I Magi rappresentano gli uomini di ogni parte della terra che vengono accolti nella casa di Dio. Davanti a Gesù non esiste più divisione alcuna di razza, di lingua e di cultura: in quel Bambino, tutta l’umanità trova la sua unità”

Città del Vaticano 

Santa Messa nella Solennità dell’Epifania del Signore. Omelia del Santo Padre: “I Magi rappresentano gli uomini di ogni parte della terra che vengono accolti nella casa di Dio. Davanti a Gesù non esiste più divisione alcuna di razza, di lingua e di cultura: in quel Bambino, tutta l’umanità trova la sua unità

(a cura Redazione “Il sismografo”)

[Text: Italiano, Français, English, Español, Português] 

“La Chiesa ha il compito di riconoscere e far emergere in modo più chiaro il desiderio di Dio che ognuno porta in sé. Questo è il servizio della Chiesa con la luce che riflette: far emergere il diserio di Dio che ognuno porta con se.”Testo dell’allocuzione del Papa – Il segno (…) indica parole pronunciate a braccio.Alle ore 10 di oggi, Solennità dell’Epifania del Signore, il Santo Padre Francesco presiede la celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana. Riportiamo di seguito il testo dell’omelia che il Papa pronunciata dopo la proclamazione del Santo Vangelo el’annunzio del giorno della Pasqua, che quest’anno si celebra il 27 marzo:Omelia del Santo PadreLe parole del profeta Isaia – rivolte alla città santa Gerusalemme – ci chiamano ad alzarci, ad uscire, uscire dalle nostre chiusure, uscire da noi stessi, e a riconoscere lo splendore della luce che illumina la nostra esistenza: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te» (60,1). La “tua luce” è la gloria del Signore. La Chiesa non può illudersi di brillare di luce propria. Non può. Lo ricorda con una bella espressione sant’Ambrogio, utilizzando la luna come metafora della Chiesa e dice così: «Veramente come la luna è la Chiesa: […] rifulge non della propria luce, ma di quella di Cristo. Trae il proprio splendore dal Sole di giustizia, così che può dire: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”» (Exameron, IV, 8, 32). Cristo è la vera luce che rischiara; e nella misura in cui la Chiesa rimane ancorata a Lui, nella misura in cui si lascia illuminare da Lui, riesce a illuminare la vita delle persone e dei popoli. Per questo i santi Padri riconoscevano nella Chiesa il “mysterium lunae”. (continua…)

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