Aspirare alla pienezza nella propria vita non significa inventarne un’altra al suo posto, ma vuol dire imparare a illuminarla dall’interno

Si è concluso oggi il cammino dei religiosi e delle religiose per innamorarsi della realtà.

#BuonanotteRomena

Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle,aprire le zolle

potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera (A. Merini) #buonanotteromena #21marzo

Non sorge ancora il sole oggi, e con tutte ste nuvole che coprono l’intera volta celeste, bisognerà sognarlo, bisognerà accenderlo dentro se.

Tzvetan Todorov la dice così: “Aspirare alla pienezza nella propria vita non significa inventarne un’altra al suo posto, ma vuol dire imparare a illuminarla dall’interno”.

Giorni intesi quelli appena trascorsi a Romena, con più di una quarantina tra preti e religiosi, suore e frati, ognuno assetato di vita, tutti a provare ad “innamorarci della realtà”, guidati da veri maestri di vita.

Tutti ad invitarci a guardare la ‘realtà’ con occhi nuovi, per essere sempre più attenti a quanto ci è dato, per vedere la continua incarnazione di Dio nel mondo, di cui la bellezza e la tenerezza sono il segno più evidente.

E’ stato bello concludere i nostri giorni col vescovo Mario, stretti attorno al pane, con un rosario di grazie che ci ha abbracciati e ci ha inviato più gioiosi e ricchi di speranza alle nostre comunità.

Queste parole della Singer siano viatico per ognuno: “La vera avventura della vita, la sfida chiara e alta, non è quella di fuggire l’impegno, ma di osarlo. Il dramma sarebbe non tentare l’impossibile, rimanere per una vita intera alla misura di quel che si può”.

Fra Giorgio

Wolfgang è bello.

E’ bello perché è in sintonia, in armonia con ciò che lo circonda. Tutto qui.

Se vedi un albero, fermati e impara. Impara dalle domande che ti pone: come sono le tue radici, e i tuoi rami, e i frutti?

Se hai paura fai un passo indietro, guarda meglio. Tutte le paure che abbiamo sono indotte, a parte un paio, per cui come le ‘impariamo’, così possiamo scioglierle.

Il lavoro per portare frutto è lento, ha bisogno di cura, di attenzione, di spazio. E così si fanno passi verso la vita.

Wolfgang impara dalla terra e dal cielo, sa abbracciare ciò che sembra distante, sa impastarlo e offrirti pane profumato: quanto lavoro ci sia dentro, questo devi scoprirlo da te, devi provarci col coraggio degli esploratori, devi saperti fare piccolo per passare dalla ‘porta stretta’ e leggero per spiccare il volo.

Mi sembra che tutto questo comporti una disciplina, una fedeltà a se stessi, che deve in qualche modo accompagnare ogni giorno della vita.

A forza di nutrirmi di cose buone, saprò offrire una fetta di pane saporito a chi ha fame, una carezza a chi ne ha bisogno, un posto caldo a chi è circondato dal gelo?

Io voglio provarci.

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