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CARO GIORGIO,

“non è stato abbastanza, Non sarebbe mai stato abbastanza.

La tua fede ora è la tua casa e il

tuo amore per noi è una coperta calda.

Siamo qui nella tua Romena” (Massimo)

Inizia così il pomeriggio in Pieve, insieme a tante amiche e amici arrivati per ricordare o dedicare un pensiero, o semplicemente condividere un gesto che ci riportasse al nostro Giorgio.

Oggi abbiamo scelto di farci guidare dalla via della Resurrezione, che Giorgio faceva sempre. Una via della Resurrezione che è diventata via di Rinascita.

Si parte dalla parola Umiltà.

Giorgio era umile perché è stato fecondo.

Faceva una cosa alla volta e in quel momento era tutto lì, con tutto se stesso.

“Vola alto amico caro” (Maria Teresa)

Giorgio ci faceva mettere i piedi nudi sulla terra e ci invitava ad avere Fiducia.

“Giorgio mi ha fatto capire cosa vuol dire perdere il tempo per le piccole cose” (Wolfgang)

Dalla tappa della fiducia Giorgio ci ha insegnato a prenderci per mano, e ad abbandonarci l’uno all’altro verso la tappa della Libertà.

Il ricordo di Paola: Credo che Giorgio voglia questo, che impariamo a guardarci con i suoi occhi, che sono occhi privi di giudizio.

Gli abbracci di Giorgio erano abbracci lunghi, che non ti lasciavano più perché erano sigilli con cui stabiliva con ciascuna persona un patto d’amore. Ciascuno aveva con Giorgio un rapporto unico.

Giorgio era libero dentro e la sua libertà era quella di vedere il bello ovunque.

Era libero dal giudizio sugli altri. Questa è stata la sua grandissima libertà. Per Giorgio tu sei unico e gli vai bene così”.

Facciamo un volo e arriviamo alla Tenerezza. E lo facciano attraverso un gesto. Una carezza con l’olio di Nardo, che ci introduce Luciana al termine del suo pensiero per Giorgio.

Dalla tenerezza torniamo alla Fedeltà. Giorgio ci invitava ad essere attenti come i bambini, che vedono e sentono tutto.

Giorgio ci insegnava ad apprezzare le cose semplici che facciamo.

“Le cose più belle con Giorgio sono avvenute quando lui lasciò Romena e andò a Varese. E questa cosa in questi giorni mi ha un po’ rincuorato. Ho sentito che qualcosa deve continuare.

Tutti in questi giorni ci siamo

chiesti: ma che senso ha? Ma senso non vuol dire spiegazione ma movimento” (pigi).

Dalla fedeltà torniamo alla

Leggerezza. Giorgio era sempre nuovo.

“Su ali di farfalla sei volato via, con leggerezza” (Oscar, cugino di Giorgio)

Dalla leggerezza, volando con le braccia larghe, andiamo verso il Perdono. Giorgio ci ha insegnato a sciogliere i nodi, che liberano.

“Sentiamo profondamente che, più che mai, di Giorgio ce né per tutti, anche per chi non lo ha conosciuto. Sapete perché? Saremo noi a portare Giorgio nel mondo, trasformandoci in Giorgio, nel suo sorriso, nelle sue braccia spalancate. Lo sappiamo che Giorgio avrebbe potuto dare ancora tanto. Ma quel

tanto possiamo darlo noi, per sempre, nella nostra infinitudine. E non dimentichiamo l’ultimo dono che ci ha lasciato e che è quello di averci lasciato liberi dal dipendere da lui. E questa libertà la potremmo esprimere camminando ciascuno con le proprie gambe. Ora lui è all’interno di ciascuno di noi”. (Diana).

L’ultima tappa ci porta all’Amore. Ricominciamo insieme e insieme viviamo il grande abbraccio di Giorgio.

“La pace è già qua, la luce brilla già”.

