A uno a uno

Pasqua Duemila21

Pasqua voce del verbo ebraico passare “pésah”

donluciano.locatelli

A uno a uno… già, se li va a ripigliare a uno a uno.

Pietro, quello che “Io con te fino alla fine!”, e poi arriva non la polizia locale, non chissà quale potere forte, ma la stridula voce della domestica di casa X, quella che vive sempre, in ogni tempo, in ogni luogo, quella che è la fonte primaria dei “Si dice”, dei “Hai sentito? Hai visto quello? Ha saputo di quella?” che vive nei rioni di ogni tempo e di ogni luogo, ebbene, proprio lei urla “Ragassi, c’è anche questo col Nazareno!”. E Pietro che deve rifare i conti con tutte le sue paure, le spregiudicate e frettolose certezze, le ambiguità del suo credere… anche lui il Crocifisso Risorto va a cercare, per togliere il sale delle lacrime amare che ancora rigano il suo volto.

Quelli che se ne stanno rintanati, prigionieri di paure che demoliscono le loro immagini di uomini forti e pronti a tutto, salvo poi scappare quando le cose si mettono male e la paura di lasciarci le penne diventa l’unica consigliera ascoltata. Chiusi, con le porte sprangate, attenti ad ogni minimo rumore, chiusi nelle loro angosce e terrori, anche loro va a ripigliare, a uno a uno, sfidando porte/cuori chiusi, paure che nemmeno quella sulla barca in mezzo alla tempesta…

Va a ripigliare anche Cleofa e quell’altro, che stanno tornando sui loro passi, pieni di quella livorosa delusione perché loro, pensate un po’, LORO si sentono traditi. Non hanno tradito il Maestro, è Lui che ha tradito loro. Ha acceso il fuoco dentro, si sono lasciati attirare e poi alla fine li ha delusi: era come tutti gli altri ed è morto come, anzi, peggio di un infame. Anche questi va a ripigliare, a uno a uno, con pazienza, con la pazienza di chi ha offerto in dono la vita. E il bello è che li rincorre per dire loro che il suo dono è ancora valido, non è venuto per riprenderselo a causa dei loro tradimenti.

C’è qualcuno che non va a ripigliare? Oh, sì, le sue sorelle, le donne. Sono loro che alla fine manifestano la forza che ha sbriciolato la pietra e aperto la tomba: l’amore è più forte della morte ed esse ci tornano, tornano lì dove tutto sembrava essere finito. Le donne sono le uniche a preoccuparsi ancora di Lui: la paura non le ferma, anzi, sono proprio loro che daranno una lezione di “catechismo” a quelli là. A queste donne il Crocifisso Risorto consegna il messaggio: andate a dire a quelli là che tornino dove tutto è cominciato. Là faremo i conti.

Già, ci viene a ripigliare a uno a uno anche noi oggi e ci dice: ora, in questa luce nuova rileggi il tutto e dai un nuovo senso a quanto hai vissuto e scelto. La luce della Risurrezione ci rimanda ancora una volta alla prima luce che esplose quando il Creatore parlò per la prima volta. Siamo narratori di vita: con il Crocifisso Risorto ora comprendiamo che il senso della nostra esistenza è continuare quella sinfonia di vita iniziata con la creazione e realizzare la nostra somiglianza guardando al Risorto.

Ci ripiglia a uno a uno… e allora, di cuore, Buona Pasqua.

www.facebook.com/donluciano.locatelli

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