L’uomo dei sogni

L’uomo dei sogni (booktrailer)

Voi che rimanete, amate la vita, custoditela,
rendetela preziosa nel nome del Signore.
Verranno tempi bui in cui i valori di questa vita saranno calpestati,
ma ci sarete voi per il mondo, e la luce dell’uomo
potrà sempre brillare…

san Francesco da “L’uomo dei sogni

Luca Mauceri. Per chi lo segue a teatro è un attore che sa anche comporre e suonare. Per chi predilige i suoi concerti è un musicista con il dono della recitazione. Luca Mauceri è l’uno e l’altro, e ancora di più: un artista capace di imboccare tutte le strade che lo portino a trasmettere la sua passione per la vita.
Nato nel 1975 a Frosinone, ha studiato e vissuto a Roma prima di trasferirsi a Bologna, dove attualmente vive. Da molti anni percorre un personale sentiero di ricerca attraverso musica e teatro. Ha recitato da protagonista in numerosi spettacoli, ha partecipato a festival internazionali prestigiosi, è stato l’attore di punta del teatro di Guido Ceronetti, lavora stabilmente con il regista siciliano Vincenzo Pirrotta, ha pubblicato nove album tra musiche originali e colonne sonore.
“L’uomo dei sogni” è la prima opera di drammaturgia che ha scritto e interpretato.

giro blogando nel Web...

Luomo dei sogni cop31 Convegno Luglio 2018Per chi lo segue a teatro è un attore che sa anche comporre e suonare. Per chi predilige i suoi concerti è un musicista che può anche recitare. Ma ora Luca Mauceri è anche scrittore. E’ infatti uscito per le Edizioni Romena, il suo primo libro L’uomo dei sogni”. Il libro contiene il testo teatrale del suo ultimo, apprezzatissimo spettacolo, dedicato a san Francesco. Ma Luca introduce questo testo con un altro monologo in cui si racconta; racconta di sé e del tempo che viviamo; racconta Francesco, visto con lo sguardo puntato sul presente. 

Il libro è già disponibile presso la libreria di Romena e online. Questo book trailer, su musiche originali di Luca Mauceri, lo anticipa…

Guarda il book trailer  

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«Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato»

Luca Mauceri a Romena

Il #Vangelo di oggi:

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». […]

Commento di fra Ermes

«Esulterà, si rallegrerà, griderà di gioia per te, come nei giorni di festa». Sofonia racconta un Dio che esulta, che salta di gioia, che grida: «Griderà di gioia per te», un Dio che non lancia avvertimenti, oracoli di lamento o di rimprovero, come troppo spesso si è predicato nelle chiese; che non concede grazia e perdono, ma fa di più: sconfina in un grido e una danza di gioia. E mi cattura dentro. E grida a me: tu mi fai felice! Tu uomo, tu donna, sei la mia festa.

Mai nella Bibbia Dio aveva gridato. Aveva parlato, sussurrato, tuonato, aveva la voce interiore dei sogni; solo qui, solo per amore, Dio grida. Non per minacciare, ma per amare di più. Il profeta intona il canto dell’amore felice, amore danzante che solo rende nuova la vita: «Ti rinnoverà con il suo amore».

Il Signore ha messo la sua gioia nelle mie, nelle nostre mani. Impensato, inaudito: nessuno prima del piccolo profeta Sofonia aveva intuito la danza dei cieli, aveva messo in bocca a Dio parole così audaci: tu sei la mia gioia.

Proprio io? Io che pensavo di essere una palla al piede per il Regno di Dio, un freno, una preoccupazione. Invece il Signore mi lancia l’invito a un intreccio gioioso di passi e di parole come vita nuova. Il profeta disegna il volto di un Dio felice, Gesù ne racconterà il contagio di gioia (perché la mia gioia sia in voi, Giovanni 15,11).

Il Battista invece è chiamato a risposte che sanno di mani e di fatica: «E noi che cosa dobbiamo fare?». Il profeta che non possiede nemmeno una veste degna di questo nome, risponde: «Chi ha due vestiti ne dia uno a chi non ce l’ha». Colui che si nutre del nulla che offre il deserto, cavallette e miele selvatico, risponde: «Chi ha da mangiare ne dia a chi non ne ha». E appare il verbo che fonda il mondo nuovo, il verbo ricostruttore di futuro, il verbo dare: chi ha, dia!

Nel Vangelo sempre il verbo amare si traduce con il verbo dare. La conversione inizia concretamente con il dare. Ci è stato insegnato che la sicurezza consiste nell’accumulo, che felicità è comprare un’altra tunica oltre alle due, alle molte che già possediamo, Giovanni invece getta nel meccanismo del nostro mondo, per incepparlo, questo verbo forte: date, donate. È la legge della vita: per stare bene l’uomo deve dare.

