassionandosi alla trama, assorbendone gli umori maliziosi senza neppure accorgersene.

“La reazione dei critici “cattolici” ha stupito lo stesso Eco. “Se fossi ancora credente, sarei stato ben più severo, ben più intollerante”, mi dice.

Ma il teologo e critico letterario G. Sommavilla ha invece reagito, e Messori riassume così il suo articolo: “lo sforzo del libro sarebbe tutto teso a dimostrarci che non c’è nulla di vero tranne la sua (di Eco) personale verità e la sua ironia; Eco vorrebbe convincerci che non c’è alcuna differenza tra Gesù e Giuda, tra santo e delinquente, mancando ogni termine sicuro di confronto”. Ma allora, dice Sommavilla, “Se la verità è che tutto è da ridere, è da ridere anche la teoria che afferma che tutto è da ridere, tutta da ridere è dunque anche l’idea centrale di questo libro. È dunque ridicolo sostenere che tutto è ridicolo”.

“Ho l’impressione che il padre abbia visto giusto” risponde Eco, “ha ben individuato la boccetta di veleno del libro, anche se poi ha forse pestato un po’ troppo il pedale…”.

Diceva lo psicanalista Carl Gustav Jung che è da curare l’uomo che non pensi ogni giorno alla morte e non ne avverti il dramma. Uomo profondo, intelligente e sensibile com’è, Eco non è certo da curare. Il pungolo della morte lo vive nella carne , da quando il padre morì all’improvviso…. “Eco, dov’è suo padre? Dove sono gli altri morti? Dove saremo noi stessi? Cosa c’è dietro quelle porte?”. Disse: “C’è il caos. Oppure c’è il deserto piatto. Di certo è un luogo dove Cristo non regna. E neanche Buddha. Né alcun altro”.

“Ma la morte è scommessa per eccellenza… e se avessero ragione coloro che dicono che sarà proprio Gesù a venirci incontro?

“Guardi – rispose Eco – se per caso il Cristo come giudice c’è davvero e vuole imbastirmi un processo, gli dico più o meno le cose che sto dicendo a lei: ho ragionato così e così e sono arrivato alla conclusione che non avresti dovuto esserci tu ad aspettarmi. Credo che in questo modo potremmo arrivare a patti ragionevoli. Se invece ragionevole non è, se è un Dio crudele e vendicativo che ha già deciso in anticipo il mio destino, allora non voglio avere nulla a che fare con lui. Mi mandi pure all’inferno, dove almeno c’è gente per bene. Ma sono sicuro che, se Dio c’è, è il Dio di S: Tommaso, e con lui si può ragionare. Abbiamo studiato sugli stessi libri”.

“Tesi de Il nome della rosa è che la fede in Dio si basa sulla paura, soprattutto sulla paura della morte, del diavolo, dell’inferno; ma l’ironia, il riso possono sciogliere quelle paure; dunque per liberarsi dalla fede basterebbe ridere.

Eppure continuammo a muoverci sotto l’ombra inquietante della morte e del suo mistero intatto, impenetrabile ai tentativi di demitizzazione a colpi di humour.

Mi disse che a lui, filosofo, più che la morte sua interessava quella dell’umanità. Ma, umanissimamente, sembrò contraddirsi. Quella morte del padre, anzitutto. “L’evento più traumatico della mia esistenza. Quando morì non avevo più la fede, dunque la possibilità di sperare in una sopravvivenza eterna”. Mi parlò poi del “culto dei morti, così tipico degli atei: il culto disperante di un’assenza”. E ancora: “è chiaro che con il mio tipo di scommessa, il vivere cioè come se Dio non ci fosse, vivo molto più tragicamente di quando ero credente: ora mi è assai più faticoso fare i conti con la morte. Io devo lavorare di più per dare un senso al mio passaggio. E questo mi secca moltissimo”.

V. Messori , Inchiesta sul cristianesimo, 1987, pgg31-43

Le differenze tra “Il nome della rosa” di Umberto Eco e il film

In cosa sono diversi il film trasmesso Rai Tre e il famosissimo romanzo dello scrittore italiano morto ieri a 84 anni

www.ilpost.it/2016/02/20/nome-della-rosa-film-libro-umberto-eco/

Audio libro “il nome della rosa” Umberto Eco

Un’abbazia medievale isolata. Una comunità di monaci sconvolta da una serie di delitti. Un frate francescano che indaga i misteri di una biblioteca inaccessibile. Il romanzo che ha rivelato al mondo il genio narrativo di Umberto Eco, un libro tradotto in 60 paesi, un best seller da 7 milioni di copie solo in Italia, che ha vinto il premio Strega e ha ispirato film e serie tv di successo mondiale. 

