DENTRO AL 💗CUORE 💗DELLA NORMA…

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Un altro Vangelo impossibile: se chi dà del matto a un fratello in un impeto d’ira fosse trascinato in tribunale, non ci sarebbe più nessuno a piede libero sulla terra e, nei cieli, Dio tutto solo a intristire nel suo paradiso vuoto!
Il Vangelo non è un manuale di facili istruzioni, anzi! Ci chiede di pensare con la nostra testa convocando la coscienza, che non si delega a nessun legislatore.
Gesù stesso sembra contraddirsi: afferma l’inviolabilità della legge e ne trasgredisce il precetto più grande, il riposo del sabato. Ma ogni sua parola converge verso un unico obiettivo: andare dentro al cuore della norma, verso il suo senso più profondo.
Non è né lassista né rigorista, Gesù; non è più rigido o più accondiscendente degli scribi; fa un’altra cosa, prende la norma e la porta avanti, le fa fare un salto di qualità, la fa schiudere come un fiore in due direzioni decisive: la linea del cuore e la linea della persona.

  • La linea del cuore. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira col fratello, cioè alimenta rabbie e rancori, è omicida dentro. Non amare qualcuno è togliergli vita; non amare è un lento morire.
    Gesù va dritto al laboratorio dove si forma ciò che uscirà fuori come parola e gesto, e indica: ritorna al tuo cuore, alla sorgente, alla radice che genera vita o morte, e guarisci lì. Solo dopo potrai curare la tua vita. E non giurare affatto!
    Dal divieto del giuramento, Gesù punta al divieto della menzogna: dì la verità sempre, e non ti servirà giurare.
  • La linea della persona: Se guardi una donna per desiderarla sei già adultero… Non dice: se tu desideri una donna o se tu desideri un uomo. Non è il desiderio ad essere condannato, poiché egli è un servitore necessario alla vita. Ma quel viscido ‘per’, vale a dire quando ti adoperi con gesti o parole per manipolare l’altro, quando trami per ridurlo ai tuoi scopi, tu compi un reato contro la sua profondità e dignità, perché alteri, falsifichi, manipoli la sua bellezza. Sappi che rubi a Dio la sua icona! Gli rubi il suo sogno!
    Le persone non sono per questo, esse sono abisso e cielo, profondità e vertigine, pezzetti di divinità lungo la strada, angeli di sconvolgimento e pace.
    Il reato allora non è contro la morale, ma un delitto contro la persona e la sua dignità.
    Cos’è la legge morale? Ascolti Gesù e capisci che per lui la norma è a servizio e a salvaguardia della vita, custodia di ciò che fa crescere o diminuire in umanità, coltivazione e fioritura dell’umano.
    Allora il Vangelo non è impossibile, è facile! Facile e felice anche quando dice parole da vertigini. E non aggiunge fatica, non cerca eroi, ma uomini e donne veri che passino dalla legge alla persona, e dalla religione dell’apparire a quella dell’essere.

(Matteo 5,17-37)

fra Giorgio

Ero un adolescente e il mio amico frate Antonio, oggi padre di cinque figli, mi regalò un foglietto con alcune citazioni bibliche: l’unica che ricordo ancor oggi è ‘quando ti senti solo ed in difficoltà leggi Giobbe al capitolo secondo’.
“Se da Dio accettiamo il bene, perchè non dovremmo accettare il male?”
Questa la frase che ha abitato la mia mente da allora. Non ne comprendo ancora oggi la portata, ma ne ho sempre sentito il valore. E’ stata li, semplice compagna di viaggio, e forse le parole del vangelo di ieri l’hanno illuminata: è lo Spirito santo che spinge Gesù nel deserto, lo stesso che poco prima lo aveva ‘confermato’ come figlio di Dio nel Battesimo: dunque, è Dio che ‘spinge’ sempre tutto, e tutto diventa allora ‘opportunità’: sia il bene che il male.

“Il Baal Shem Tov ha detto qualcosa d’abissale: la lotta contro il male compie una svolta decisiva quando si prende coscienza che anche il male contiene qualcosa di divino. Non si sfugge al male solo combattendolo, ma riconoscendo la parte di divino in esso. Vertigine!” Così la direbbe la mia Singer.

Diversi anni dopo incontrari un libro dal titolo accattivante: ‘Occasione o tentazione’ di Silvano Fausti, volato in cielo l’anno scorso. Sono andato a ripigliarlo e oggi condivido queste parole con te: “La tentazione è il luogo positivo del cammino. Per cui non preoccupatevi se ci sono le tentazioni, le prove, le difficoltà; se non ci sono preoccupatevi molto; vuol dire che state andando per la strada sbagliata. Lo dico perché oggi nella nostra cultura se una cosa è difficile vuol dire che è sbagliata, ma nella vita no, non è sbagliato se è difficile. Solo il male riesce con facilità. Uccidere uno riesce in un secondo, per dargli la vita ci vogliono nove mesi prima per metterlo al mondo, e poi tutta una vita per crescere.”

Ogni anno viviamo la quaresima, riflettiamo sull’essere messi alla prova: oso pensare che ogni prova ci radichi sempre di più in Dio. E forse la più grande tentazione è quella di fuggire la tentazione, di pensare di star bene così, di non avere grossi problemi, di essere soddisfatti di quello che si è, che si ha: sei sicuro? 2016 +Fra Giorgio

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