Samaritano…

il risveglio si fa duro, ma ci si prova…

Un temporale notturno ha spaccato in due la notte, e il risveglio si fa duro, ma ci si prova, a ricominciare una giornata, una settimana, che voglio copiosa, ricca, bella.

Lascio al Samaritano in viaggio riscrive per intero le 10 parole, quei comandamenti che conosciamo a memoria, scritti dal dito di Dio sulle tavole della legge e consegnate a Mosè. Dieci verbi che in positivo, possono diventare il decalogo per l’uomo nuovo, per me e per te, oggi. Ogni gesto, un nuovo invito. Guardiamoli insieme.
1) PASSANDOGLI ACCANTO: passare accanto è una scelta! Quante volte mi son tenuto alla larga…dalle discussioni, dalla gente problematica, quanto scelgo chi e come incontrare. Passare accanto è dolce, ci si può provare.
2) VIDE: non è una questione di 10/10, ma se vuoi o no vedere: oggi proviamo a guardare negli occhi chi incontriamo, e forse ci accorgeremo di chi ha bisogno di noi!
3) NE EBBE COMPASSIONE: sentire torcere il cuore, stringere l’anima, turbare le viscere. A voi non sembra che le emozioni spesso è come se le avessimo congelate? A volte siamo così impassibili, freddi, neutrali: il canale delle emozioni è quello più prezioso che abbiamo, quello che ci dice dove sta il nostro cuore….

Lo stesso coinvolgimento viscerale in Luca è usato altre 2 volte: il Padre che si commuove al ritorno del figliol prodigo; Gesù che si commuove quando incontra la vedova di Nain: la commozione non fa differenze: che sia di dolore o di gioia: Bisogna commuoversi, altrimenti rischiamo che qualcuno prima o poi ci vomiti perché non sappiamo di nulla!
4) GLI SI FECE VICINO: condivido con voi le parole di Oscar Romero, il vescovo ucciso per la sua scelta di esser vicino agli ultimi:

“C’è un criterio per sapere se Dio sta vicino o lontano da noi: chiunque si preoccupi dell’affamato, del nudo, del povero, dello scomparso, del torturato, del prigioniero, di tutta questa carne che soffre, ha vicino Dio. La religione non consiste nel pregare molto. La religione consiste in questa garanzia d’avere Dio vicino perché faccio del bene ai miei fratelli. La garanzia della mia preghiera non è quella di dire molte parole, la garanzia della mia preghiera è molto facile da conoscere: come mi comporto con il povero? Perché Dio sta lì!”
5) GLI FASCIO’ LE FERITE: sporcarsi le mani è rischioso, puoi infettarti certo, ma è l’unico modo per conoscere. E’ solo se qualcosa lo tocchi che puoi poi raccontarlo, e quanto cambia parlare di cose lette e di cose conosciute sulla pelle!
A domani gli altri nuovi ‘comandamenti’ di Gesù. Oggi ci basti provare ad imprimere i primi 5 nel cuore, sulla pelle. Cambierebbe il mondo, il mio almeno.

 

www.romena.it

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