Il legno inutile…

C’è una scala anche dentro di te. Paragonata alle tante cose che ti vengono offerte ogni giorno è un niente. Ma è la scala che serve per salire ad accendere le stelle nel tuo cielo. Si chiama preghiera.

by leggoerifletto

Il legno inutile – don Bruno Ferrero

In un angolo sperduto del mondo, nel folto di una foresta fittissima, c’era una scaletta. 

Era una semplice scala a pioli, di vecchio legno stagionato e usurato. Era circondata da abeti, lacci, betulle. Alberi stupendi. Là in mezzo sembrava davvero una cosa meschina.

I boscaioli che lavoravano nella foresta, un giorno, arrivarono fin là. Guardarono la scala con commiserazione: “Ma che robaccia è?” esclamò uno.
“Non è buona neanche da bruciare” disse un altro.

Uno di loro impugnò l’ascia e l’abbatté con due colpi ben assestati. 

Venne giù in un attimo. Era davvero una cosa da niente. I boscaioli si allontanarono ridacchiando.

Ma quella era la scala su cui ogni sera si arrampicava l’omino che accendeva le stelle.

Da quella notte il cielo sulla foresta rimase senza stelle.

 C'è una scala anche dentro di te.  Paragonata alle tante cose che ti vengono offerte ogni giorno é un niente.  Ma è la sca...
www.slideshare.net/CinziaRacca/il-legno-inutile

C’è una scala anche dentro di te. Paragonata alle tante cose che ti vengono offerte ogni giorno è un niente. Ma è la scala che serve per salire ad accendere le stelle nel tuo cielo.
Si chiama preghiera.

– don Bruno Ferrero – 

da: “A volte basta un raggio di sole”

“Una sera, anzi una notte, mentre ero in attesa del sonno che tardava ad arrivare, mi sono seduto in un campo, ascoltando la conversazione tranquilla di alcuni agricoltori vicini.

Parlavano di cose molto semplici, anche se nessuna di esse era grossolana o frivola come accade in altre classi sociali. I nostri contadini parlano raramente e quando lo fanno è per dire qualche cosa di necessario, sensibile, e, a volte, di saggio.

Alla fine essi tacquero, come se la maestà serena e solenne della notte, senza luna ma brulicante di stelle, aveva fatto scendere un misterioso incantesimo su quelle anime semplici .

Rompendo il silenzio, ma non l’incantesimo, la voce rustica di un corpulento, tarchiato contadino, che giaceva disteso sul prato, con gli occhi fissi alle stelle, esclamò, quasi come se stesse obbedendo ad una profonda ispirazione: “Come sono belle! Eppure alcuni dicono che Dio non esiste.”

L’ho ripetuta a me stesso molte volte da allora, la frase di quel vecchio contadino del luogo. Dopo mesi di arido studio, quella frase toccò la mia mente e il mio cuore in modo così vivido che ancora adesso mi ricordo di quella semplice scena come se fosse ieri.

Quel contadino umbro non sapeva nemmeno leggere, ma nel suo cuore, tutelato da una vita onesta e laboriosa, c’era un piccolo angolo in cui la luce di Dio scese con potenza non molto inferiore a quella dei profeti e forse superiore a quella dei filosofi”.

–  Enrico Fermi – 

Ti ringrazio Dio dei cieli per la straordinaria grazia di potere stare di fronte a te.

Grazie per avermi mandato lo Spirito Santo e di avermi colmato con ogni suo dono.

Grazie per l’amore e la gioia, la pace e la pazienza, la bontà e l’autocontrollo.

Grazie per questa preghiera di Adorazione.

Ti ringrazio per la gioia di totale resa a te.

Grazie per la mia sincera penitenza, di avere provato il tuo perdono.

Grazie di avermi dato il coraggio per poterti pregare nel bisogno.

Ti ringrazio perché mi porti alla completa e sincera conversione, distruggendo in me le vecchie abitudini.

Grazie per la grazia di poterti ascoltare e crescere nella fede in te.

Grazie per il tuo disegno su di me.

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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