“Il poeta è un fingitore”AUTOPSICOGRAFIA

FERNANDO PESSOA

AUTOPSICOGRAFIA

Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.
E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.
E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore. (1° aprile 1932)

” Una sola moltitudine”, Adelphi, trad. A. Tabucchi

O poeta é un fingidor.
Finge tão completamente
Que chega a fingir que é dor
A dor que deveras sente.
E os que lêem o que escreve,
Na dor lida sentem bem,
Não as duas que ele teve,
Mas só a que eles não têm.
E assim nas calhas de roda
Gira, a entreter a razão,
Esse comboio de corda
Que se chama coração.

alessandria.today/2021/04/29/fernando-pessoa

Vedi anche:

tuttoilmondoateatro.wordpress.com

2 thoughts on ““Il poeta è un fingitore”AUTOPSICOGRAFIA

  1. Vi lascio con alcuni frammenti lirici di Pessoa , tratti dalla raccolta “Il Poeta è un fingitore” edita da Feltrinelli, che ritengo sia di rara bellezza e intensità:

    “Essere poeta non è una mia ambizione.
    E’ la mia maniera di stare solo.

    Mi sono moltiplicato per sentirmi
    per sentirmi ho dovuto sentire tutto,
    sono straripato , non ho fatto altro che traboccarmi…

    Sentire tutto in tutte le maniere,
    vivere tutto da tutte le parti ,
    essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo….

    Ho creato in me varie personalità.
    Creo costantemente personalità.
    Ogni mio sogno , appena lo comincio a sognare , è incarnato in un’altra persona che inizia a sognarlo , e non sono io.
    Per creare, mi sono distrutto ; mi sono così esteriorizzato dentro di me che dentro di me non esisto se non esteriormente.
    Sono la scena viva sulla quale passano svariati attori che recitano svariati drammi.

    Viaggiare? Per viaggiare basta esistere .
    Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione , nel treno del mio corpo , o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze , sui gesti e sui volti , sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi.

    La realtà,
    sempre di più o di meno
    di quello che vogliamo.

    Il mondo esterno esiste come un attore su di un palco:sta lì ma è un’altra cosa.

    Oh notte dove le stelle mentiscono luce, notte unica cosa della dimensione dell’Universo , fammi diventare , corpo e anima, parte del tuo corpo , fa che io mi perda nel fatto di essere mera tenebra e diventi notte anche io , senza sogni che siano stelle in me nè sole aspettato che risplenda dal futuro.

    Siediti al sole,
    abdica,
    e sii re di te stesso…”
    tuttoilmondoateatro.wordpress.com/

    "Mi piace"

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