“Il libro più intelligente – ma anche il più divertente – di questi ultimi anni.”
– Lars Gustafsson, Der Spiegel 

“Brio e ironia. Eco è andato a scuola dai migliori modelli.”
– Richard Ellmann, The New York Review of Books

“Un libro che si legge tutto d’un fiato, accattivante, comico, inatteso.”
– Mario Fusco, Le Monde

“È un libro che ci trasforma… ci presenta un mondo nuovo nella tradizione di Rabelais, Cervantes, Sterne, Melville, Dostoevskij, lo stesso Joyce e García Márquez.”
– Kenneth Atchity, Los Angeles Times

“L’alta qualità e il successo non si escludono a vicenda.”
– Anthony Burgess, The Observer

Umberto Eco

umberto-ecoUmberto Eco (Alessandria 1932 − Milano 2016), filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (premio Strega 1981), seguito da Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima(1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015). Tra le sue numerose opere di saggistica (accademica e non) si ricordano: Trattato di semiotica generale (1975), I limiti dell’interpretazione(1990), Kant e l’ornitorinco(1997), Dall’albero al labirinto(2007), Pape Satàn aleppe(2016) e Il fascismo eterno(2018). Ha pubblicato i volumi illustrati Storia della Bellezza(2004), Storia della Bruttezza(2007), Vertigine della lista(2009), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013) e Sulle spalle dei giganti (2017)

http://www.lanavediteseo.eu/item/il-nome-della-rosa/

noncerosasenzaspine.tumblr.com/il-nome-della-rosa

Il nome della rosa


Ulisse … viaggio nel nome della rosa Rai 05/04/2017

Interviste a Gianmaria Testa …

https://youtu.be/2ONYgYV5woY

Gianmaria Testa – Dentro la tasca di un qualunque mattino (Live)

Dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei
dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non vede nessuno,
e con la mano ti accarezzerei

salirà il sole del mezzogiorno
passerà alto sopra di noi
fino alla tasca del pomeriggio
ti porto ancora
se ancora mi vuoi

salirà il sole del mezzogiorno
e passerà alto, molto sopra di noi,
fino alla tasca del pomeriggio
dall’altra tasca ti porto
se vuoi

dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei

dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non vede nessuno,
e con la mano ti accarezzerei
e con la mano, che non vede nessuno,
con questa mano ti saluterei

giro bloggando ...

🎈🍀💎🎈🍀💎🎈🍀💎🎈

🌻🌹💎🌟✨🌻🌹💎🌟

🦋🍀🙏🏻💗💎🦋🍀🎈🙏🏻💗🦋

Imparare

💗💗🎈🎈💗💗🎈🎈💗💗

🙏🏻Gianmaria è scomparso il 30 Marzo 2016

Gianmaria TestaFull live 2015

View original post

Le cose di questo tempo non funzionano … coraggio… c’è tempo

www.youtube.com/watch

Don Luigi Verdi


coraggio

🍀🦋🍀🦋🍀🦋


C’è tempo

Dicono che c’è un tempo per seminare
C’è un tempo negato e uno segreto
C’è un tempo perfetto per fare silenzio
C’è un giorno che ci siamo perduti
È tempo che sfugge, niente paura
Dio, è proprio tanto che piove
C’è un tempo d’aspetto come dicevo
C’è un tempo bellissimo, tutto sudato
Dicono che c’è un tempo per seminare

Se il giardino rifiorisse

Lo spirito della ricerca

Don Marcello Farina

🦋LeggiAmo 🦋i libri che leggo o che leggerò🦋

IL CRISTIANESIMO COME ESERCIZIO DELLA CURA

Don Marcello Farina in questo suo nuovo libro dispiegaun’analisi dei tre sacramentiprecedutada una introduzione generale sulla“situazione attuale” del Cristianesimo nell’epoca “post-moderna”.Il testo è strutturato intorno all’immagine del “giardino”: ilbattesimo(all’ingresso del giardino), l’eucaristia nella vita dei cristiani(il giardino ospitale), lariconciliazione(coltivare e custodire il giardino). Nell’immagine del giardino l’autore intravede e identifica lacomunità cristiana, non per esclusione, ma per la responsabilità che le appartiene di essere un terreno fecondo ed accogliente, in un mondo talvolta arido e simile al deserto. E, come si può notare dal titoloSe il giardino rifiorisse, il congiuntivo sottolinea la condizione tipica del sogno, del desiderio, di un’anticipazione dello spirito che esprime la speranza diuna nuova stagione per il Vangeloalle donne e agli uomini del nostro tempo: unrinnovato impegno battesimale, unospezzare il…

