11/09

undici settembre

 11 settembre, 15 anni dopo
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La rabbia e l’orgogliodi Oriana Fallaci

Oriana Fallaci, con questo straordinario scritto, rompe un silenzio di un decennio. Lunghissimo. La nostra più celebre scrittrice (lei dice scrittore e non pronuncia più la parola giornalista), vive buona parte dell’ anno a Manhattan.

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T.TERZANI

Nella sua risposta al polemico scritto di Oriana Fallaci e poi nel successivo libro “Lettere contro la guerra”, Terzani propose la possibilità di una risposta non-violenta alla violenza di quegli attacchi.

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www.huffingtonpost.it

Il Sultano e San Francesco

Di Tiziano Terzani.


Oriana, dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche tu sei nata, guardo le lame austere ed eleganti dei cipressi contro il cielo e ti penso a guardare, dalle tue finestre a New York, il panorama dei grattacieli da cui ora mancano le Torri Gemelle. Mi torna in mente un pomeriggio di tanti, tantissimi anni fa quando assieme facemmo una lunga passeggiata per le stradine di questi nostri colli argentati dagli ulivi. Io mi affacciavo, piccolo, alla professione nella quale tu eri gia’ grande e tu proponesti di scambiarci delle “Lettere da due mondi diversi”: io dalla Cina dell’immediato dopo-Mao in cui andavo a vivere, tu dall’America. Per colpa mia non lo facemmo. Ma e’ in nome di quella tua generosa offerta di allora, e non certo per coinvolgerti ora in una corrispondenza che tutti e due vogliamo evitare, che mi permetto di scriverti. Davvero mai come ora, pur vivendo sullo stesso pianeta, ho l’impressione di stare in un mondo assolutamente diverso dal tuo.Ti scrivo anche – e pubblicamente per questo – per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. La’ morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana – la ragione; il meglio del cuore – la compassione.

>>>> Terzani continua

11 Settembre 2016 –

 Per non dimenticare! Noi non dimentichiamo

11 settembre 

«Colpito dall’incredibile orrore degli inumani attacchi terroristici compiuti oggi contro persone innocenti in differenti parti degli Stati Uniti mi urge esprimere a lei e ai suoi concittadini il mio profondo dolore e la mia vicinanza, nella preghiera, alla Nazione in questo oscuro e tragico momento.

Raccomandando le vittime all’eterna misericordia di Dio Onnipotente imploro la sua forza su quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e nelle cure ai sopravvissuti.

Prego Dio di sostenere lei e il popolo americano in questa ora di sofferenza e di prova»

– Papa Giovanni Paolo II, santo

(Telegramma al Presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush)

12 settembre

«Non posso iniziare questa Udienza senza esprimere profondo dolore per gli attacchi terroristici che nella giornata di ieri hanno insanguinato l’America, causando migliaia di vittime e numerosissimi feriti. 

Al Presidente degli Stati Uniti e a tutti i cittadini americani porgo l’espressione del mio più vivo cordoglio. Dinanzi ad eventi di così inqualificabile orrore non si può non rimanere profondamente turbati.

Mi unisco a quanti in queste ore hanno espresso la loro indignata condanna, riaffermando con vigore che mai le vie della violenza conducono a vere soluzioni dei problemi dell’umanità. Ieri è stato un giorno buio nella storia dell’umanità, un terribile affronto alla dignità dell’uomo. Appena appresa la notizia, ho seguito con intensa partecipazione l’evolversi della situazione, elevando al Signore la mia accorata preghiera. Come possono verificarsi episodi di così selvaggia efferatezza? Il cuore dell’uomo è un abisso da cui emergono a volte disegni di inaudita ferocia, capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo. La fede ci viene incontro in questi momenti in cui ogni commento appare inadeguato. La parola di Cristo è la sola che possa dare una risposta agli interrogativi che si agitano nel nostro animo. Se anche la forza delle tenebre sembra prevalere, il credente sa che il male e la morte non hanno l’ultima parola. Qui poggia la speranza cristiana; qui si alimenta, in questo momento, la nostra orante fiducia.

Con partecipe affetto, mi rivolgo all’amato popolo degli Stati Uniti in quest’ora di angoscia e di sgomento, in cui viene messo a dura prova il coraggio di tanti uomini e donne di buona volontà. In maniera speciale abbraccio i familiari dei morti e dei feriti e assicuro loro la mia spirituale vicinanza. Affido alla misericordia dell’Altissimo le inermi vittime di questa tragedia, per le quali ho celebrato stamani la Santa Messa, implorando per loro il riposo eterno. Dio infonda coraggio ai superstiti, assecondi con il suo aiuto l’opera benemerita dei soccorritori e dei tanti volontari, che in queste ore spendono ogni loro energia per far fronte a così drammatica emergenza.

Invito anche voi, carissimi Fratelli e Sorelle, a unirvi alla mia preghiera. Imploriamo il Signore perché non prevalga la spirale dell’odio e della violenza. La Vergine Santissima, Madre di misericordia, susciti nei cuori di tutti pensieri di saggezza e propositi di pace.

