Dobbiamo imparare a far silenzio per poter ascoltare la voce di Dio.

Cos’è la Vita…

Un caldo giorno d’estate, verso la metà della giornata, il bosco fu avvolto, da un profondo silenzio!Gli uccelli piegarono la testa, sotto l’ala…Tutto, riposava!Solo il fringuello, alzò il capo, e domandò:«Che cos’è, la vita?».Tutti furono colpiti, da questa difficile domanda. Una rosa, che aveva appena messo fuori un bocciolo, e dispiegato un petalo, dopo l’altro, disse:«La vita, è sbocciare!».Una farfalla che, dal mattino, non si era fermata, e volava felice, da un fiore all’altro, assaggiando, qua, e là, disse:«La vita, è tutta gioia, e sole!».Una formica, che si affannava a trascinare una pagliuzza, lunga dieci volte lei, disse:«La vita, è lavoro, e stanchezza!».Un’ape, affaccendata a caricare nettare, da un fiore, ronzò:«La vita, è un miscuglio di lavoro, e di piacere!».Il discorso diventava sapiente, e la talpa, messa fuori la testa, dalla terra, disse:«La vita, è un combattimento, nell’oscurità!».La gazza, che vive per giocare brutti tiri, al prossimo, osservò:«Ma che razza, di discorsi! dovremmo chiedere il parere, di persone intelligenti!».Si accese, allora, una vivace disputa, finché fu interrogata una pioggerellina sottile, che sentenziò:«La vita, è fatta di lacrime: nient’altro, che lacrime!».Poco lontano, rombava il mare , le onde si alzavano, imponenti, e si abbattevano, con veemenza inaudita, contro le rocce, e gli scogli: poi, indietreggiavano, quasi, per riprendere forza, e tornare ad assalire il granito, delle rive! Anche le onde, espressero il loro parere:«La vita, è una sempre inutile lotta, verso la libertà!».Nel vasto cielo azzurro, un’aquila reale tracciava i suoi cerchi e, fieramente, esultò:«La vita, è conquistare le altezze!».Un salice flessuoso intervenne:«La vita, è sapersi piegare, sotto le bufere!».Cadde la notte , un gufo espresse il suo parere:«La vita, è approfittare dell’occasione, mentre tutti gli altri dormono!».Per un po’, ci fu un grande silenzio Un giovane, che tornava a casa, a notte fonda, sbottò:«La vita, è una continua ricerca della felicità, e una catena di delusioni!».Finalmente, sorse una fiammeggiante aurora. Si dispiegò, in tutta la sua gloria, e disse:«Come io, l’aurora, sono l’inizio, del giorno, che viene, così, la vita è l’inizio, dell’eternità!».Dio ha mille anni, per fare un giorno; io ho solo un giorno, per fare qualcosa di eterno: oggi!”


 Qualunque ora lieta il dio ti abbia concesso, tu accettala con riconoscenza e non rinviare a domani le cose belle, di modo che dovunque tu sia di te si dica che sei vissuto bene.  

– Orazio –
(Epistole)


La sofferenza dell’altro costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio. 

– Papa Francesco – 

La volontà di Dio è verità d’amore ..

…Alla fine la gloria di Dio, la sua signoria, la sua volontà è sempre più importante e più vera che il mio pensiero e la mia volontà. Ed è questo l’essenziale nella nostra preghiera e nella nostra vita: apprendere questo ordine giusto della realtà, accettarlo intimamente; confidare in Dio e credere che Egli sta facendo la cosa giusta; che la sua volontà è la verità e l’amore; che la mia vita diventa buona se imparo ad aderire a quest’ordine. Vita, morte e risurrezione di Gesù sono per noi la garanzia che possiamo veramente fidarci di Dio. È in questo modo che si realizza il suo Regno…

– Papa Benedetto XVI – 
dalla “Omelia del 05 Aprile 2009” 

By leggoerifletto

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immagine  >>> www.padrideldeserto.net

Gelasio da: “Vita e detti dei Padri del deserto”

Raccontavano che il padre Gelasio aveva un libro di pergamena, che valeva diciotto monete. Conteneva tutto il Vecchio e il Nuovo Testamento. Lo lasciava in chiesa, perché potessero leggerlo i fratelli che lo desideravano. Un giorno venne un fratello forestiero a far visita all’anziano e, visto il libro, bramò di possederlo; lo rubò e se ne andò. Benché l’avesse notato, l’anziano non gli corse dietro per prenderlo. Giunto quegli in città, cercò di venderlo e, trovato un acquirente, gli chiese la somma di sedici monete. Colui che voleva comperarlo, gli disse: «Dammelo, prima lo faccio stimare, e poi ti darò quel che vale». Avutolo, lo portò dal padre Gelasio perché lo stimasse, dicendogli il prezzo richiesto dal venditore. L’anziano gli disse: «Compralo, è bello e vale il prezzo che hai detto». Ma l’altro, tornato dal rivenditore, riferì la cosa diversamente da quanto l’anziano gli aveva detto. Disse: «Ecco, l’ho mostrato al padre Gelasio ed egli mi ha detto che è caro e non vale la cifra che hai detto». Udito ciò, il fratello gli chiese: «L’anziano non ti ha detto nient’altro?». «No». Allora dice: «Non voglio più venderlo». E, preso da compunzione, ritornò dall’anziano per esprimergli il suo pentimento e lo pregò di riprendere il libro. Questi non voleva, ma alle parole del fratello: «Se non lo prendi non avrò pace», disse: «Se non puoi aver pace, lo prendo». Il fratello rimase quindi presso di lui fino alla morte, molto edificato dallo zelo del vecchio.
– Gelasio –

da: Vita e detti dei Padri del deserto,145c-148a; PJ XVI, 1


  

La conversione del cuore per accogliere il Signore che viene. Questo è il Dio di Giovanni il Battista, questo è il Messia che da lui ci viene proposto e annunciato: siamo pronti ad andargli dietro? Siamo pronti ad accettare un Dio che con noi sia esigente, giusto giudice e castigatore? E poi, siamo proprio sicuri che sia quello che ci vuole?Io a questi interrogativi rispondo: “Boh!”. E intanto, proseguo il mio cammino….
– padre Janvier Agueh – 




Mediante la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità egli vuole sempre di nuovo far risplendere la sua luce nella notte del mondo.

Le lampade che noi accendiamo nelle notti buie di questa stagione invernale diventano così a un tempo una consolazione e un richiamo: la consolante certezza che la “luce del mondo” si è già accesa nell’oscurità della notte di Betlemme; e che essa ha trasformato la notte sventurata del peccato dell’uomo nella notte santa del perdono, in cui Dio ha accolto e sanato quello stesso peccato…

Joseph Ratzinger  – da “Licht, das uns leuchtet” –



Buona giornata a tutti. 🙂

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