🌻Un nuovo inizio🍀


#NUOVOINIZIO


Le lodi con Luigi Verdi

A te dico alzati!

Alzati tu che stai nelle fenditure della roccia

nei nascondigli dei dirupi

Mostrami il tuo viso

fammi sentire la tua voce

C’è un detto zen che dice chi solo ha il coraggio di vivere la parola fine può avere il coraggio di vivere la parola inizio.

Per iniziare bisogna mettere la parola fine

Bisogna lasciare le cose prima che le cose ci lasciano. Noi non sappiamo mettere un punto di fine per un nuovo inizio. Bisogna avere il coraggio di potare perché il nuovo possa nascere.

Credo che siamo nati per la gioia. Siamo stati partoriti da una gioia, di Dio, e ci aspetterà una gioia. La gioia si prova quando non ci si sente soli, sentiamo qualcuno accanto.

Perché uno muore a 20 anni, a 50 anni, a 90 anni?

Io credo che uno parte quando ti ha detto tutto quello che doveva dirti. E allora la nostra vita non è stata spesa invano.

Proviamo a forzare la primavera a venire. Perché è vero che la primavera arriva lo stesso ma possiamo dargli una mano ad arrivare.

Mi piace sognare questa terra liberata dal dolore, dalla morte, dal male. Credo che tutti noi sogniamo di tornare a quel paradiso, a quell’eden prima del peccato.

Dice un poeta congolese:

“Se io avessi il potere prenderei un martello e spaccherei tutto il ghiaccio che ha fatto affondare il titanic. Se avessi il potere chiederei una preghiera più bella”

È il potere di chiedere che la persona amata non muoia

Il primo istinto che proviamo verso chi amiamo è: voglio che tu non muoia, e non solo fisicamente.
Oltre che forzare questa primavera ad arrivare, se vogliamo che il nuovo nasca bisogna amare le domande. Vivere le domande ora.

Non sopporto il catechismo perché vuole dare risposte invece credo che il vero metodo sia abitare le domande. Chiediamoci: e se nel seno della notte si nascondesse la luce? E se la luce venisse dal roveto? E se l’acqua sgorgasse dal deserto?

Infine, se vogliamo che il nuovo arrivi dobbiamo amarlo, amare l’inedito, l’imprevedibile. Abbiamo paura del nuovo. Gesù è stato il più grande dissacratore, ha spaccato tutto.

Quello che ci è chiesto è di fare da battistrada per far crescere qualcosa. Possiamo investire in cultura, sensibilità, in tenerezza.

Oggi dobbiamo partire da due cose, dalla bellezza e dalla tenerezza. È tempo di aprire le porte e non di chiuderle. Più abbiamo paura più dobbiamo aprire le porte.

La conclusione con le parole di David Maria Turoldo: Torniamo a fare delle nostre rare speranze il mazzo come di spighe raccolte dai campi…


#NUOVOINIZIO 


>>> Ospiti

Frate dei Servi di Maria, teologo…

Alberto Maggi

Frate dei Servi di Maria, teologo, è certamente una delle voci più aperte, libere e fuori schema della chiesa. Cuore della sua attività l’antico convento di Montefano (Macerata) dove nel 1995 ha fondato il Centro Studi Biblici Giovanni Vannucci: qui lo studio in profondità dei testi si alterna a attività di divulgazione popolare dei Vangeli.

Il suo ultimo libro “L’ultima beatitudine” è dedicato al tabù della morte da lui intesa come “pienezza di vita”. Per le edizioni Romena ha pubblicato il libro “Fiducia”.


Con Alberto Maggi, da Montefano.

Alberto è un entusiasta perché sente Dio dentro.
Come stai Alberto?

“L’importante è trasformare ogni evento della vita in opportunità di crescita. Se si fa così si è già vincitore”

Il tuo accesso alla vita spirituale… cosa ha prodotto in te l’esigenza di un nuovo inizio?

Racconta Alberto: Era il 10/1/1966, militare a Padova. Una notte, ero di guardia, alzando il cielo l’ho visto così stellato che mai avevo visto e mi sono detto: se c’è qualcuno responsabile di questo cielo io mi ci dedico. È da lì è partito il tutto… ho lasciato La fidanzata, il posto fisso in comune senza sapere se i Frati mi avrebbero accolto. È stato difficile superare le resistente perché mi consideravano non adatto alla vita religiosa perché un entusiasta”

Ma le difficoltà non sono finite, i nuovi inizi sono stati continui. Alla fine lo mandarono a Montefano dove c’era un seminario abbandonato.

MonteFano è il convento dove sono entrato alla vita religiosa. Il problema è stato che un …

Nessuno lo voleva. Così fu. andato in questo luogo semi abbandonato nella campagna. E invece proprio lì capii come Dio trasforma tutto in bene.

A Montefano a cinquant’anni, dopo altre difficoltà (tra cui 2 anni in esilio a Granada) ha fondato con Riccardo Peres, un circolo di studi biblici. ”

Un altro inizio arriva nel 2012, quando Alberto romane per tre mesi tra la vita è la morte. Ma in quei mesi Alberto pubblica un diario: Chi non muore si rivede

“Quel periodo è stato provvidenziale. Stavo scrivendo in quel periodo l’ultima beatitudine, sulla morte. Ma mancava qualcosa, non mi convinceva. Poi ho capito perché, dovevo fare l’esperienza.

Il 5 giugno sono stato operato per un tumore alla prostata. Ma ho la certezza che tutto ciò che accade nella vita sono occasioni di crescita. Già che viene mi sono chiesto: vediamo quali occasioni arriveranno…

Ogni mattina mi chiedo: cosa mi regalerà la vita? I regali ci sono per tutti ma solo chi si sente in credito verso la vita li vede”

Un alimento decisivo per Alberto è la lettura dei testi sacri, nelle lingue antiche

“Anche qui ho gustato un altro inizio. Quando sono stato a Granada, sentivo il bisogno di diffondere la parola ma ero consapevole che la maggior parte delle persone non leggerà mai una rivista scientifica, un libro.

Ho scelto la divulgazione, perché ogni parole che c’è nel Vangelo è la portala del Dio della creazione”

Papa Francesco. Alberto Maggi ha scritto un articolo su quanti sono rimasti delusi da papa Francesco.

“Francesco, il papà che ha fatto riscoprire al mondo il profumo del Vangelo. Papa Francesco ha fatto quello che fece Gesù: portare gli uomini verso Dio.

È Dio agli uomini si portano non attraverso la dottrina ma attraverso la tenerezza di una carezza”
Alberto ha scritto: Gesù non ha bisogno di sudditi, ma di collaboratori che gli assomiglino.

Nei vangeli non è mai associata al dolore, ma di accettare di perdere la propria reputazione per il messaggio di Dio. È superata la difficoltà di perdere la reputazione c’è l’ebbrezza della libertà. È soltanto se si è completamente .oberi si può seguire Gesù.

La verità di una dottrina dipende dal l’affetto che procura. Questo accomuna esperienze come Montefano, Romena…”
Grazie Alberto, per il tuo entusiasmo contagioso…


segui il convegno e partecipa #NUOVOINIZIO


www.romena.it

2 thoughts on “🌻Un nuovo inizio🍀

  1. Pingback: Domenica della Misericordia, della celebrazione orizzontale del rapporto con Dio. – LeggiAmo la Bibbia

  2. Pingback: Un Nuovo inizio:💗appunti da 🌻Romena… | non c'è rosa senza spine By GiuMa

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