Oggi, partecipo sentitamente al dolore del popolo americano sottoposto ieri al disumano attacco terroristico nel quale hanno perso la vita migliaia di esseri umani innocenti e che ha causato inesprimibile dolore nel cuore di tutti gli uomini e di tutte le donne di buona volontà. 

Quanto è accaduto ieri è stato un giorno buio della nostra storia, un’offesa spaventosa alla pace, un assalto terribile contro la dignità umana. 

Invito tutti voi a unirvi a me nell’affidare le vittime di questa tragedia all’amore eterno di Dio Onnipotente. 

Imploriamo il suo conforto ai feriti, alle famiglie coinvolte e a quanti hanno fatto tutto il possibile per soccorrere i sopravvissuti e per aiutare le persone colpite. 

Chiedo a Dio di concedere al popolo americano la forza e il coraggio di cui ha bisogno in questo momento di dolore e di prova»

– Papa Giovanni Paolo II, santo

(Udienza generale in Piazza San Pietro, 12 settembre 2001)

O Dio dell’amore, della compassione e della riconciliazione,

rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse,

che siamo riuniti oggi in questo luogo,

scenario di incredibile violenza e dolore.

Ti chiediamo nella Tua bontà

di concedere luce e pace eterna

a tutti coloro che sono morti in questo luogo—

i primi eroici soccorritori:

i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia,

addetti ai servizi di emergenza 

e personale della Capitaneria di Porto,

insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti,

vittime di questa tragedia

solo perché il loro lavoro e il loro servizio

li ha portati qui l’11 settembre 2001.

Ti chiediamo, nella Tua compassione

di portare la guarigione a coloro i quali,

a causa della loro presenza qui in quel giorno,

soffrono per le lesioni e la malattia.

Guarisci, anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto

e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia.

Concedi loro la forza di continuare a vivere 

con coraggio e speranza.

Ricordiamo anche coloro

che hanno trovato la morte, 

i feriti e quanti hanno perso i loro cari

in quello stesso giorno al Pentagono 

e a Shanksville, in Pennsylvania.

I nostri cuori si uniscono ai loro

mentre la nostra preghiera abbraccia 

il loro dolore e la loro sofferenza.

Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento:

pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne

e pace tra le Nazioni della terra.

Volgi verso il Tuo cammino di amore

coloro che hanno il cuore e la mente

consumati dall’odio.

Dio della comprensione,

sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia,

cerchiamo la Tua luce e la Tua guida

mentre siamo davanti ad eventi così tremendi.

Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate

di poter vivere in modo che le vite perdute qui

non siano state perdute in vano.

Confortaci e consolaci,

rafforzaci nella speranza

e concedici la saggezza e il coraggio

di lavorare instancabilmente per un mondo

in cui pace e amore autentici regnino

tra le Nazioni e nei cuori di tutti.

– Papa Benedetto XVI –

11 settembre 2001-11 settembre 2015. 

La preghiera di Benedetto XVI a Ground Zero

Papa Giovanni Paolo II nel 1986 ad Assisi disse: «Forse mai come ora nella storia dell’umanità è divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il grande bene della pace». 

È un’affermazione ancora più attuale oggi che nel 1986. 

La logica del conflitto, prevalente negli ultimi dieci anni, ha fallito. 

È l’ora di una svolta. 

La costruzione della pace è più realista delle “promesse” di quelli che credono nella guerra. 

Grazie ai passeggeri del volo 93, veri eroi che si sacrificarono facendo schiantare l’aereo in un campo vuoto poco fuori Shanksville (Pennsylvania), piccolo centro abitato a 240 chilometri a nord di Washington. Si ritiene che il bersaglio dei dirottatori potesse essere il Campidoglio o la Casa Bianca. 

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

Tiziano Terzani – Dopo l’11 settembre, che fare?
Tiziano Terzani dialoga con Leandro Manfrini.
Frammento da “Il kamikaze della pace” (2002).

L`11 settembre secondo Terzani

“L’11 settembre mi ha sconvolto”. Comincia così il ricordo di Tiziano Terzani sui terribili attentati del 2001 alle Torri Gemelle e al Pentagono. Il grande reporter di guerra e scrittore fiorentino dà la sua lettura di quell’evento, ricordando tra l’altro come esso lo convinse ad abbandonare l’oasi di pace meditativa sull’Himalaya, nella quale si era rifugiato.

Nella sua risposta al polemico scritto di Oriana Fallaci e poi nel successivo libro “Lettere contro la guerra”, Terzani propose la possibilità di una risposta non-violenta alla violenza di quegli attacchi.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f11c6a6b-f679-4393-8d1d-654088bff0ae.html?iframe&ensrbn=false

                       ANAM IL SENZA NOME

 
                       ANAM IL SENZA NOME 
L’ultima intervista a Tiziano Terzani

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