“Non andartene, docile, in quella notte buona” (“Do not go gentle into that good night”)

https://youtu.be/sPAodJr6a00

Quelli Che Restano🌹

Una canzone, una poesia e tanti brividi 🎶
“siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo le vite che sfrecciano” 🎶🎶🎶

#buonanotteromena con le parole di Gianmaria Testa

La Bellezza esiste

Nel becco giallo-arancio di un merlo

in un fiore qualunque

nell’orizzonte perduto e lontano del mare

la bellezza esiste.

E’ un mistero svelato

un segreto evidente

la vita.

La bellezza esiste

e non ha paura di niente

neanche di noi

la gente

grazie Gianmaria

https://youtu.be/JC7W4KrKWAw

Ritals Gianmaria Testa

giro blogando nel Web...

www.ilpost.it/2014/11/10/interstellar

Qual è la poesia che Michael Caine continua a ripetere?

È “Non andartene, docile, in quella notte buona” (“Do not go gentle into that good night”) di Dylan Thomas. È una villanelle che fu pubblicata per la prima volta nel 1951, due anni prima della morte di Thomas, ed è stata usata in numerosi film e serie tv. dal cinema grattandosi la testa (molti spoiler, avvisati)

www.ilpost.it

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Interstellar

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Sebastien

Ciao Seba…

Due anni.

Chiudo gli occhi e sei ancora qui, ti vedo arrivare a far la comunione e sorridi, anzi, ridi proprio, costringendomi a fare altrettanto e così anche tutti gli altri insieme a un pezzo di pane ricevono un sorriso.

Quante volte mi hai fatto ridere con le tue battute a volte cretine, a volte sagge. Era la tua vocazione e credo tu l’abbia portata a compimento, sia proprio riuscito a far fruttare il dono che la vita ti ha concesso: strappare un sorriso a tutti, ad ognuno. Nessuno è riuscito a resisterti.

Chissà in paradiso che fai……………………………..

E un’altra ora è passata dietro te e tutto ciò che ho di te: parole immagini filmati…

di tutto di più. Nessuna lacrima, solo sorrisi, come piace a te.

Era un bel po’ che non ti pigliavo e facevo un giro in tua compagnia, fin dentro di te, a cercare qualcosa di nuovo, a cercare la tua bellezza unica, amico mio.

Amico mio. Scrivendo queste parole sento muoversi qualcosa dentro, come una presenza d’amore mancante. Sembra contraddirsi questa ultima espressione, ma me la concedo, oggi si.

Già, mi manchi amico mio…

Lascio alle tue parole di venirmi incontro e consolarmi.

Le Ali della libertà.

Non esistono sbarre abbastanza strette

Che trattengono il volo leggero delle farfalle.

L’Amore scioglie tutto, fino all’acciaio

della prigione creata dal nostro io.

L’Amore crea spazi nuovi, diversi,

Ai quali basta dare un semplice sì!

Con tempi nostri, le percorreremo tutti,

Lasciando dietro di noi i momenti brutti.

Con occhi teneri, guardiamo le nostre debolezze

e proseguiamo sul cammino con esse.

L’unità ritrovata ci fa progredire

Verso la Luce e la Quiete.

Fra Giorgio

🍀 Ciao Seba 🌻 🌹

Ti saluto con la 🎼👍🏻🎵musica e le parole di Giannaria🎼

Lasciami andare

Un venticello leggero ogni tanto si risveglia, si anima, e smuove le foglie dei miei alberi, getta per terra due fogli di carta. Poi torna tranquillo, a solleticare leggermente ciò che incontra, quasi muto.

Il sole è un incanto: te ne staresti lì a farti coccolare, lasciando che ti scaldi fino al cuore.

Il mio Seba abita il vento e il sole, è birichino come il vento e raggiante come il sole.

Non so se dire era o è: basta guardare una foto e mi sembra vivo, mi pare che il suo sorriso, la sua voce, le sue battute mi facciano ancora compagnia…e il vento monello ributta a terra i fogli…quasi a darmi la risposta, l’unica risposta: se senti in te la presenza di qualcuno, vive!

Rimetto a posto i fogli, ma non li voglio fermare con un peso, lascio che la vita faccia il suo.

Ogni tanto non resisto: vado alla finestra e mi faccio baciare dal sole. Me ne sto lì, qualche minuto, a guardare la vita che vive, la mosca che si pulisce le zampe e il muso, annuso il mazzo di lavanda che ho appoggiato sul davanzale, guardo le varie tonalità di verde della terra e di azzurro del cielo, fiuto i profumi della cucina che salgono, poi lo sguardo fissa un punto e si svuota, non vedo più nulla, sembra che guardi fuori ma vedi dentro, senti dentro te muoversi qualcosa come fosse sbattuto dal vento.

