Voi siete il sale della terra …Voi siete la luce del mondo…

La civiltà non è né il numero né la forza, né il denaro. 

La civiltà è il desiderio paziente, appassionato, ostinato, 

che vi siano sulla terra meno ingiustizie, meno dolori, meno sventure. 

La civiltà è amarsi.


– Raoul Follereau –


Signore insegnaci a non amare noi stessi,

a non amare soltanto i nostri,

a non amare soltanto quelli che amiamo.

Insegnaci a pensare agli altri,

ad amare quelli che nessuno ama.

Signore, facci soffrire della sofferenza altrui.

Facci la grazia di capire che ad ogni istante,

mentre noi viviamo una vita troppo felice,

protetta da Te,

ci sono milioni di esseri umani,

che sono pure tuoi figli e nostri fratelli,

che muoiono di fame

senza aver meritato di morire di fame,

che muoiono di freddo

senza aver meritato di morire di freddo.

Signore, abbi pietà

di tutti i poveri del mondo

Abbi pietà dei lebbrosi,

ai quali Tu così spesso hai sorriso

quand’eri su questa terra;

pietà dei milioni di lebbrosi,

che tendono verso la tua misericordia

le mani senza dita,

le braccia senza mani…

E perdona a noi di averli,

per una irragionevole paura, abbandonati.

E non permettere più, Signore,

che noi viviamo felici da soli.

Facci sentire l’angoscia

della miseria universale,

e liberaci da noi stessi.

Così sia!

(Raoul Follereau)

By leggoerifletto

Il testamento di Raoul Follereau

Giovani di tutto il mondo, o la guerra o la pace sono per voi. 
Scrivevo, venticinque anni fa: 

“O gli uomini impareranno ad amarsi e l’uomo vivrà per l’uomo, o gli uomini moriranno. Tutti e tutti insieme. 

Il nostro mondo non ha che questa alternativa: amarsi o scomparire. Bisogna scegliere. Subito. E per sempre. 

Ieri, l’allarme. Domani, l’inferno. 

I Grandi – questi giganti che hanno cessato di essere uomini – possiedono, nelle loro turpi collezioni di morte, 20.000 bombe all’idrogeno, di cui una sola è sufficiente a trasformare un’intera Metropoli in un immenso cimitero. Ed essi continuano la loro mostruosa industria producendo tre bombe ogni 24 ore. L’Apocalisse è all’angolo della strada. 

Ragazzi, ragazze di tutto il mondo, sarete voi a dire “NO” al suicidio dell’umanità. “Signore, vorrei tanto aiutare gli altri a vivere”. 

Questa fu la mia preghiera di adolescente. 
Credo di essere rimasto per tutta la mia vita, fedele a questa preghiera. Ed eccomi al crepuscolo di una esistenza che ho condotto il meglio possibile, ma che rimane incompiuta. 

Il Tesoro che vi lascio, è il bene che io non ho fatto, che avrei voluto fare e che voi farete dopo di me. Possa solo questa testimonianza aiutarvi ad amare. Questa è l’ultima ambizione della mia vita, e l’oggetto di questo “testamento”.

Proclamo erede universale tutta la gioventù del mondo. 

Tutta la gioventù del mondo: di destra, di sinistra, di centro, estremista: che mi importa! 

Tutta la gioventù: quella che ha ricevuto il dono della fede, quella che si comporta come se credesse, quella che pensa di non credere. C’è un solo cielo per tutto il mondo. Più sento avvicinarsi la fine della mia vita, più sento la necessità di ripetervi: è amando che noi salveremo l’umanità. E di ripetervi: la più grande disgrazia che vi possa capitare è quella di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a niente. Amarsi o scomparire. Ma non è sufficiente inneggiare a: “la pace, la pace”, perché la Pace cessi di disertare la terra. 

Occorre agire. A forza di amore. A colpi di amore. I pacifisti con il manganello sono dei falsi combattenti. Tentando di conquistare, disertano. Il Cristo ha ripudiato la violenza, accettando la Croce. 

