Un giorno troverò certamente le mie parole, o, meglio, le mie parole forse un giorno troveranno me; la mia esperienza un giorno incontrerà le parole che la libereranno. Non riesco a scrivere, ma riesco di certo a vivere

Il registro della Croce Rossa riporta la data del 30 novembre 1943 per la morte di Etty Hillesum. Oggi riviviamo così questo suo bel sentire

“…Mi è venuto d’un tratto in mente che le cose stanno realmente così. Infatti non ho probabilmente il talento per scrivere; ho solo il talento, se così lo si può chiamare, di fare esperienza di tutto quello che in questa nostra vita umana è possibile vivere e sentire e subire, e non solo a mio modo, ma anche come molti altri. I vizi più grandi non mi sono sconosciuti, ma conosco anche la più grande fiducia in Dio e lo spirito di sacrificio e l’amore per l’umanità. E faccio esperienza di tutto, corpo e anima, attraverso il sangue e l’oscurità, in ogni angolo del mio essere……. Faccio esperienza delle persone e anche della loro sofferenza. E da quell’esperienza, forse, un giorno si faranno strada a fatica le parole che dovrò dire, e che sgorgano da una sorgente talmente vera che dovranno trovare la loro via. Saranno forse parole molto impacciate, ma vorranno essere dette. Ho anche paura di una certa facilità nella scrittura. Credo di poterlo fare, ma è come se opponessi resistenza perché non riuscirei comunque a toccare le cose che contano davvero. Un giorno troverò certamente le mie parole, o, meglio, le mie parole forse un giorno troveranno me; la mia esperienza un giorno incontrerà le parole che la libereranno. Non riesco a scrivere, ma riesco di certo a vivere. ”


Ciao Etty, oggi è il 30 novembre 2019.

I miei giorni continuano a essere pieni di te. Dei tuoi sguardi. Dei tuoi pensieri.

Ripenso a Francesca a cui oggi ho regalato il tuo Diario. Ha compiuto 18 anni giovedì, volevo farle un ragalo speciale. Un regalo per la vita. Forse non ti leggerà subito. Ma verrà il tempo. Ne sono certa. Tornando a casa, pensavo a lei e a te. In sottofondo Secret garden di Bruce Springsteen. Davanti agli occhi il Rosa nell’ultima luce del giorno. Nel cuore il pensiero di ciò che si è compiuto per te, ad Auschwitz, il 30 novembre del ’43. E di ciò che straordinariamente sei riuscita a vivere nella quotidianità di quegli anni, a contatto con quell’orrore. Sono passati 76 anni. Ma sei viva. Lo penso tra le lacrime, ma ne sono certa, sei viva. Straordinariamente viva. Viva in me e in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarti attraverso le tue pagine. Vivi di cuore, in cuore. Di mano in mano. La rivoluzione del tuo sguardo è necessaria e presente.

Valentina

#ettyhillesum #30novembre1943 #Auschwitz #ricerca

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