Quando gli occhi si risvegliano non sai quanto tempo sia trascorso, ma non te ne importa. Sai solo che i ricordi ti abitano ancora così bene da sembrare vivi. Sai solo che chi ha fatto un pezzo di strada con te tenendoti la mano, non te la lascerà mai.

Un grazie fiorisce dal cuore per tutti gli amici che mi hanno accarezzato. Che altro può servire?

Fra Giorgio

Juan Arias Martinez El Dios en quien no creo -Il mio Dio

https://youtu.be/xA8YkCYki5Y
La sera dei miracoli – Lucio Dalla

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

Juan Arias, scrittore e giornalista spagnolo che ha collaborato anche con la Rai e con varie testate giornalistiche italiane, ha scritto il seguente testo, che proponiamo come meditazione, particolarmente adatta …

… nel periodo quaresimale.

Arias ci invita a riflettere, con un testo un po’ provocatorio, sulla “fragilità” di Dio e sul suo amore per l’umanità. A qualcuno inizialmente potrebbe sembrare un testo un po’ “strano”, poco “ortodosso”, ma cerchiamo di cogliere gli spunti di riflessione e di meditazione che ci offre.

il-mio-dio-e-fragile

Il mio Dio non è un Dio duro, impenetrabile,
insensibile, stoico, impassibile.
Il mio Dio è fragile.
E’ della mia razza.
E io della sua.
Lui è uomo e io quasi Dio.
Perché io potessi assaporare la divinità
Lui amò il mio fango.
L’amore ha reso fragile il mio Dio.
Il mio Dio ebbe fame e sonno e si riposò.
Il mio Dio fu sensibile.
Il mio…

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Spennare l’oca

L’arte della tassazione consiste nello spennare l’oca in modo da ottenere il maggior numero possibile di piume col minor numero possibile di strilli.

Jean-Baptiste Colbert

L’argomento di oggi

SPENNARE L’OCA

     La riflessione di oggi

Gianfranco Ravasi

Sprezzante e arrogante per temperamento, così illustrava la politica fiscale Jean-Baptiste Colbert (1619-83), a capo dell’amministrazione statale col Re Sole, Luigi XlV. È ovvio che l’imposizione delle tasse sia un’operazione irritante sia per i politici sia per i cittadini, anche se per ragioni diverse. Vorremmo, però, con senso civico, fare due considerazioni. Bisogna essere severi contro i furbi – gli italiani in questo senso sono purtroppo maestri -, cultori dell’evasione e dell’elusione fiscale. È necessario ricordare che si tratta di un atto immorale oltre che asociale. Non dimentichiamo che Cristo non solo paga la tassa al tempio (Matteo 17,24-27), ma formula anche quel famoso principio del «dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio» (Matteo 22,21). E tra i suoi discepoli sceglie pure un funzionario delle imposte, Levi-Matteo.

Inoltre bisognerebbe leggere e meditare il paragrafo della Lettera ai Romani (13,1-7) in cui Paolo insiste sulla questione fiscale come dovere morale del cristiano. Eppure si trattava dell’erario imperiale di Nerone. «Per questo dovete pagare i tributi: coloro che si dedicano a questo ufficio sono funzionari di Dio. Rendete, dunque, a ciascuno il dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse, le tasse». Detto questo con fermezza, si devono però subito condannare quei gestori della cosa pubblica che sprecano risorse, se le accaparrano, le gestiscono in modo inetto, si lasciano corrompere, creando un altro malcostume italiano (anche se non esclusivo). È, dunque, necessario il ritorno a un’etica politica e sociale, oltre che alla consapevolezza del cristiano che l’evasione fiscale è un peccato e non un’astuzia.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

Da: www.ekklesiaweb.net

Sorridi di questa umanità che di aggroviglia su se stessa. Cedi la strada agli alberi.

Van Gogh

Pensa che si muore

e che prima di morire tutti hanno diritto

a un attimo di bene.

Ascolta con clemenza.

Guarda con ammirazione le volpi,

le poiane, il vento, il grano.

Impara a chinarti su un mendicante,

coltiva il tuo rigore e lotta

fino a rimanere senza fiato.

Non limitarti a galleggiare,

scendi verso il fondo

anche a rischio di annegare.

Sorridi di questa umanità

che si aggroviglia su se stessa.

Cedi la strada agli alberi.

Franco Arminio

LeggiAmo

Tutti i pensieri intelligenti sono già stati pensati; occorre solo di tentare di ripensarli 🌞J. W. Goethe

réclame ‹reklàam›

Cedi la strada agli alberi.