View original post 264 altre parole

Educare roba seria…

Soffia dove vuole
Luca Mauceri Francesco Fiorillo

https://youtu.be/NdNHCkA97As

🦋LeggiAmo 🦋i libri che leggo o che leggerò🦋

www.emi.it/educare-%C3%A8-roba-seria

Crisi educativa, emergenza educativa, crisi di valori… Quello che vediamo svolgersi davanti agli occhi è stato chiamato in molti modi: la trasmissione da una generazione all’altra non funziona più come un tempo. Sembrano saltati i riferimenti, ogni cosa viene messa in discussione, la stessa possibilità di educare sembra svanire nel vuoto della Rete.
Johnny Dotti, che è padre, formatore e pure imprenditore sociale, ci fa intuire in queste pagine la forza rivoluzionaria della tradizione, recuperando parole (ed esperienze) antiche e ridando ad esse forma nuova. Attraverso cinque lettere ad altrettanti interlocutori (due genitori, un prete, una comunità, un giovane e due nonni), Dotti ci fa scoprire il senso autentico e sovversivo della «corresponsabilità», parola che rimanda a una chiamata e a una risposta, cioè al mistero (umano e religioso insieme) della vocazione. L’oratorio, il luogo educativo all’ombra del campanile aperto sulla piazza da secoli, cerniera tra sacro e profano…

View original post 57 altre parole

#lamoreimperfetto

http://www.romena.it/events/event/lamore-imperfetto/

Lidia Maggi
È teologa, pastora battista, insegnante nelle carceri e presta il suo servizio a Varese e Luino. Oltre alla cura delle chiese a lei affidate, è fortemente impegnata nel dialogo ecumenico ed interreligioso. Collabora con diverse riviste cattoliche e protestanti su temi biblici e sul tema del dialogo tra le chiese.

Letture consigliate

🦋LeggiAmo 🦋i libri che leggo o che leggerò🦋

www.romena.it/

/www.cittadellaeditrice.com/scheda/Elogio-dellamore-imperfetto-847

“La relazione è grazia e vocazione, ma ci chiede di chiamare in causa l’imperfezione, che ha in sé la dinamica della vita. Le nostre esperienze affettive sono infatti segnate da fragilità e presentano ferite. Occorre allora riconciliarsi con le imperfezioni delle relazioni, poiché la vita, quella vera, è fatta anche di fallimenti, di incomprensioni e di silenzi”.
(Lidia Maggi)

Una appasionata, profonda, solare Lidia Maggi ha accompagnato il corso a tema del fine settimana “L’amore imperfetto”.
Un grazie a Lidia per averci introdotto, attraverso la narrazione biblica, in un mondo dove l’amore viene declinato nelle diverse situazioni della vita e raccontato senza censure e per averci fatto scoprire che, di fronte alla complessità di un perdono, c’è sempre un Dio che trasforma il male in bene.

📙 https://www.cittadellaeditrice.com/scheda/Elogio-dellamore-imperfetto-847

Lidia Maggi

E’ con un po’ di emozione che pubblico, dopo mesi difficili, l’agenda mensile degli appuntamenti. Quanti incontri saltati…

View original post 149 altre parole

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 11 OTTOBRE DI DON LUIGI VERDI

www.youtube.com/watch

Abbiamo tutti bisogno di pane per vivere, di amore per rendere gioiosa la vita: torni in noi la spontaneità, torni in noi la gratuità se vogliamo che non ci manchi mai un pezzo di pane, un po’ d’affetto e un po’ di gioia nel cuore.

“Possa la via a crescere con voi, il vento essere alle vostre spalle, il sole scaldare il vostro viso e possa Dio tenervi nel palmo della sua mano. Prendetevi tempo per amare, perché questo è il privilegio che Dio vi dà; prendetevi tempo per essere amabili, perché questo è il cammino della gioia. Prendetevi tempo per ridere, perché il sorriso la musica dell’anima; prendetevi tempo per amare Dio, le persone che avete accanto e fatelo con molta, molta tenerezza, perché la vita è troppo corta per essere egoisti”.

NON AVER PAURA ❤

Non aver paura di guardarti dentro,

scoprirai che l’amore è a un passo.

Non aver paura di guardarmi negli occhi,

io raccoglierò la sofferenza delle tue inquietudini

e la tua incompiuta purificazione di luce.

Non aver paura della paura,

io raccoglierò le tue durezze affamate

di dolcezza,

i tuoi pianti imbevuti di miracoli.

Non aver paura,

io benedirò la tua misericordia

quando si fa abbraccio,

la tua pietà quando si fa tenera,

il tuo dolore quando si fa pane.

Non aver paura,

ci sarà pace anche per il tuo cuore ribelle,

poiché il mio cuore è a casa solo accanto al tuo.

don Luigi Verdi


Per Te la benedizione di Don Gigi


DALLA MESSA DI ROMENA DEL 11 OTTOBRE 2020

Ormai ci rendiamo tutti conto che siamo arrivati a un punto estremo, a un limite di questo mondo, di questo nostro modo di vivere, di campare.

È una situazione quasi di fine corsa. Non riusciamo più a migliorarci, non facciamo quasi più niente per migliorarci.