Vengono pubblicani e soldati: e noi che cosa faremo? Semplicemente la giustizia: non prendete, non estorcete, non fate violenza, siate giusti. Restiamo umani, e riprendiamo a tessere il mondo del pane condiviso, della tunica data, di una storia che germogli giustizia. Restiamo profeti, per quanto piccoli, e riprendiamo a raccontare di un Dio che danza attorno ad ogni creatura, dicendo: tu mi fai felice.

(Letture: Sofonia 3,14-18; Isaia 12; Filippesi 4,4-7; Luca 3,10-18)

www.romena.it

A Sua immagine… Il coraggio dei gesti con don Gigi

Abbiamo bisogno di parole che siano incarnate, abbiamo bisogno di parole che siano come pane spezzato in mezzo alla vita

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

Con don Luigi Verdi

Abbiamo bisogno di parole che siano incarnate, abbiamo bisogno di parole che siano come pane spezzato in mezzo alla vita…

don Gigi

il giornalista Domenico Iannacone

il commento ai Vangeli di don Luigi Verdi

Sabato 15 dicembre alle 16:15 (in replica domenica alle ore 6:20) don Luigi sarà su Rai Uno per condurre il secondo appuntamento de “Le ragioni della speranza”, il consueto programma di commento al Vangelo della domenica inserito nella trasmissione “A sua immagine”. Don Luigi intervisterà il giornalista Domenico Iannacone, conduttore della trasmissione di Rai 3 “I 10 comandamenti”, già ospite a Romena in occasione del convegno “Innamorarsi della realtà”. La conduzione di don Luigi durerà per tutto il periodo natalizio: un periodo speciale, di ‘rinascita’ interiore, che quest’anno potrà essere vissuto, per il pubblico televisivo, con l’accompagnamento di riflessioni e pensieri nello stile di Romena.

www.romena.it

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Quasi

Oscar Farinetti: «Ora sono quasi

In Avrai una luce, scrive:

Ti auguro rimorsi, vogliono dire che avevi sbagliato e lo hai capito. Ti auguro rimpianti, perché ti aiutano a far cose buone che avevi dimenticato. Ti auguro paure…

www.corriere.it

Avrai una luce

“Vi auguro rimorsi perché vogliono dire che avete sbagliato e lo avete capito.
Vi auguro rimpianti perché vogliono dire che vi siete dimenticati di fare delle cose buone e lo avete riconosciuto.
Vi auguro paure perché dalla paura nascerà il vostro entusiasmo.
Vi auguro speranze perché dalle speranze nascerà il vostro coraggio.
Vi auguro leggerezza perché la leggerezza saprà tenere insieme il vostro passato di rimorsi, di rimpianti con il vostro futuro di paure e di speranze.
Vi auguro questi sentimenti perché se riuscirete ad accoglierli nel vostro cuore avrete una luce che gli altri sapranno riconoscere”.

 

Ti auguro rimorsi, vogliono dirti
che avevi sbagliato.

Ti auguro rimpianti, perchè ti aiutano
a far cose buone che avevi dimenticato.

Ti auguro paure, perché proprio
da queste nascerà il tuo coraggio.

Ti auguro speranze, saranno la fonte
essenziale del tuo entusiasmo.

Infine ti auguro leggerezza, saprà tenere
insieme il tuo passato di rimorsi e rimpianti
con il tuo futuro di paure e speranze.

Ti auguro questi sentimenti perché
se riuscirai ad accoglierli nel tuo cuore
avrai una luce, gli altri la vedranno
e correranno ad abbracciarti

Oscar Farinetti

m.facebook.com/FateVeloci

Sperare significa credere che qualcuno ci ama

significa mettersi in cammino verso un altrove

significa anche osare di vivere in altro modo…

Credere nell’umanità non significa credere

che tutti siano buoni

ma credere che è possibile vivere insieme

e resistere al male scegliendo il bene:

non lasciamo alla cattiveria l’ultima parola!

Enzo Bianchi

twitter.com/enzobianchi7

 

Sviluppare la dimensione interiore.

Non si è mai stanchi di questo tipo di preghiera perchè non si è mai stanchi di accogliere quell’onda e lasciarsi andare per giungere a Te. E il respiro dell’anima si amplia. Si guarisce pregando, tutto si trasforma e vive.

