I vostri figli non sono figli vostri.

by leggoerifletto

I figli – Kahlil Gibran

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi e benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri, essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi, la vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere, poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.

  

Kahlil Gibran – 

Illustrazione da “Il profeta” di Kahlil Gibran 

(Bsharri, 6 dicembre 1883 – New York, 10 aprile 1931

Guardando mio padre, che non faceva prediche,
non faceva discorsi, mi dicevo: «Lui lo sa».
Osservavo intorno a me quelli che erano più furbi,
che stavano meglio,
ma non mi convincevano alla stessa maniera.
Mi interessava quella saggezza,
quella letizia che mio padre nel dolore, nella fatica,
nella malattia mi testimoniava in un modo clamoroso.
Era assolutamente evidente che mio padre,
che fischiava sempre,
viveva una letizia di fondo nella vita,
per cui era come se mi incuriosisse,
mi trascinasse.

– Franco Nembrini – 

Signore, siamo pieni di stupore

di fronte a questo bambino

che già ci sorride e ci affascina.

E’ una gioia per noi e accettiamo volentieri

le preoccupazioni, i timori, gli impegni

che ci derivano dalla sua presenza.

Affiorano però nel nostro cuore

molti interrogativi: Che ne sarà di lui?

Crescerà sano e felice?

In che mondo vivrà?

Quali valori coltiverà?

Saremo capaci di accompagnarlo,

di sostenerlo nei momenti difficili

e di guidarlo verso la piena maturità?

Signore, ce la stiamo mettendo tutta

perché lui si senta amato ed accolto.

Ma tu solo conosci il nostro cuore e il suo bene.

Ci affidiamo perciò a te,

e ti chiediamo di donarci persone amiche,

così da non affrontare da soli

questo nuovo ed esaltante compito.

Amen.

– Fausto Negri –

Fonte: “Eccoti, finalmente! Pensieri e preghiere per mamma e papà”, Luigi Guglielmoni e Fausto Negri, Ed. Paoline

Quando l’amore vi chiama,
seguitelo, anche se le sue vie
sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi abbracciano,
arrendetevi a lui.
Quando vi parla, credete in lui,
anche se la sua voce
può cancellare i vostri sogni,
come il vento scompiglia il giardino.
Come covoni di grano, vi raccoglie in sé.
Vi batte fino a farvi spogli.
Vi setaccia per liberarvi dalla pula.
Vi macina per farvi farina bianca.
Vi impasta finché non siete docili alle mani;
e vi consegna al fuoco sacro,
perché siete pane consacrato
alla mensa del Signore.
L’amore non dà altro che se stesso e
non prende niente se non da sé.
L’amore non possiede
né vuol essere posseduto,
perché l’amore basta all’amore.

– Kahlil Gibran –

Sulla Libertà – Kahlil Gibran

E un oratore disse: Parlaci della Libertà.

E lui rispose:

Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,

Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.

Sì, al bosco sacro e all’ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione.

E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine  e un compimento.

In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze.

Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.

Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti se non spezzando le catene che all’alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l’ora del meriggio ?

Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.

E cos’è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi ?

L’ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte.

Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici, neppure riversandovi sopra le onde del mare.

Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto.

Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri, se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio ?

E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l’avete scelto.

E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v’incute.

In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire, ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio.

Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi.

e quando un’ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un’altra luce.

E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.

– Kahlil Gibran – 

La minaccia peggiore per la libertà non consiste nel lasciarcela strappare – perché chi se l’è lasciata strappare, può sempre riconquistarla – ma nel disimparare ad amarla e nel non capirla più.

– Georges Bernanos –

Da: Rivoluzione e libertà, Borla Roma 1963, p 16

Dio ci vuole liberi 

Poiché tu li vuoi liberi, dicono che non parli.

Poiché prendi un volto umano, dicono che ti nascondi.

Poiché punti sui deboli, dicono che sei morto.

Poiché sei un Dio paziente, dicono che dormi.

