“Quando Hallah creò il mondo, tutto era perfetto, la sfera terrestre liscia e tutti vivevano pacificamente. Tuttavia un giorno un diavolo invidioso graffiò profondamente la terra, facendo apparire burroni e fiumi. La gente si ritrovò divisa e prese a chiamarsi dalle diverse sponde. Vedendo come le persone si cercavano e piangevano, Allah dette loro il ponte, affinché essi potessero ricostruire le relazioni interrotte e ad ogni ponte affidò un angelo, perché lo sorvegliasse. Ecco perché ogni persona deve rispettare i ponti e perché è un peccato assai grave distruggerli”.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stari_Most

Come pietre di un ponte.


http://www.maristi.it/cesano/come-pietre-di-un-ponte.html

Vi dedichiamo una bella leggenda jugoslava, eccola:

“Quando Hallah creò il mondo, tutto era perfetto, la sfera terrestre liscia e tutti vivevano pacificamente. Tuttavia un giorno un diavolo invidioso graffiò profondamente la terra, facendo apparire burroni e fiumi. La gente si ritrovò divisa e prese a chiamarsi dalle diverse sponde. Vedendo come le persone si cercavano e piangevano, Allah dette loro il ponte, affinché essi potessero ricostruire le relazioni interrotte e ad ogni ponte affidò un angelo, perché lo sorvegliasse. Ecco perché ogni persona deve rispettare i ponti e perché è un peccato assai grave distruggerli”.

Non esiste passaggio nella nostra umana avventura, non ci sarà mai crescita nella nostra vita, senza l’aiuto di un ponte. Sì, perché di graffi e di burroni se ne trovano in gran quantità nel nostro cammino e diventa impensabile fare a meno di quella gente che, a volte, in un attimo ti porta di là e rende possibile a tutti il proseguire.

I ponti vengono giù se si bombardano. Come le occasioni sprecate, le sfide portate avanti senza tregua, il ripiegarsi su se stessi: è dar credito al burrone piuttosto che al ponte. SI soffre molto su questa terra, se si distrugge ogni possibilità di passare di là.

Nella testa e nel cuore di ciascuno l’immagine di un ponte evoca sensazioni diverse, comunque sempre positive, legate a qualche esperienza passata, a un momento di incontro con gli altri, ad una speranza o a qualche momento di intimità con se stessi.

“E’ un peccato assai grave distruggerli” conclude la leggenda e dovremmo forse ricordarcelo ogni tanto. Far memoria di qualcosa che una volta ci ha condotto verso una nuova strada, di qualcosa che ha funzionato e ci ha portato di là è un’attitudine importante, soprattutto nei giorni più neri.

Sì perché i ponti si possono ricostruire.

Far da ponte, essere un ponte è uno stile di vita, una scelta chiara, un’attitudine, un gesto di fiducia e di coraggio, una speranza … E’ comunque un salto in avanti, oltre la paura, le abitudini, le convenienze, i giudizi. Essere un ponte ti porta di à, anche se gli altri non ti capissero e cercassero di comprarti perché tu rimanga a riva, dalla loro parte e continuassero a sussurrarti nell’orecchio che è meglio la sfida per mantenere il vecchio, piuttosto che cercare qualcosa di nuovo.

Anche tu puoi essere un ponte ed è questo l’augurio che ti faccio. Lo sei già quando smetti di aspettare che siano gli altri a fare per te o a darti il permesso di osare, quando guardi oltre e quando ti senti la persona adatta a fare ciò che hai deciso.

Te lo auguro di cuore.

(dal libro “Esperienze di volo” di Pier Luigi Ricci)

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