Amo quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.


Niente sole anche stamane, per ora. 

Ieri la giornata sembrava primaverile, con continui violenti scrosci, quasi che il cielo avesse da dire la sua. Poi quando nel pomeriggio ho letto del disastro in Puglia, ho capito. Anche il cielo piangeva, quel pianto a singhiozzi, a volte violento, e poi, come a tirare il respiro, si placava, per riprendere quando ne sentiva il bisogno.

“Amo quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo”, dice l’agenda di Romena oggi. Queste parole di Alda Merini stamane graffiano: nel dormiveglia che anticipa il giorno, nella mente era come un susseguirsi di immagini attorno e dentro quei treni, come un girovagare muto a cercare qualcosa, qualcuno.

L’emozione più intensa quando vedo l’immagine della fila di gente che si presenta agli ospedali per donare il sangue: un fremito nella pelle, il cuore che pulsa, la commozione che sale. E’ sempre il bene che mi emoziona, ora lo so, e di questo benedico la vita che mi ha fatto così.

‘Silenzio e preghiera’, solo queste parole scriveva ieri Adriana, una nuova amica di Andria. Da ieri sono unito a lei e ai tanti amici che stanno vivendo nella carne questa tragedia. ‘Noi ci siamo, uniti nel cuore’

fra Giorgio Bonati

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