Libertà

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#BuongiornoInfinito

LIBERTÀ

Amo pensare che il motivo per cui Gesù è venuto tra noi sia stato questo: “liberare l’uomo dalla paura di Dio, creare un rapporto in cui non siamo schiavi…’non vi chiamo più servi, ma amici’. La vera relazione che ci chiede di avere con Dio è quella dell’amicizia che è fondata sulla libertà; Gesù rompendo gli schemi ha liberato ogni uomo aiutandolo a credere in se stesso.

La libertà di scegliere è il dono più prezioso che ci ha fatto!

“Don Roberto 🙏🏻Come Pino Puglisi: un martire in un mondo ingiusto, tocca a noi reagire all’emorragia di umanità.”

Don Roberto Malgesini durante una celebrazioneDon Roberto Malgesini durante una celebrazione

Omicidio di Don Roberto Malgesini

Luigi Ciotti. “Come Pino Puglisi: un martire in un mondo ingiusto, tocca a noi reagire all’emorragia di umanità.”

Il 15 settembre, giorno in cui ventisette anni fa – simbolica coincidenza – venne ucciso a Palermo don Pino Puglisi, oggi beato. La parola «martire» deriva da un verbo greco che significa testimoniare. Testimonianza figlia di una fede così profonda da non indietreggiare neanche di fronte al rischio di perdere la vita. Martiri sono le persone che per non perdere sé stesse, la propria integrità morale, i valori che guidano la loro esistenza, non temono di mettersi in gioco.

Don Roberto era una di queste. Lui viveva nelle relazioni e per le relazioni. Credeva nel «noi», non nell’io. Ma le relazioni vere non sono mai protette e possono esporci al rischio dell’imprevisto, del malinteso e anche, come nel caso di Roberto, del gesto inconsulto e omicida. Resta il fatto che don Roberto è morto ma continua a vivere in tutti quelli che ha sorretto, coperto, nutrito.

Era uno che viveva il Vangelo nel solo modo in cui il Vangelo chiede di essere vissuto: radicalmente. Di fronte a un omicidio c’è una responsabilità penale da rilevare e accertare. Dopodiché è innegabile che ci sia un clima che concorre alla violenza. Parole e gesti che attestano una perdita, anzi un’emorragia di umanità. Non se ne esce senza una rieducazione alla riflessione, al silenzio, all’ascolto della propria coscienza. Senza un liberarsi da quelle maschere che invece di proteggerci dal virus della violenza lo alimentano. Riflessione e silenzio a cui omicidi come quello di don Roberto ci richiamano con forza. Nulla più della morte di una persona innocente, generosa e buona può scuoterci l’anima, farci vedere che quella dell’egoismo non è vita ma sopravvivenza, agonia della mente e del cuore. Non ci sono «preti di strada»: ci sono preti che vivono radicalmente il Vangelo, che esorta a andare incontro ai poveri, ai fragili, ai discriminati per ridare loro speranza e dignità. Vangelo significa strada.

Non a caso la prima immagine che usò Papa Francesco – un Papa che non solo predica ma vive il Vangelo – è stata quella di «Chiesa in uscita». Dopodiché la strada è molto diversa da quella di quarant’anni fa perché nel frattempo le disuguaglianze e le ingiustizie sono cresciute fino a toccare livelli mai visti nella storia. La povertà diffusa e l’immigrazione di massa forzata – forzata dalle guerre e dal colonialismo economico – sono scandali del nostro tempo. C’è una parte di Chiesa che fa già molto, con grande impegno e generosità, in molte aree d’Italia e non solo. Ma il nostro impegno non può limitarsi all’accoglienza, se vuole smuovere le cose e contribuire a un nuovo umanesimo e a un’ecologia integrale. Dobbiamo impegnarci anche a livello pedagogico e, in senso lato, «politico», politica intesa come servizio al bene comune. È quello che appunto sta cercando di fare il Papa: costruire una Chiesa capace di formare coscienze inquiete e denunciare le radici politico-economiche della povertà e della perdita di dignità. Una Chiesa in cammino, povera per i poveri, veicolo di umanità, di condivisione e di giustizia.

Luigi Ciotti I La Stampa I 16 settembre 2020

www.libera.it/schede-1474-omicidio_di_don_roberto_malgesin

Buongiorno infinito – Incontrare

15.Buongiorno infinito – Incontrare

Incontrare le persone fa bene al cuore, è medicina che sana, unguento che addolcisce il dolore. Anche oggi mi alzerò e camminerò incontro al giorno, sapendo che questo basterà perché Dio si faccia compagno di viaggio, soffio di vento nelle vele della mia barca…

🦋 Sguardo 🦋

Che meraviglia! Spalancare gli occhi sul nuovo giorno e sapere che tutto ti è donato nel presente, qualunque esso sia. È lo sguardo che conta…chi ben inizia si da una carezza, sa creare un luogo di pace in sé, apre la porta allo stupore e a Dio.

