Domenica 25 Aprile 2021 #amo la tua parola

#ParoladiDio
Gv 10, 11 – 18 #riflessionivangelo #BuonPastore #guide

Il buon pastore da la vita per le pecore…

Poco prima del lockdown, durante una visita il medico mi disse: “Fabrizio per vivere meglio devi nutrirti meglio, devi sforzarti ed impegnarti per il tuo bene”. E mi misi a dieta.
Con gli eventi tragici della pandemia abbiamo avuto tutti tempo per interrogarci, pensare, cambiare.
Il “mio bene”, qual’é “il mio” bene ho pensato. “Fabrizio devi nutrirti meglio” , le parole del dottore riecheggiavano nelle mie orecchie e molte domande sono sorte in me.
Queste domande non riguardavano il mio corpo ma bensì la dieta per la mia anima: sto mangiando generosità, bellezza, profondità, tenerezza?
O mangio avvelenato? Mi sto nutrendo di egoismi, intolleranze, miopie dello spirito, insensatezza del vivere, superficialità, paure?
I social, i media, le persone ai balconi, tutti esprimevano timori e paure e si affidavano alla speranza.

Siamo stati tutti piacevolmente sorpresi da quanta generosità, bellezza, profondità e tenerezza siamo stati in grado di donare e di ricevere.
Dovremmo ricordarcelo più spesso, dovremmo fare tesoro delle esperienze passate.
Se accogliamo pensieri dai bassifondi del vivere, questi ci fanno come loro; se invece accogliamo pensieri di vangelo e di bellezza, essi ci fanno uomini e donne della bellezza. La bellezza ci fa sentire che c’è “un di più” dentro le cose, è fessura aperta sul di più, sull’oltre, sul mistero, sull’infinito. Il bello è uno strumento per la manutenzione del cuore. Un’ altro strumento per fare manutenzione al cuore è la tenerezza, in essa trovo il senso profondo dell’ amore, quello del divino, quello di colui che stringe tra le braccia il fratello e lo fa nel silenzio, è l’ amore della madre per il figlio, lo sguardo e le parole che si scambiano gli innamorati. Di certo bellezza e tenerezza portano gioia nel cuore e cosa ci può essere di meglio per campare? Nutriamo la vita con la bellezza e la tenerezza e tutti i nostri sensi ne avranno beneficio, avremo gli occhi degli innamorati, sapremo ascoltare, toccare con mani nuove, assaporare una vita piena che avrà il profumo di pane appena sfornato.

Abbiamo già tutto racchiuso in noi per riuscire in questo, non dobbiamo dannarci a cercare chissà cosa, tutto ci è stato rivelato da Gesù, dobbiamo solo fidarci ed affidarci a Lui.

Buona serata🤗❤😘
Fratello Abbraccio

Domenica 25 aprile: commento al vangelo di Luigi Verdi

Fraternità di Romena
Gv 10,11-18 • Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. – Quanto vorrei essere come Gesù, un buon pastore e non un mercenario; stare nel mondo non per dominarlo, ma per viverci, senza imporre una verità, ma ricercarla insieme a tutti coloro che ti camminano accanto. Quanto vorrei continuare a toccare l’invisibile, commuovermi e stupirmi ogni volta di quello che vedo; aver cura che nessuno cammini senza luce nella notte e senza ombra di giorno sotto il sole. Quanto vorrei non perdere l’intensità che provavano i discepoli in questo tempo di Pasqua, la leggerezza di quelle corse col fiato in gola, alle prime luci dell’alba, quei sussurri di parole, quei brividi sulla pelle, quel continuo ricominciare. (Luigi Verdi)

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