Poiché il tuo Spirito è inafferrabile, dicono che tutto va male.

Poiché non accetti di essere complice, dicono che non servi a niente.

Poiché non schiacci nessuno, dicono che non ti hanno offeso.

Poiché non sei un Dio qualsiasi, dicono di te qualsiasi cosa.

Poiché ci hai creati a tua immagine, sei anche tutto ciò che dicono.

Mio Dio, non avrai pietà di me?

– Pierre Fertin – 

Pietosissima Vergine del Carmelo,

tu sei la letizia degli Angeli e dei Santi,

il nostro aiuto qui in terra

e il conforto di quanti soffrono in purgatorio

in espiazione delle loro colpe,

attendendo la liberazione.

Stendi la tua mano pietosa verso quelle anime

che vengono purificate

e per vedersi abbreviate le sofferenze

possono contare unicamente sulle preghiere

che la Chiesa rivolge al suo Signore,

perché siano applicati per esse i meriti del Corpo Mistico:

tu sei la Madre della Chiesa,

la tesoriera delle divine misericordie.

Ti raccomandiamo dunque le anime dei nostri cari,

specialmente di quelli per i quali siamo in dovere di pregare;

e affidiamo in particolare, alle tue materne premure,

quelle anime che in vita hanno piamente portato il tuo scapolare;

lo hanno considerato come incentivo

a distinguersi nella devozione e nell’amore per te,

e lo hanno anche ritenuto come un segno di sicura speranza per sé,

come pegno della benevolenza verso i tuoi devoti.

Dimostra a queste anime,

e a tutte le altre per le quali intendiamo pregarti,

il tuo materno interessamento,

perché quanto prima siano liberate

e accolte in cielo a lodare con te

per sempre la misericordia del Signore,

che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.





L’amicizia – Gibran Kahlil

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il vostro campo, che seminate con amore e mietete ringraziando.
Egli è la vostra mensa e la vostra dimora
perché, affamati, vi rifugiate in lui
e lo cercate per la vostra pace.
Se il vostro amico vi confida il suo pensiero
non nascondetegli il vostro.
Quando lui tace
il vostro cuore non smette di ascoltarlo,
perché nell’amicizia
ogni pensiero, desiderio, speranza
nasce in silenzio e si partecipa con gioia.
Se vi separate dall’amico non addoloratevi,
perché la sua assenza vi illumina su ciò che più in lui amate,
come la montagna, per chi sale, è più nitida dal piano.
E non vi sia nell’amicizia altro intento
che scavarsi nello spirito a vicenda.
Perché l’amore che non cerca unicamente
che lo schiudersi del proprio mistero
non è amore, ma una rete che pesca soltanto cose inutili.
La parte migliore di voi sia per l’amico.
Se egli deve conoscere il deflusso della vostra marea,
fate in modo che ne conosca anche il flusso.
Perché cos’è il vostro amico,
se andate in cerca di lui per uccidere il tempo?
Cercatelo invece per avere tempo da vivere.
Perché egli è lì per servire il vostro bisogno,
non per riempire il vostro vuoto.
Condividetevi le gioie
sorridendo nella dolcezza amica,
perché nella rugiada delle piccole cose
il cuore scopre il suo mattino
e si conforta.

(Gibran Kahlil)




Bisogna credere all’amicizia abbastanza per avere delle dolci illusioni, ma mai abbandonarsi abbastanza pienamente da essere sorpresi di aver abbracciato solo una nuvola. 

– Gabriel Sénac de Meilhan – 

Dall’amicizia non si deve mai eliminare la fiducia né per scherzo né seriamente, perché non è facile mantenere ancora salda un’eventuale amicizia, una volta che sia subentrata la menzogna nei comportamenti di coloro che pretendono di essere amici. Non si deve misconoscere un’amicizia per un infortunio o altra difficoltà che può capitare nella vita, al contrario può essere giustificato motivo di rinunzia a un amico e a un’amicizia unicamente la malvagità grande e incorreggibile. 

– Giamblico –

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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