13.Buongiorno infinito – Sguardo

Interruzione

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12.Buongiorno infinito – Interruzione

È la parola interruzione quella che più mi affascina; come a immaginare la vita come un lungo percorso fatto di terra e di cielo, di ora e di poi, solo e sempre come un tutt’uno. Come se terra cielo siano solo vita, una sola vita. Cielo e terra sono davvero così vicini che si toccano, che possiamo toccarli ogni volta che lo desideriamo. “Anche la tua assenza è una cosa che sta con me” (Pessoa).

Una lucciola sul palmo della mano

🦋Grazie Elisabetta spero un giorno di incontrarti e darti un abbraccio 🦋magari a Romena💗 GiuMa

giro bloggando ...

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con Elisabetta Salvatori

Elisabetta Salvatori nasce in Versilia.

Dopo gli studi artistici scopre il teatro e comincia a raccontare.

Inizia con le favole: ogni storia che racconta è racchiusa in una valigia,

come un piccolo teatrino viaggiante.

Poi si avvicina alla narrazione per adulti e in scena rimane solo la sua voce

che in alcuni racconti, quelli dedicati alla sua terra, sa intrecciarsi al dialetto versiliese con delicatezza e maestria.

Si occupa di teatro del sacro, teatro civile estorie di passioni riconducibili a personaggi reali pubblici o sconosciuti.

Le vicende che sceglie sono vere, le raccoglie incontrando anime, luoghi

e tradizioni con la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti;

ne documenta l’origine con cuore e perizia per poi riportarle alla luce

e riconsegnarle al pubblico con la cura e la passione di una restauratrice.

Il linguaggio è intimo, reale semplice e per questo dirompente,

rende vive le…

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Camminare

11.Buongiorno infinito – Camminare

È necessario stare in cammino, avere le ali ai piedi. Nella Bibbia il verbo camminare è il più usato di tutti: che allora, stare in cammino, sia la cosa più importante della vita? Camminare è sinonimo di vivere. Non esiste vita senza cammino, senza movimento; forse proprio così si può incontrare la parte più bella e più preziosa della vita…

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Il miracolo sono Io

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#BuongiornoInfinito

IL MIRACOLO SONO IO

I miracoli sono così: offerti a chi sa vederli.

Dio è un autore innamorato di ognuno di noi. Il Suo consiglio è quello di affinare sempre di più il nostro sguardo, il nostro modo di guardarci, e di guardare ciò che ci circonda, perchè all’interno del miracolo della vita noi occupiamo un posto speciale.

VIVO

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www.romena.it/notizie/quorle-eremo

L’eremo di Romena a Quorle ha un nuovo recapito telefonico: 353 356 44 88.

Sono inoltre state ridefinite le prossime attività, da settembre a dicembre, nel rispetto delle normative previste per questo periodo speciale che stiamo vivendo. I posti disponibili per soggiornare all’Eremo sono stati ridotti, ma sarà comunque possibile partecipare, anche giornalmente, alle attività guidate da Wolfgang Fasser con pernottamento esterno. È necessaria la prenotazione.

Per informazioni scrivere a quorle@romena.it

Luce

BUONGIORNO Infinito

Percorso quotidiano con una piccola meditazione scandita da letture, commenti e gesti da dedicare a se stessi per dare forma alla nostra giornata nello spirito del caro e indimenticabile fra Giorgio Bonati, attraverso alcuni dei suoi testi più rappresentativi.
Appuntamento ogni mattina alle ore 7, per tutto il mese di settembre! www.romena.it

Quale luce è più preziosa: quella nel cielo o quella dentro di me?
Fra Giorgio Bonati

Buongiorno Infinito: Scelta e sguardo

youtu.be/Avg0H5IDGaE

Percorso quotidiano con una piccola meditazione scandita da letture, commenti e gesti da dedicare a se stessi per dare forma alla nostra giornata nello spirito del caro e indimenticabile fra Giorgio Bonati, attraverso alcuni dei suoi testi più rappresentativi.
Appuntamento ogni mattina alle ore 7, per tutto il mese di settembre!

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Con luca Mauceri e Pier Luigi Ricci (Pigi)

Ceste!

Origine e significati di “Ceste” Il termine significa fondamentalmente: “Chi se ne frega”, o “amen, discussione finita”. Non tutti i vicentini sanno di utilizzare un espressione dialettale quando lo dicono, il consiglio è di evitare di farglielo notare.

>>> Ceste!
elenarigon.wordpress.com

Ogni lingua ha le sue meraviglie: anche i regionalismi. Anzi quelli, arrivando dal popolo, sono particolarmente vivaci.

Non mi piace fare la site map del blog ma, sull’onda di numerosi altri esempi, voglio iniziare a raccontare le parole di Vicenza e dintorni.

La parola che inaugura questa rubrica è Ceste.