Il mondo che vorrei … Il messaggio universale di Papa Francesco

…contro l’indifferenza
«Cancelliamo l’io per il bene di tutti»

«Da dove possiamo ripartire? Io parto da una certezza. La pandemia è stata una crisi durata un anno e che continua ancora oggi. Ma da una crisi non se ne esce mai come prima, o se ne esce migliori o peggiori. Questo è il problema: come fare per uscirne migliori e non peggiori? Cosa ci aspetta in futuro? È una nostra decisione». Lo afferma Papa Francesco nell’intervista esclusiva al Tg5 andata in onda su Canale 5. «Se vogliamo uscirne migliori dovremo prendere una strada, se vogliamo riprendere le stesse cose di prima la strada sarà un’altra strada, e sarà negativa. E oltre alla pandemia ci sarà una sconfitta in più: quella di non esserne usciti migliori», spiega il Pontefice rispondendo al vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona. 

«Dobbiamo fare un’analisi molto forte delle situazioni brutte che oggi si vivono nel mondo – prosegue -. Pensate ai bambini senza scuola e che soffrono la fame. Ci sono le statistiche delle Nazioni Unite che sono spaventose. Pensate ai bambini che sono nati con la guerra, da dieci anni vivono in guerra e che non sanno cosa sia l’odore della pace. Pensiamo solo ai bambini in generale: le statistiche sono terribili». Secondo il Papa, «una domanda che tutti ci dovremmo fare è questa: cosa possiamo fare per poter far andare a scuola e per far avere da mangiare a tutti i bambini? Un altro problema riguarda le guerre perché c’è già la terza guerra mondiale, non coinvolge tutto il mondo ma esistono le guerre. E quindi dovremmo chiederci quale sia la strada per la pace. È un problema serio da prendere molto sul serio e se noi vogliamo uscire da questa situazione senza vedere queste cose allora l’uscita sarà peggiore». 

Un frame dell'intervista di Papa Francesco al TG5
Un frame dell’intervista di Papa Francesco al TG5

«Dobbiamo uscirne considerando le cose concrete, nessuna fantasia: cosa possiamo fare per cambiare questa situazione? Le statistiche dicono che togliendo un mese di spese di guerra potremmo dare da mangiare a tutta l’umanità per un anno. Dobbiamo prendere coscienza di questa drammaticità del mondo, non è tutto una festa – aggiunge Francesco -. Per uscire da questa crisi a testa alta e in modo migliore dobbiamo essere realisti. Ci vuole realismo». E ha ribadito più volte l’importanza di cancellare l’indifferenza e l’individualismo, la politica dell’io, «per il bene dell’umanità, all’insegna della fratellanza». www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/papa-francesco

Netto il messaggio alla classe dirigenziale: «Ha il diritto di avere punti di vista diversi e anche di avere la lotta politica. È un diritto: il diritto di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre» ha detto Papa Francesco. «In questo tempo non c’è il diritto di allontanarsi dall’unità – spiega -. Per esempio, la lotta politica è una cosa nobile, i partiti sono gli strumenti. Quello che vale è l’intenzione di fare crescere il Paese. Ma se i politici sottolineano più l’interesse personale all’interesse comune, rovinano le cose».

Nel colloquio con il giornalista Fabio Marchese Ragona, avvenuto nella residenza Santa Marta in Vaticano, il Pontefice ha affrontato vari temi, tra …

Il mondo che vorrei … Il messaggio universale di Papa Francesco

One thought on “Il mondo che vorrei … Il messaggio universale di Papa Francesco

  1. Ha ragione il papa, ma da quello stesso realismo a me viene da chiedere: accadrà mai? Il mondo occidentale sfrutta da sempre le terre più povere, commercia le armi con quegli stati, e sono cambiati governi che non hanno mai cambiato atteggiamenti. Al tempo stesso mi domando fino a che punto si possa dire che un partito “ha il diritto di imporre la propria politica”. È un tema delicato, pensiamo ai partiti più estremisti, alle azioni che limitano le libertà, o anche solo alle azioni che due estati fa impedirono ai migranti di sbarcare dopo essere stati soccorsi. È un diritto poterlo fare? Sì, sulla carta. Ma se vogliamo costruire un mondo migliore forse non si dovrebbe parlare in termini assoluti. Scusa lo sproloquio 🙂

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