Ricordare nel tempo della dimenticanza

Uomini e Profeti

Le “giornate della memoria” stanno acquistando, in questi anni, una nuova e maggiore problematicità. Se da un lato il tema della Shoà non smette di turbarci nel profondo, nello stesso tempo ci accorgiamo, affacciati sulla vastità del mondo, che di infiniti altri stermini nulla o poco sappiamo, mentre continuano a creare rigurgiti di odio e ritorsioni che sembrano non finire mai.Anna Pozzi ricorda con Guido Dotti, monaco di Bose, i genocidi di Armenia, Cambogia, Algeria, Burundi, Ruanda, ma si sofferma in particolare sul genocidio del Ruanda del 1994 conJean Pierre Kagabo, presidente della commissione “Memoria e giustizia” in Italia; e con John Mpaliza, congolese trapiantato in Italia, che ha marciato verso Roma e verso Bruxelles per tener viva l’attenzione sulla situazione della Repubblica Democratica del Congo. Quali vie sono possibili per fr sì che la memoria possa avere una efficacia nella vita dei popoli? Le risposte possono essere molte. 

http://www.raiplayradio.it/articoli/2018/01/Rai-Radio-Articolo-Item-0e9304dd-ced4-4327-b782-0b33c9143994.html

Etty Hillesum. Eppure, la vita

Con Gabriella Caramore e Lorenzo Pavolini, Nadia Neri, Luciana Breggia, Simon Levis Sullam, Klaas Smelik
“Se non sapremo offrire al mondo impoverito del dopoguerra nient’altro che i nostri corpi salvati a ogni costo, e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione, allora non basterà. Dai campi stessi dovranno irraggiarsi nuovi pensieri …” Questo è un frammento di una delle Lettere che Etty Hillesum scriveva ai suoi amici dal campo di smistamento di Westerbork, nel 1942. È una questione che ci accompagna ancora, ogni volta che si ripropone il tema di come “fare memoria” dopo la Shoà e le innumerevoli Shoà della storia. In questo speciale proveremo a seguire gli interrogativi che sgorgano dalla lettura di queste lettere, tentando anche di ricostruire la breve vita di Etty Hillesum, la ragazza olandese che morì deportata ad Auschwitz con la famiglia all’età di ventinove anni, e che ci ha lasciato testimonianza di una vita intensissima vita spirituale e affettiva.
Questa puntata di Uomini e Profeti inaugura la lettura che verrà fatta del Diario di Hillesum in Ad alta voce nel mese di gennaio.Interventi in studio di Lorenzo Pavolini, Nadia Neri, Luciana Breggia, Simon Levis Sullam, Klaas Smelik.

Vedi anche il ciclo di “Uomini e Profeti”:
“Un ardore elementare. Etty Hillesum, tra le baracche e il fango, 1941-43”
di Gabriella Caramore
15, 22, 29 giugno 1996

Musica:
Ludvig van Beethoven, Quartetto op.59 n.1
Franz Schubert, Quintetto d’archi  in Do maggiore op. 163
Hugo Wolf, Quartetto d’archi in re minore

>>Vai al programma

https://itunes.apple.com/it/podcast/uomini-e-profeti/id273019481?mt=2&i=1000399210544

“La miseria che c’è qui è veramente terribile, eppure alla sera tardi quando il giorno si è inabissato dentro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato e allora dal mio cuore s’innalza sempre una voce: non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire in mondo completamente nuovo.”

(Ester ‘Etty’ Hillesum)

27 gennaio è La Giornata della Memoria. Per ricordarla abbiamo deciso di proporvi un post su uno dei tanti film simbolo della Shoa: Schindler’s List (1993) di Steven Spielberg. Cineblog

www.cineblog.it/amp/post/34441/la-giornata-

della-memoria-40-curiosita-su-schindlers-list

La bambina vestita di rosso in realtà si chiamava Roma Ligocka e contrariamente a quello che succede nel film, sopravvisse alla Guerra.

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