LETTERA A COLORO CHE NON CONTANO NIENTE

di Tonino Bello

LETTERA A COLORO CHE NON CONTANO NIENTE

Carissimi, sono un po’ triste, perché so che questa lettera forse non la leggerete. Quelli che non contano niente, di solito, giornali non ne comprano. (…)

Voi non fate storia. Qualche volta fate cronaca: quasi sempre cronaca nera. Eppure, chi conosce la trama dei vostri giorni sfilacciati sa che avreste da raccontare tanta cronaca bianca, da far trasalire la città. Ma la cronaca bianca non fa notizia.

Voi non fate storia. Perché non sapete parlare. E, anche quando vi sentite bruciare dentro le ingiustizie della terra, le parole vi muoiono in bocca. Anzi, vi capita di pensare che, forse, ad aver torto siete voi.

Voi non fate peso. (…)

La politica vi passa sulla testa. (…)

Anche la religione vi passa sulla testa. (…)

Ebbene, con la stessa sofferenza di Gesù che ebbe compassione delle folle, desidero rivolgermi proprio a voi.

A voi che non contate nulla agli occhi degli uomini, ma che davanti agli occhi di Dio siete grandi.

Appunto, questa è la cosa più urgente che voglio dirvi: davanti agli occhi di Dio voi siete grandi.

Coraggio! Dio non fa graduatorie. Non sempre si lascia incantare da chi sa parlare meglio. Non sempre, rispetto ai sospiri dignitosi del povero, dà la precedenza al canto gregoriano che risuona nelle chiese. Né sempre si fa sedurre dal profumo dell’incenso, più di quanto non si accorga del tanfo che sale dai sotterranei della storia.

Desidero rivolgermi a voi, perché sono convinto che il rinnovamento spirituale può partire solo da coloro che non contano niente. (…)

L’avvenire ha i piedi scalzi, diceva uno scrittore francese. E voleva intendere che il futuro lo costruiscono i poveri.

Sì, il processo di conversione deve cominciare da voi.

Se voi riuscirete a liberarvi dalla rassegnazione, se riporrete maggiore fiducia nella solidarietà, se la romperete con lo stile pernicioso della delega, se non vi venderete la dignità per un piatto di lenticchie, se sarete così tenaci da esercitare un controllo costante su coloro che vi amministrano, se provocherete i credenti in Cristo a passare armi e bagagli dalla vostra parte, non tarderemo a vedere i segni della risurrezione.

Anche per la Chiesa verranno tempi nuovi.

E dal domicilio dei poveri, si sprigionerà un così forte potenziale evangelizzatore, che la città traboccherà di speranza.

+ Don Tonino Bello (4 marzo 1990)

integrale >>> Lettera a Coloro che non contano niente

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