Allontanatevi dai mascalzoni dell’intelligenza, come dai venditori di fumo: vi condurranno su strade senza fiori e che terminano nel nulla. 
Diffidate di queste “tecniche divinizzate” che già San Paolo denunciava. Sappiate distinguere ciò che serve da ciò che sottomette. 
Rinunciate alle parole che sono tanto più vuote quanto sonore. Non guarirete il mondo con dei punti esclamativi. Ciò che occorre è liberarlo da certi “progressi” e dalle loro malattie, dal denaro e dalla sua maledizione. Allontanatevi da coloro per i quali tutto si risolve, si spiega e si apprezza in rapporto ai biglietti di banca. Anche se sono intelligenti essi sono i più stupidi di tutti gli uomini. Non si fa un trampolino con una cassaforte. 

Bisognerà che dominiate il potere del denaro, altrimenti quasi nulla di umano è possibile, e con il quale tutto marcisce. 
Esso, Corruttore, diventi Servitore. Siate ricchi della felicità degli altri. Rimanete voi stessi. E non un altro. Non importa chi. Fuggite le facili vigliaccherie dell’anonimato. Ogni essere umano ha un suo destino. 

Realizzate il vostro, con gli occhi aperti, esigenti e leali. 
Niente diminuisce mai la dimensione dell’uomo. Se vi manca qualcosa nella vita è perché non avete guardato abbastanza in alto. 
Tutti simili? No. Ma tutti uguali e tutti insieme! Allora sarete degli uomini. Degli uomini liberi. Ma attenzione! La libertà non è una cameriera tuttofare che si può sfruttare impunemente. Né un paravento sbalorditivo dietro il quale si gonfiano fetide ambizioni. 
La libertà è il patrimonio comune di tutta l’Umanità. Chi è incapace di trasmetterla agli altri è indegno di possederla. Non trasformate il vostro cuore in un ripostiglio; diventerebbe presto una pattumiera. 
Lavorate. Una delle disgrazie del nostro tempo è che si considera il lavoro come una maledizione. Mentre è redenzione. 
Meritate la felicità di amare il vostro dovere. E poi, credete nella bontà, nell’umile e sublime bontà. Nel cuore di ogni uomo ci sono tesori d’amore. Spetta a voi, scoprirli. La sola verità è amarsi. Amarsi gli uni con gli altri, amarsi tutti. Non a orari fissi, ma per tutta la vita. 
Amare la povera gente, amare le persone infelici (che molto spesso sono dei poveri esseri), amare lo sconosciuto, amare il prossimo che è ai margini della società, amare lo straniero che vive vicino a voi. Amare. Voi pacificherete gli uomini solamente arricchendo il loro cuore. Testimoni troppo spesso legati al deterioramento di questo secolo (che è stato bello per troppo poco tempo), spaventati da questa gigantesca corsa verso la morte di coloro che confiscano i nostri destini, asfissiati da un “progresso” folgorante, divoratore ma paralizzante, con il cuore frantumato da questo grido “ho fame!” che si alza incessante dai due terzi del mondo, rimane solo questo supremo e sublime rimedio: ESSERE VERAMENTE FRATELLI. Allora… domani? Domani, siete voi.

                                                                                                                        

– Raoul Follerau  –

Un giorno in Asia vidi morire una lebbrosa di ventidue anni. 

La vidi, impotente, svincolarsi a piccoli sussulti da questa atroce vita. 

Appena morta, fui preso dallo strano capriccio di pesarla. 

Caricai sulle braccia quell’esile pugno di ossa, ancora tiepide, e lo portai sulla bilancia. 

La lebbrosa di ventidue anni pesava venti chili. Ora sapete di cosa è morta… Poiché mi mostravo inorridito, mi dissero: “È cosa che capita da che mondo è mondo. Non lo potete cambiare, è impossibile”. 

Impossibile? 

La sola cosa impossibile è che voi, che io, possiamo ancora dormire e ridere sapendo che ci sono sulla terra donne di ventidue anni che muoiono perché pesano venti chili.”

– Raoul Follerau  –

Buona giornata a tutti. 🙂

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