invertire la mente…

Ama la goccia che fa traboccare il vaso è nascosto lì dentro ogni bel cambiamento.

Gemmiti

– Nutriti, come tutte le creature, dall’humus dei campi, nati dalla terra che un giorno ci ha partorito, ci siamo

scordati le nostre origini –

Papa Francesco

#buongiornoromena

” si ricomincia, come ogni giorno, andando incontro al nuovo che arriva…

proveremo a fare i due passi essenziali, i primi di quel percorso di vita che può portarci a risorgere.

E se l’umiltà ci ricorderà il nostro essere fatti di terra, la fiducia ci attaccherà al cielo!

Cominceremo dalla terra, dalle radici, dal nostro essere creati da Dio con un pugno di terra e un soffio di cielo: si comincia così qualunque viaggio, sapendo di avere radici, di essere una storia, di portarci dentro il mondo intero fino a che tutto, alla fine, tornerà terra.

Ciò che cambia è che terra torneremo: disperata o innamorata?

Fra Giorgio

In greco il termine convertire suona Metanoète e significa letteralmente “invertire la mente”, cambiare la nòus, il cuore pensante, il dialogo interiore, il logos psichico. Questo è il tempo o dei frutti o del taglio…

Luca 13,1-9

“La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

www.ocarm.org

Tempo ordinario
1) Preghiera 
Dio onnipotente ed eterno, 
crea in noi un cuore generoso e fedele, 
perché possiamo sempre servirti con lealtà 
e purezza di spirito. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
2) Lettura del Vangelo 
Dal Vangelo secondo Luca 13,1-9
In quel tempo, si presentarono a Gesù alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.
Prendendo la parola, Gesù rispose: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 
No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”. 
Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”.
3) Riflessione
• Il vangelo di oggi ci dà informazioni che ci sono solo nel vangelo di Luca e non hanno passaggi paralleli negli altri vangeli. Stiamo meditando il lungo cammino dalla Galilea fino a Gerusalemme che occupa quasi la metà del vangelo di Luca, dal capitolo 9 fino al capitolo 19 (Lc 9,51 a 19,28). In questa parte Luca colloca la maggior parte delle informazioni che ottiene sulla vita e l’insegnamento di Gesù (Lc 1,1-4).
• Luca 13,1: L’avvenimento che richiede una spiegazione. “In quel tempo, si presentarono a Gesù alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici”. Quando leggiamo i giornali o quando assistiamo alle notizie in TV, riceviamo molte informazioni, ma non sempre capiamo tutto il loro significato. Ascoltiamo tutto, ma non sappiamo bene cosa fare con tante informazioni e con tante notizie. Notizie terribili come lo tsunami, il terrorismo, le guerre, la fame, la violenza, il crimine, gli attentati, ecc.. Così giunse a Gesù la notizia dell’orribile massacro che Pilato, governatore romano, aveva fatto con alcuni pellegrini samaritani. Notizie così ci scombussolano. Ed uno si chiede: “Cosa posso fare?” per calmare la coscienza, molti si difendono e dicono: “E’ colpa loro! Non lavorano! E’ gente pigra!” Al tempo di Gesù, la gente si difendeva dicendo: “E’ un castigo di Dio per i peccati!” (Gv 9,2-3). Da secoli si insegnava: “I samaritani non dicono il vero. Hanno una religione sbagliata!” (2Rs 17,24-41)!
• Luca 13,2-3: La risposta di Gesù. Gesù ha un’opinione diversa. “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali cadde la torre di Siloe che li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”. Gesù aiuta le persone a leggere i fatti con uno sguardo diverso ed a trarne una conclusione per la loro vita. Dice che non è stato un castigo di Dio. Al contrario. “Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”. Cerca di invitare alla conversione ed al cambiamento.
• Luca 13,4-5: Gesù commenta un altro fatto. O quei diciotto, sopra i quali cadde la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? Deve essere stato un disastro di cui si parlò molto in città. Un temporale fece cadere la torre di Siloe uccidendo diciotto persone che si stavano riparando sotto di essa. Il commento normale era: “Castigo di Dio!” Gesù ripete: “No vi dico, ma se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo”. Loro non si convertirono, non cambiarono, e quaranta anni dopo Gerusalemme fu distrutta e molta gente morì uccisa nel Tempio come i samaritani e molta più gente morì sotto le macerie delle mura della città. Gesù cerco di prevenire, ma la richiesta di pace non fu ascoltata: “Gerusalemme, Gerusalemme!” (Lc 13,34). Gesù insegna a scoprire le chiamate negli avvenimenti della vita di ogni giorno.
• Luca 13,6-9: Una parabola per fare in modo che la gente pensi e scopra il progetto di Dio. “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”. Molte volte, la vigna è usata per indicare l’affetto che Dio ha verso il suo popolo, o per indicare la mancanza di corrispondenza da parte della gente all’amore di Dio (Is 5,1-7; 27,2-5; Jr 2,21; 8,13; Ez 19,10-14; Os 10,1-8; Mq 7,1; Gv 15,1-6). Nella parabola, il padrone della vigna è Dio Padre. L’agricoltore che intercede per la vigna è Gesù. Insiste con il Padre di allargare lo spazio della conversazione.
4) Per un confronto personale
• il popolo di Dio, la vigna di Dio. Io sono un pezzo di questa vigna. Mi applico la parabola. Quali conclusioni ne traggo?
• Cosa ne faccio delle notizie che ricevo? Cerco di avere un’opinione critica, o continuo ad avere l’opinione della maggioranza e dei mezzi di comunicazione?
5) Preghiera finale
Chi è pari al Signore nostro Dio 
che si china a guardare 
nei cieli e sulla terra? 
Solleva l’indigente dalla polvere, 
dall’immondizia rialza il povero. (Sal 112)

ilgiornodelsignore.wordpress.com/2018/10/28

1) scritto di Albert Einstein:
“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. 
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi. 
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. 
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. 
Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.” 

www.corriere.it

“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi è l’incompetenza.
Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.
L’unico pericolo della crisi è la tragedia che può conseguire al non voler lottare per superarla.”

Albert Ein­stein

chiavepsicologica.it/la-crisi-secondo-albert-einstein/

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