Tutti siamo responsabili della parola di Dio a noi affidata. Non basta che essa venga scritta nei libri, che venga ripetuta in modo estremamente espressivo. Essa deve vivere in noi e portare frutto nella vita quotidiana.”


grazie Giorgio. ….☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆
Amico, gli dissi quella sera, lei mi consiglia di aspettare tutto da Dio, ma se mi aspetto tutto da lui, che cosa mi rimane da fare?

Ti rimane tutto da fare, disse. Cerca di capirmi: l’artista più grande non può suonare su delle corde rotte, il soffio del vento resta impotente di fronte alla barca che non ha albero, che ha vele ripiegate, il più puro dei ghiacciai non potrebbe generare un fiume magnifico se nel fondo del suo letto è disteso il sudiciume… e Dio-Amore non può nulla se l’uomo libero non si presenta ritto in piedi, artigiano laborioso della propria vita e operaio del mondo insieme ai tuoi fratelli.

Michel Quoist 

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Tutti siamo responsabili della parola di Dio a noi affidata. Non basta che essa venga scritta nei libri, che venga ripetuta in modo estremamente espressivo. Essa deve vivere in noi e portare frutto nella vita quotidiana.”

Stefan Wyszynski


Giorni estivi tra piccoli impegni e tempo di riposo, giornate che trascorrono a volte lente a volte veloci, come la vita.

A guardare gli anni alle spalle sembrano volati in un battibaleno, anni consumati senza rendersene conto.

Poi incontri parole che come una paletta della polizia ti fermano, ti costringono a guardare chi sei, a fare i conti con la vita.

Quelle di Lorenzo Marzullo hanno questo potere: 

“Gli esseri umani sono morbidi e flessibili quando nascono,

 duri e rigidi quando muoiono.

 Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili quando sono in vita,

 secchi e rigidi quando sono morti.

 Perciò il duro e il rigido sono compagni della morte,

 il morbido e il flessibile sono compagni della vita.

 Un combattente che non sa arretrare non può vincere;

 un albero incapace di piegarsi si spezza.

 La rigidità e la forza sono inferiori,

 la flessibilità e la morbidezza superiori.”

Dinnanzi a queste parole non puoi passar oltre, devi pigliare la tua bilancia e misurare, con cura, le tue relazioni, il tuo corpo, le tue paure.

Forse la saggezza, la maturità sta proprio qui: comprendere che c’è qualcosa in me che è inferiore, che ha a che fare con la rigidezza, l’inflessibilità, la severità, la fermezza. 

E’ quando sono così che non faccio un passo verso la vita, verso gli altri, fermo nelle mie sicurezze, nei pregiudizi, nelle mie ragioni. 

E’ fermarsi e credere di essere nella verità che porta alla morte.

Se cerco la vita, la strada é un’altra.

Fra Giorgio Bonati



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