Fraternità di Romena

ciao-fra-giorgio-romena-ricorda-il-suo-grande-amico

Vola alto amico caro”

🙏🏻🌈🙏🏻🌈🙏🏻🌈🙏🏻

CARO GIORGIO,

“non è stato abbastanza, Non sarebbe mai stato abbastanza.

La tua fede ora è la tua casa e il

tuo amore per noi è una coperta calda.

Siamo qui nella tua Romena” (Massimo)

Inizia così il pomeriggio in Pieve, insieme a tante amiche e amici arrivati per ricordare, dedicare o semplicemente condividere qualcosa sul nostro Giorgio.

Oggi abbiamo scelto di farci guidare dalla via della Resurrezione, che Giorgio faceva sempre. Una via della Resurrezione che è diventa via di Rinascita.

Si parte dalla parola Umiltà.

Giorgio era umile perché è stato fecondo.

Faceva una cosa alla volta e in quel momento era tutto lì, con tutto se stesso.

“Vola alto amico caro” (Maria Teresa)

Giorgio ci faceva mettere i piedi nudi sulla terra e ci invitava avere Fiducia.

“Giorgio mi ha fatto capire cosa vuol dire perdere il tempo per le piccole cose” (Wolfgang)

Dalla tappa della fiducia Giorgia ci ha insegnato a prenderci per mano, e ad abbandonarci l’uno all’altro verso la tappa della tappa Libertà.

Il ricordo di Paola: Credo che Giorgio voglia questo, che impariamo a guardarci con i suoi occhi, che sono occhi privi di giudizio.

Gli abbracci di Giorgio erano abbracci lunghi, che non ti lasciavano più perché erano sigilli con cui stabiliva con ciascuna persona un patto d’amore. Ciascuno aveva con Giorgio un rapporto unico.

Giorgio era libero dentro e la sua libertà era quella di vedere il bello ovunque.

Era libero dal giudizio sugli altri. Questa è stata la sua grandissima libertà. Per Giorgio tu sei unico e gli vai bene così”.

Facciamo un volo e arriviamo alla Tenerezza. E lo facciano attraverso un gesto. Una carezza con l’olio di Nardo, che ci introduce Luciana al termine del suo pensiero per Giorgio.

Dalla tenerezza torniamo alla Fedeltà. Giorgio ci invitava ad essere attenti come i bambini, che vedono e sentono tutto.

Giorgio ci insegnava ad apprezzare le cose semplici che facciamo.

“Le cose più belle con Giorgio sono avvenuto quando lui lasciò Romena e andò a Varese. E questa cosa in questi giorni mi ha un po’ rincuorato. Ho sentito che qualcosa deve continuare.

Tutti in questo giorno ci siamo

chiesti: ma che senso ha? Ma senso non vuol dire spiegazione ma movimento” (pigi).

Dalla fedeltà torniamo alla

Leggerezza. Giorgio era sempre nuovo.

“Su ali di farfalla sei volato via, con leggerezza” (Oscar, cugino di Giorgio)

Dalla leggerezza, volando con le braccia larghe, andiamo verso il Perdono. Giorgio ci ha insegnato a sciogliere i nodi, che ti liberano.

“Sentiamo profondamente che, più che mai , di Giorgio ce né per tutti, anche per chi non lo ha conosciuto. Sapete perché? Saremo noi a portare Giorgio nel mondo, trasformandoci in Giorgio, nel suo sorriso, nelle sue braccia spalancate. Lo sappiamo che Giorgio avrebbe potuto dare ancora tanto. Ma quel

tanto possiamo darlo noi, per sempre, nella nostra infinitudine. E non dimentichiamo l’ultimo dono che ci ha lasciato e che è quello di averci lasciato liberi dal dipendere da lui. E questa libertà la potremmo esprimere camminando ciascuno con le proprie gambe. Ora lui è all’interno di ciascuno di noi”. (Diana).

L’ultima tappa ci porta all’Amore. Ricominciamo insieme e insieme viviamo il grande abbraccio di Giorgio.

“La pace è già qua, la luce brilla già”.

Santa Maria del Cengio

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