Poesia d’amore e di terra.

Abbiamo bisogno di contadini,

di poeti, gente che sa fare il pane,

che ama gli alberi e riconosce il vento.

Più che l’anno della crescita,

ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.

Attenzione a chi cade, al sole che nasce

e che muore, ai ragazzi che crescono,

attenzione anche a un semplice lampione,

a un muro scrostato.

Oggi essere rivoluzionari significa togliere

più che aggiungere, rallentare più che accelerare,

significa dare valore al silenzio, alla luce,

alla fragilità, alla dolcezza.”

Franco Arminio

ALBERI

Da >>> alberi-piu-belli-del-mondo

www.romena.it

La Bellezza esiste Nel becco giallo-arancio di un merlo in un fiore qualunque nell’orizzonte perduto e lontano del mare…

La vita ci chiede spazio come l’aria, di scorrere come l’acqua, di togliere la pula come fa il fuoco, di rinnovarci come la terra, un lasciar venire e passare continuamente in noi la vitalità.

Quando ci sentiamo soffocare dal troppo, usiamo le poche forze che abbiamo per riequilibrarci, ma il problema non è tanto trovare un minimo di stabilità per vivere, perché l’equilibrio è gelido e divenire padroni di sè è poca cosa.

Potare è difficile perché abbiamo acquisito tante abitudini, sentiamo la necessità di andare oltre ma la nostra natura resiste, non vuol cambiare la forma acquisita.

Il nuovo nasce dallo spezzare, potare le cose e i gesti, lo spazio, il tempo e le parole, perché la nostra vita non ce la fa a rigenerarsi e non matura se non accetta la potatura che permette al nuovo di venire fuori.

(Luigi Verdi)

#buonanotteromena con le parole di Gianmaria Testa

La Bellezza esiste

Nel becco giallo-arancio di un merlo

in un fiore qualunque

nell’orizzonte perduto e lontano del mare

la bellezza esiste.

E’ un mistero svelato

un segreto evidente

la vita.

La bellezza esiste

e non ha paura di niente

neanche di noi

la gente

Gianmaria Testa legge LA BELLEZZA ESISTE, luglio 2015 – Scuola Holden

grazie Gianmaria

Come le onde del mare

Ma certe nostre sere hanno un colore

Che non sapresti dire

Sospese fra l’azzurro e l’amaranto

E vibrano di un ritmo lento, lento

E noi che le stiamo ad aspettare

Noi le sappiamo prigioniere

Come le onde del mare

Come le stelle del mare

Si muovono e c’incantano le ore

Di certe nostre sere

E sanno di partenza e di tramonto

E di sorvolare lento, lento

Ma noi che le sappiamo prigioniere

Non le possiamo liberare

Come le onde dal mare

Come le stelle dal mare

il Gesù dell’icona di Romena:

Ha gli occhi chiusi perché non é un Dio giudicante. Non guarda chi sei e da dove vieni. Non ha bisogno di occhi per vedere e non vuol neppure metterti in soggezione. Per lo stesso motivo non ha neppure la bocca. Sulle orecchie però i capelli rigonfiano, segno che le orecchie sono ben sporgenti perché vuol ascoltare bene quello che gli vuoi dire.

www.romena.it

‘O Ssaje Comme fa ‘o core

Queste preziose parole sono di Etty Hillesum:

“Essere fedeli a tutto ciò che si è cominciato spontaneamente, a volte fin troppo spontaneamente.

Essere fedeli a ogni sentimento, a ogni pensiero che ha cominciato a germogliare.

Essere fedeli nel senso più largo del termine,

fedeli a se stessi, a Dio, ai propri momenti migliori.

E dovunque si è, esserci “al cento per cento”.

‘O Ssaje comme fa ‘o core

Tu stive ‘nzieme a n’ato je te guardaje

primma ‘e da’ ‘o tiempo all’uocchie pe’ s’annammura’

già s’era fatt’ annanze ‘o core.

A me, a me

‘o ssaje comme fa ‘o core

a me, a me

quann’ s’è annamurato.

Tu stive ‘nzieme a me je te guardavo

comm’è succiesso, ammore ca è fernuto

ma je nun m’arrenn’ ce voglio pruva’.

Je no, je no

‘o ssaje comme fa ‘o core

je no, je no

quann s’è sbagliato.

quann s’è sbagliato.

ma je nun m’arrenn’ ce voglio pruva’.

Je no, je no

‘o ssaje comme fa ‘o core

je no, je no

quann s’è sbagliato.

quann s’è sbagliato.

Pino Daniele

“Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perchè l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti”.

Charlie Chaplin