Franco Palmieri

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

PREGARE

“Dio non fa le cose della creazione, nè modifica le situazioni storiche, ma offre alle creature di operare. Non fa le cose al nostro posto ma ci offre di farle. La preghiera vale ancora, è importante, solo che dobbiamo capire che pregando non è che diciamo a Dio di fare qualcosa di diverso da quello che fa. Pregando, siamo noi che cambiamo, siamo noi che diventiamo capaci di accogliere quell’energia che ci avvolge e che ci attraversa e diventiamo capaci di aiutare le persone, di guarire, di camminare insieme attraversando anche le situazioni di sofferenza. È proprio un cambiamento profondo dell’interiorità della persona. Pregare è sviluppare la dimensione interiore”. (Carlo Molari)

Non si è mai stanchi di questo tipo di preghiera perchè non si è mai stanchi di accogliere quell’onda e lasciarsi andare per giungere a Te. E il respiro dell’anima si amplia. Si guarisce pregando, tutto si trasforma…

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Santa Lucia non ti dimenticare che tante cose devi portare…

le poesie per Santa Lucia

Santa Lucia bella,
dei bimbi sei la stella,
per il mondo vai e vai
e non ti stanchi mai.
Porti regali e doni
a tutti i bimbi buoni,
col tuo cestin dorato
e l’asinello alato.
Viva Santa Lucia,
viva Santa Lucia,
viva Santa Lucia
con il suo asinel
pereppeppè!!!
Santa Lucia bella
dei bimbi sei la stella,
tu vieni a tarda sera
quando l’aria si fa nera.
Tu vieni con l’asinello
al suon del campanello,
e le stelline d’oro
che cantano tutte in coro:
«Bimbi, ora la Santa é qui
ditele così:
cara Santa Lucia
non smarrir la via
trova la mia porticina
quella é la mia casina!»
E giù tanti doni.

* * * * *

Zitti, zitti fate piano
vien la Santa da lontano,
porta a tutti dolci e doni
soprattutto ai bimbi buoni.
Ma se un bimbo é cattivello,
oltre tutto un po’ monello,
nulla trova nel tinello.
Quindi bimbi birichini
diventate un po’ bravini,
e i cuoricini tutti spenti
con la Santa si fan contenti.
Grazie, grazie Santa Lucia,
il tuo incanto mi porti via.

* * * * *

Lungo é l’elenco
che vogliamo fare,
ma scegli tu cosa portare:
per il nonno un caldo cappello,
un rospo in tasca a mio fratello,
una fidanzata per il mio cane,
ai passerotti tanto pane;
chicchi di riso per la minestra,
un po’ di pazienza per la maestra,
una nuova scopa per la Befana,
un giorno in più alla settimana;
una sciarpa al pupazzo di neve,
per i miei amici una storia breve.
Fino ad ora abbiamo scherzato
e con le parole abbiamo giocato.
Tu però non dimenticare,
due cose che devi portare:
un sorriso per chi non ce l’ha
e per tutti tanta bontà.

* * * * *

Santa Lucia,
perché scappi via?
Vogliamo vederti,
vogliamo toccarti,
dei nostri bei giochi
vogliam ringraziarti.
Dal cielo stellato
con l’asinello fatato,
scendi leggera
quando è già sera,
a colorare i sogni
dei bambini più buoni.
Io te lo prometto,
sarò dentro il letto.
Su, vieni ti prego,
felice ti aspetto.

Cinque canzoni e quattro poesie
Ora che arriva Santa Lucia

giro blogando nel Web...

Questa notte Santa Lucia partirà dalla sua dimora iperborea per venire a visitare le nostre case e per portare la luce nella notte più lunga dell’anno. Come di tradizione, questa sera sarà preceduta dalla sua controparte in carne e ossa, una ragazza vestita di bianco dalla testa ai piedi e con il volto velato, che passerà per le strade dei paesi della provincia bergamasca per donare caramelle e dolciumi ai bambini. Nell’attesa, abbiamo scelto qualche canzone e poesia per accompagnarci nel corso della giornata. C’è la canzone con cui i nostri cugini svedesi celebrano la santa – a cui sono devotissimi, e si capisce: il loro inverno è ben più rigido e buio del nostro – e ci sono quelle più tradizionali, interpretate da Pavarotti, Giorgia e Bocelli. Le poesie, che poi si possono benissimo chiamare filastrocche, sono quelle semplici a rima baciata che una volta si mandavano a memoria…

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“PASSAGGI DI ACQUA E DI FUOCO” 

Lc 3,10-18 videoconferenza vangelo domenicale

MARTEDÌ 11 DICEMBRE alle ORE 21 VIDEOCONFERENZA in DIRETTA STREAMING sul tema “PASSAGGI DI ACQUA E DI FUOCO” (Lc 3,10-18).  C’è un battesimo di acqua che distacca dalle cose e permette di praticare la giustizia, e un battesimo di fuoco che purifica e trasforma. A cura della Parrocchia dell’Invisibile.

http://www.terradelsanto.it/

 

Il brano musicale consigliato è “Salve sono la giustizia” dei Nomadi. A cura di Sauro Secci. 

In foto: particolare del graffito antico con il saluto dell’angelo “K(aire) Maria” (gioisci Maria) ritrovato a Nazareth.