“Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l’altro s’allontana”

1113. Spiacevoli equivoci, ovvero “Eros vs Agapè”

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Ben strano mondo quello in cui “ti amo” è sinonimo di “voglio qualcosa da te”, anzi “lo pretendo”. Nessuno ama la pecora più del lupo affamato, che più è affamato più l’ama. Ebbene, egli, ricorrendo ad ogni stratagemma per raggiungere il suo scopo, dopo aver ottenuto ciò che desiderava, dopo averla divorata, dapprima si crogiola nella sazietà, ma poi, al ritorno dei morsi della fame(o bisogna chiamarlo amore?), si rimette indubitabilmente in caccia di un altra preda. E forse sarebbe il caso di mutare le parole o crearne di nuove, per non confondere la fame con l’Amore: gioioso convivio, cui sarebbe tenuto a partecipare solo chi sa nutrirsi del puro piacere di condividere con gli altri il cibo proprio. Chi davvero Ama mai patisce inedia, ne crampi al ventre, mai patisce perché non corrisposto. Al più potrà amareggiarsi se un ospite disdegnerà accomodarsi alla propria mensa imbandita, o se ne allontanerà, ma non vi sarà cagione sufficiente acchè vengan meno il suo entusiasmo e la sua prodigalità

“Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l’altro s’allontana”

(William Shakespeare)

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