Ormai abbiamo fatto per troppi anni tutto per accomodarci; ci siamo accomodati nelle nostre case, abbiamo sistemato le nostre cose, volevamo stare comodi. Ce l’abbiamo messa tutta per accomodarci e usato pochissime energie per migliorarci.

Oggi l’effimero è diventato più importante dell’essenziale.

E allora oggi ci sta bene. Gandhi dice: “Il problema non è aspettare che la pioggia finisca, ma saper ballare sotto la pioggia.”

O in una canzone di Battiato: “Quanto è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire.” Ecco il problema quando siamo in un tempo difficile: è vedere l’alba nell’imbrunire, è riuscire a saper ballare anche sotto la pioggia.

Lasciamo un po’ di musica e un po’ di silenzio perché quello è il miracolo, è tutto lì il miracolo: a non aver voglia di accomodarci, non arrenderci, fare qualcosa e … www.romena.it

Luigi Verdi

Vajont

Duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia cascano nel lago dietro alla diga e sollevano un’onda di cinquanta milioni di metri cubi. Solo la metà scavalca di là della diga, solo venticinque milioni di metri cubi d’acqua… Ma è più che sufficiente a spazzare via dalla faccia della terra cinque paesi: Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè. Duemila i morti.

9 ottobre 1963
Vajont

Memoria
Cheyenne

Sono le poche cose che contano

“LE POCHE COSE CHE CONTANO – INCONTRI”
come è nata la trasmissione di Tv 2000 realizzata a Romena
 
“LE POCHE COSE CHE CONTANO”: LA PRIMA SERATA
 

per rivedere la prima puntata www.tv2000.it

Da oggi, in questo spazio, intitolato “Le poche cose che contano – Incontri” vogliamo cercare di scoprire cosa ha ispirato questo progetto, capire perché si è scelto di realizzarlo a Romena, e conoscere da vicino i protagonisti e gli ospiti artistici della trasmissione, per sapere come hanno vissuto il contatto con la nostra realtà. Questo racconto quotidiano viene condotto dal nostro Massimo Orlandi.

In questo primo filmato abbiamo chiesto ai responsabili di Tv 2000 e ai conduttori della trasmissione come è nata la trasmissione, qual è il messaggio che vuol proporre, e gli obiettivi che vuol raggiungere…

www.youtube.com/watch

Ascolta la canzone “Le poche cose che contano”

La vita non è per domani. La vita è per l’oggi.

Esserci quando è il momento è non quando avete un momento, è qui la differenza. — Cit.

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni ...

Esserci quando è il momento è non quando avete un momento,
è qui la differenza.

Ecco dove sbagli: il tuo oggi è diventato il tuo domani. In effetti, sei costantemente proiettato nel futuro. Ti preoccupi oggi se devi fare qualcosa domani. Ti preoccupi oggi se devi affrontare un problema domani. Ti preoccupi oggi per il futuro dei tuoi figli. Ti preoccupi oggi per tue eventuali malattie future. Ti preoccupi oggi per la tua vecchia.
Il tuo oggi è diventato un tempo pieno di ansie, tensioni, paure, preoccupazioni. Ma così non vivi. La vita non è per domani. La vita è per l’oggi. Quindi non devi preoccuparti per eventuali avvenimenti negativi di domani, che probabilmente non avverranno mai.
Si, ogni tanto affacciati sul tuo futuro, ma poi ritorna subito al tuo presente. Fidati di Dio: metti nelle Sue mani il tuo domani. Padre Nikola Vucic

View original post

San Francesco d’Assisi 4/10/2020

Cosa possiamo tutti imparare da S. Francesco? La prima cosa che potremmo imparare è ‘togliere la malinconia’, il peggiore di tutti i mali, che vuol dire ‘pretendo e non so più dire grazie’; la seconda cosa che potremmo imparare è ‘tornare concreti’: san Francesco vive ciò che crede, crede ciò che spera e spera ciò che ama, vuole sentire la stessa passione, lo stesso amore di Gesù sulla croce; la terza cosa che potremmo imparare è la ‘fedeltà al poco’. Ma l’invito più profondo di Francesco è di ritrovare ‘la gioia’, la perfetta letizia, quella gioia che rimane anche se ti bastonano, spontanea come un fiore che sboccia

http://WWW.ROMENA.IT

l’enciclica Fratelli tutti

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni ...


Romena

youtu.be/FqyrchlxDNg

Monastero San Magno

🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻

E da Santa Maria del Cengio (Vi)

www.smariadelcengio.it

I commenti di p. Ermes al Vangelo del 4 ottobre sono due: per i social e per Avvenire.

In quel tempo, Gesù disse: (…) C’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna (…) La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio (…) lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero (…)Matteo 21, 33-43


Il tradimento…

View original post 40 altre parole