…l’unico vero viaggio, non è andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi.

E’ primavera! 

 
«Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
Perché, ecco, l’inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n’è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
Il fico sta maturando i primi frutti
e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
O mia colomba,
che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è incantevole».

                                                                                       Cantico dei Cantici 2,11-14
Ieri una giornata ricolma di sole, e la sera un bel temporale. Ma il ciliegio, fiorito interamente, ha resistito e i suoi fiori sono ancora lì in bella mostra ad incantarmi.

Tra una faccenda e l’altra ieri ho sbirciato la visita del papa a Milano. Mi sorprendevo ogni tanto a emozionarmi. Ma più che per il papa provavo commozione per un commento, uno sguardo, un’inquadratura.

L’impressione che Francesco mi ha dato è quella di un uomo libero, libero di saltare di gioia quando vuole, come di immergersi nel mistero poco dopo, di sentirsi a casa in duomo e in carcere, di dar la mano a tutti e di non tralasciare i dimenticati, di entrare in casa di musulmani e bere un sorso di latte con loro, di chiedere umilmente una preghiera per se. Prenderò esempio, come lo prendo da Gesù nel vangelo odierno.

Contrariamente a tutti i personaggi che girano attorno al cieco guarito, Gesù non si preoccupa di sé e di quello che dicono e per questo è libero di fare l’unica cosa necessaria: guarire un uomo.

Mi piace Gesù che ci vede bene ma non giudica, ed ha come unico desiderio mettersi vicino a te per aiutarti a vedere ciò che tu non vedi. A Gesù non interessa chi ha ragione, chi ha sbagliato, di chi è la colpa, ma vede un cieco e si ferma, e lo aiuta a vedere: fa del fango sputando per terra e stende un petalo di fango sulle palpebre chiuse.

Per ricordare ad ognuno di noi ‘venuto alla luce’ che siamo una mescolanza di fango e di spirito, di terra e cielo!

Forse, come scrive Marcel Proust “l’unico vero viaggio, non è andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi.”


Del vangelo appena letto mi rimane in testa la strada. Come se i protagonisti oggi volessero sottolinearmi quanto sia necessario stare in cammino, avere ali ai piedi.

Tutti sono in movimento: Gesù che parte dalla Samaria e giunge in Galilea, poi di nuovo a Cana, dalla Galilea alla Giudea; il funzionario che è venuto da Cafarnao a Cana e chiede a Gesù di scendere a Cafarnao per guarire suo figlio, Gesù che lo invita a tornare a casa e lui che, fidandosi, si mette in cammino e incontra i servi che gli vanno incontro dicendogli che suo figlio vive…quanta strada, quanta polvere sotto i piedi, quanta stanchezza mescolata a fiducia in questo camminare nella vita.

Nella Bibbia il verbo “camminare” è il più usato di tutti: che allora ‘stare in cammino’ sia la cosa più importante della vita?

“Non lasciare tracce che il vento non possa cancellare, non adagiarti sui passi compiuti, non lasciarti trattenere, divaga per altri sentieri, rimettiti in cammino per cercare ancora”. (Bruce Chatwin)

E allora penso che i nostri piedi, così lontani dalla testa e dunque così spesso dimenticati, avrebbero bisogno di qualche coccola in più. Poi incontro le parole del mio Tonino Bello che dice: “Il pellegrinaggio più faticoso è quello che porta l’uomo dalla periferia al centro del proprio cuore. Il più lungo è quello che conduce alla casa di fronte. Il più serio è quello che porta all’incontro con Dio”, e mi rendo conto che la meta è partire, sempre, comunque, incontro alla vita, al giorno che inizia.

Il mio ciliegio ha messo il suo vestito più bello per lodare questa giornata donata. Proverò a fare lo stesso, spalancherò le braccia e disegnerò un bel sorriso. Basterà, per cominciare!

E stasera proveremo a camminare verso il perdono.

Alle 20,45 vi aspetto!

Fra Giorgio

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