I ragazzi nell’era della velocità

Berlicche

Erano anni in cui ero un ragazzino e vivevo nella periferia di un paese, là dove l’asfalto diventava sterrato e in primavera l’aria trasuda odore di fiori e concime. Erano i tempi in cui si costruivano strade veloci.
Una strada era, nel concetto di tutti, il metodo per andare da un luogo all’altro. Direttamente. In fretta. Prendevi l’automobile, e sfrecciavi verso la destinazione. Anche a cento all’ora. Si lavorava per togliere le curve, rendere l’asfalto liscio, perché i guidatori viaggiassero forte.
Noi ragazzini si giocava per strada. Con le buche le auto andavano piano, e non erano poi molte. Non c’era pericolo.
Ma le macchine iniziarono a correre più veloci, e in numero sempre maggiore. Giocare a pallone per la strada era diventato rischioso. Persino camminare, perché c’era chi sfrecciava a velocità folli. Poveri i gatti che prendevano la strada per l’estensione del giardino.

Confesso che la prima volta che…

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