teshuvà – Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo

girobloggando.wordpress.com/2019/03/06/ma-tra-il-dire-e-il-fare-ce-di-mezzoil-cominciare/

-E’ dentro gli abbracci provvisori

che ci raggiunge e tocca l’eterno,

è qui che possiamo fare l’esperienza del sublime,sentire il palpito più profondo della vita.

È questa la sola possibilità che abbiamo per sperimentare qui sulla terra,l’eternità-Luigino Bruni

#buongiornoromena

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?”

(Is, 58,6)

#buongiornoromena #MercoledidelleCeneri

Buongiorno mondo! “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli” (Mt 6,1-6.16-18).

Con queste parole del Maestro inizia il tempo forte della Quaresima. Malauguratamente è stato spesso considerato un tempo di mestizia, di rinunce, di penitenze poste sotto lo sguardo corrucciato di un Dio che sembra quasi voler dire a ciascuno: “Attento a te! Ti sto osservando!”.

Per me è un tempo dedicato a ciò che l’ebraico definisce “teshuvà“, che caratterizza una dinamica di pentimento, per certi aspetti, ma soprattutto di ritorno, di risposta.

Ritorno a cosa? Alla fonte, alla sorgente, a quel pozzo inesauribile che è la Sua Parola. Quaresima per me è il tempo particolare dell’ascolto, il momento in cui ciascuno è invitato a dare carne alla evocativa definizione di Maria della Tradizione orientale: La “Tutta Orecchio”. Quaresima è il tempo dell’ascolto gioioso e confidante, fiducioso e capace di abbandono. E questo ascolto ci aiuta a riprendere la barra del cammino, a guardare in faccia quelle tentazioni di ipocrisia che ci portiamo nel cuore, quelle che ci fanno agire per il nostro buon nome, in difesa delle nostre sole idee, definitive e solenni. Quaresima è un percorso di ascolto per imparare ad agire come e con il Maestro per ritrovare un’identità umana ancora più “somigliante” a quella “Immagine” che ci è stata data in dono.

Quaresima: tempo per lasciare la nostra “polverosa argilla” tra le mani del Vasaio sapiente che ci modella fino a far uscire dalla forma grezza la bellezza dell’Immagine in noi celata, spesso sporcata e incrostata da pratiche religiose che nulla hanno in comune con la fede ma che in compenso esaltano il nostro essere piccoli ipocriti in perenne ricerca di potere, gloria e ricchezza.

Quaresima, tempo di ascolto per diventare ascoltatori di una storia che oggi più che mai esige profeti, uomini e donne autentici, guaritori feriti, peccatori perdonati, uomini e donne che non vivono di proclami e promesse elettorali buone per tutte le pance ma uomini e donne che osano aprire squarci di Pasqua nel cielo bruno dell’umanità intera.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

FB Luciano Locatelli

One thought on “teshuvà – Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo

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