Non dite: Non è per me. Sapete bene che la vita si serve di vecchie ciabatte X far calzari di Angeli, e usa vecchi stracci di cucina X fare tovaglie d’altare.

Il sole fa capolino lontano, decisamente lontano da quest’estate. Fa solletico al condominio a destra, lo sfiora nel suo crescere, fino a quando lo supera e allora tutto il cielo è suo. Il cielo. Continua a farsi bello, a tenersi pulito, rallegrando coi che lo godiamo. Come non sorridere e inviare lassù un bacio, per dire grazie, solo grazie.

In “Mozart e la pioggia”, Bobin regala queste parole:

“Vorrei saper pregare, vorrei saper chiedere aiuto, vorrei saper ringraziare, vorrei saper attendere, vorrei saper amare, vorrei saper piangere, vorrei sapere quello che non si può imparare, io non lo so, io non so che sedermi e lasciar entrare Dio a fare il lavoro al mio posto, Dio o più spesso, non bisogna pretendere troppo, uno dei suoi intermediari, la pioggia, la neve, le risate dei bambini, Mozart.”

Un posticino anche oggi lo riservo per te Dio, so che saprai farne buon uso.

Giorgio Bonati

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