Migranti, Salvini ne accoglie 51 arrivati con un corridoio umanitario dal Niger

“…E poi aspettando il tram Jan chiedeva con amarezza: cosa spinge l’uomo a distruggere gli altri? E io: gli uomini, dici – ma ricordati che sei uomo anche tu…

Il marciume che c’è negli altri c’è anche in noi..e non vedo nessun’ altra soluzione, veramente non ne vedo nessun’ altra, che quella di raccoglierci in noi stessi e strappar via il marciume “

«…in me non c’è un poeta,
in me c’è un pezzetto di Dio
che potrebbe farsi poesia.»

 Etty Hillesum, Diario

la Pieve di Romena

LeggiAmo…

Ogni tanto una buona notiZia…

Il ministro dell’Interno all’aeroporto di Pratica di mare saluta gli stranieri che ora saranno ospiti dell’associazione Giovanni XXIII: “Una giornata di accoglienza. Questi bimbi saranno nostri figli, nostri fratelli”. E ribadisce la linea del Viminale: “L’unico arrivo possibile è in aereo, non sui barconi”

“Questi bambini diventeranno italiani”. Matteo Salvini saluta così l’arrivo di 51 migranti dal Niger all’aeroporto di Pratica di mare, dopo che solo sabato scorso ha attaccato nuovamente Malta per lo sbarco di 13 persone a Lampedusa, sulla scia dei casi Aquarius e Diciotti, dei “porti chiusi” e dei ripetuti “no” agli arrivi ribaditi per tutta l’estate. Il ministro dell’Interno ha atteso sulla scalettadell’aereo e poi abbracciato 31 sudanesi, 9 etiopi, 6 eritrei, 4 somali ed un camerunese. Tutti erano rinchiusi in centri di detenzione libici, li stessi da cui scappa chi sale sui barconi, e sono stati individuati dall’Unhcr come persone vulnerabili e trasferiti in una struttura dell’Alto commissario Onu in Niger: da lì sono arrivati in Italia tramite un corridoio umanitarioal quale ha collaborato l’associazione Giovanni XXIIIche ospiterà gli stranieri nelle sue strutture.

 di Mauro Episcopo

www.ilfattoquotidiano.it

www.romena.it

 

Da questa parte del mare

Un piccolo ma intensissimo libro che ci ricorda quanto sia importante restare umani.

di Annalisa Grassano

GIANMARIA TESTA

Da questa parte del mare

«Ciao socio, compare, fratello che non mi è capitato in famiglia e che ho cercato intorno, grazie di accomunarmi al libro della tua vita. Hai messo insieme pezzi del tuo tempo senza ricavarne un’autobiografia, perché non riesci a dire di te senza gli altri. Ti scansi dal centro, lasci il tuo capitolo all’ospite di turno. La tua diventa una multibiografia di persone e di luoghi, dove sei anche tu. Leggo la tua vita numerosa di altri, la tua scrittura a maglia di catena che li tiene insieme».

In queste poche righe di introduzione scritte da Erri de Luca c’è la vera essenza di “Da questa parte del mare”, l’ultimo libro di Gianmaria Testa, uscito postumo in seguito alla sua scomparsa lo scorso 30 Marzo.
L’artista piemontese racconta tra le pagine asciutte di questo piccolo testo delicati aneddoti che parlano di altri, altri che ha incontrato ad ogni angolo della sua vita, altri a cui ha sempre teso un orecchio, una mano, una canzone.
La sua è una biografia sui generis, era un uomo discreto e colmo di un rispetto antico che sapeva ascoltare e leggere la gente, così attento a quella umanità tutt’intorno da non riuscire nemmeno a parlare di se stesso se non attraverso le storie altrui.

Pagina dopo pagina piccoli frammenti del suo quotidiano emergono, la sua storia fa capolino tra le altre, i ricordi accennati di un bambino che ha imparato la semina del grano a mano, che crescendo diventa quasi per caso ferroviere e che non smette mai di amare la musica unica vera strada.
Lui resta volutamente sempre in lontananza, perché il vero protagonista del suo libro è il mare.
Un mare che già da tempo aveva riempito la sua anima di sconcerto, nelle onde vedeva le storie tragiche di chi quelle acque scure aveva provato ad attraversarle in cerca di una vita migliore o più semplicemente di una vita.
Racconti autentici e pieni di sguardi carichi di speranza, storie di “uno dei tanti figli di figli”, uno di quelli che non si conoscono per nome, uno che finalmente tra le pagine attente di Testa riacquista la propria voce perduta.
Tra le righe ci siamo noi tutti, uomini divisi dall’incapacità di riconoscerci, divisi da un odio becero figlio della prepotenza e dell’ignoranza che come una maschera scura ci vieta di vedere la continuità che c’è tra un uomo e l’altro.
I testi delle canzoni appaiono come intermezzi chiudendo e completando ogni racconto, poesie soavi che hanno l’effetto di una lieve e consolatoria pacca sulla spalla come quella di un vero amico.
Ed è proprio questa la sensazione che si avverte leggendo le pagine di questo bel libro, quella di ascoltare le parole di un caro amico, uno di quelli che quando non ci sono più lo senti, ma che non va via, lui resta.

Gianmaria Testa - Da questa parte del mare
Gianmaria Testa – Da questa parte del mare

Gianmaria Testa – 3/4 (tre quarti)

www.art-vibes.com/musica/gianmaria-testa-da-questa-parte-del-mare

3 thoughts on “Migranti, Salvini ne accoglie 51 arrivati con un corridoio umanitario dal Niger


  1. La berceuse des Rêves (versione francese de “La Ninna Nanna dei sogni” – Gianmaria Testa
    La versione francese de “La Ninna Nanna de sogni” di Gianmaria Testa.
    In Italia il libro-disco è uscito illustrato dai disegni di Altan con Gallucci editore; in Francia con i disegni di Marie Jolivet per Le Chant du monde.
    Una bella sorpresa sentire la voce di Gianmaria in francese

    Mi piace

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