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LA CHIAVE DELLA FELICITA’ NON ESISTE, MA LA BUONA NOTIZIA E’ CHE LA PORTA NON E’ CHIUSA!

Cima 12 🌞m.2336



In questo mondo devi vivere saldo, vivere come nella casa paterna. Credi al grano, alla terra, al mare ma prima di tutto all’uomo. Ama la nuvola, il libro la macchina, ma prima di tutto l’uomo. Senti in fondo al tuo cuore il dolore del ramo che secca, della stella che si spegne, della bestia ferita, ma prima di tutto il dolore dell’uomo. Godi di tutti i beni terrestri, del sole, della pioggia e della neve, d’inverno e d’estate, del buio e della luce, ma prima di tutto godi dell’uomo. 

N. Hikmet


Sto tornando a casa dopo la messa al ricovero e girato l’angolo il parto. La luna appena nata, un filo appeso al cielo, come una pennellata di luce, come un bimbo di un mese nel grembo materno.

Un’ora prima avevo assistito alla morte. Il sole si era adagiato dietro i monti, rosso sangue, colorando di bellezza il cielo per un’altra mezz’ora buona.

Apro le imposte al mio risveglio, e la stessa scena si ripete: dopo la morte arriva la vita. E’ bastata una notte di buio e di riposo, e il sole è pronto a inondare di luce, come un vagito, la giornata nascente. Se non fosse che il sole nasce ad est e muore a ovest, non saprei dire, in un fermo immagine dell’alba o del tramonto, se profuma di vita o di morte, di inizio o di fine.

Alle mie nonnine alla messa raccontavo una storia orientale: un uomo, alla morte dell’amata moglie, canta una dolce canzone battendo il ritmo su una giara. Un amico si stupisce di non trovarlo disperato, e lui risponde che, riflettendo sull’esistenza, è giunto alla conclusione che tutto è trasformazione, compresa la morte. Le varie fasi della trasformazione sono come il cammino delle quattro stagioni, dalla primavera all’inverno. Per cui “se mi mettessi a disperarmi piangendone la fine, dimostrerei che la mia fede è ben poca cosa”.

Nel romanzo di Chaim Potok, ‘il mio nome è Asher Lev’, c’è il dialogo tra il bambino e suo padre di fronte ad un uccello morto. “Padre, perché il creatore di tutte le cose ha permesso la morte? “Ma figlio mio, è perché senza di essa, e se mai nulla ci strappasse da questo mondo, non sapremmo quanto la vita è prezziosa”.

Fra Giorgio Bonati


Immagine web

http://ilnestrosesansespine.blogspot.com

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