Nuovo…

🌈🙏🏻🌿Gianmaria Testa 💌

Fraternità di Romena

Romena in diretta “Un nuovo giorno”: Lidia Maggi
Sarà Lidia Maggi la protagonista della quarta serata di “Romena in diretta”, in programma venerdì 26 marzo, alle ore 21, sul canale Youtube di Romena. Teologa, pastora della chiesa battista, Lidia tiene sempre insieme con grande profondità e semplicità la Bibbia e i temi del vivere. L’abbiamo invitata a questa serata, nell’ambito del percorso “Un nuovo giorno”, per aiutarci a trovare fessure di luce in questa fase così incerta e difficile: sicuramente ci proporrà un approccio inedito e stimolante. Lidia Maggi è una grande amica di Romena: i suoi interventi a Romena, i suoi corsi, sono sempre stati fortemente stimolanti. Lidia ha un approccio sempre tanto coinvolgente e contenuti bellissimi.

Adesso è forse il tempo della cura. Dell’aver cura di noi, di dire noi…

Adesso di Mariangela Gualtieri

Adesso è forse il tempo della cura. Dell’aver cura di noi, di dire noi. Un molto largo pronome in cui tenere insieme i vivi, tutti: quelli che hanno occhi, quelli che hanno ali, quelli con le radici e con le foglie, quelli dentro i mari, e poi tutta l’acqua, averla cara, e l’aria e più di tutto lei, la feconda, la misteriosa terra. È lì che finiremo. Ci impasteremo insieme a tutti quelli che sono stati prima. Terra saremo. Guarda lì dove dialoga col cielo con che sapienza e cura cresce un bosco. Si può pensare che forse c’è mancanza di cura lì dove viene esclusa l’energia femminile dell’umano. Per quella energia sacrificata, nella donna e nell’uomo, il mondo forse s’è sgraziato, l’animale che siamo s’è tolto un bene grande. Chi siamo noi? Apriamo gli occhi. Ogni millimetro di cosmo pare centro del cosmo, tanto è ben fatto tanto è prodigioso. Chi siamo noi, ti chiedo, umane e umani? Perché pensiamo d’essere meglio di tutti gli altri? Senza api o lombrichi la vita non si tiene ma senza noi, adesso lo sappiamo, tutto procede. Pensa la primavera scorsa, son bastati tre mesi – il cielo, gli animali nelle nostre città, la luce, tutto pareva ridere di noi. Come liberato dall’animale strano che siamo, arrivato da poco, feroce come nessuno. Teniamo prigionieri milioni e milioni di viventi e li maltrattiamo. Poi ce li mangiamo, poveri malati che a volte non sanno stare in piedi tanto li abbiamo tirati su deformi – per un di più di petto, per più latte. Chi siamo noi ti chiedo ancora. Intelligenze, sì, pensiero, quelli con le parole. Ma non vedi come non promettiamo durata? Come da soli ci spingiamo fuori dalla vita. Come logoriamo lo splendore di questo tiepido luogo, infettando tutto e intanto confliggiamo fra di noi. Consideriamo il dolore degli altri e delle altre specie. E la disarmonia che quasi ovunque portiamo. Forse imparare dall’humus l’umiltà. Non è un inchino. È sentirsi terra sulla nobile terra impastati di lei. Di lei devoti ardenti innamorati. Dovremmo innamorarci, credo. Sì. Di ciò che è vivo intorno. E in primo luogo vederlo. Non esser concentrati solo su noi. Il meglio nostro di specie sta davanti, non nel passato. L’età dell’oro è un ricordo che viene dal futuro. Diventeremo cosa? È una grande avventura, di spirito, di carne, di pensiero, un’ascesa ci aspetta. Eravamo pelo musi e code. Diventeremo cosa? Diremo io o noi? E quanto grande il noi quanto popolato? Che delicata mano ci vuole ora, e che passo leggero, e mente acuta, pensiero spalancato al bene. Studiamo. Impariamo dal fiore, dall’albero piantato, da chi vola. Hanno una grazia che noi dimentichiamo. Cura d’ogni cosa, non solo dell’umano. Tutto ci tiene in vita. Tutto fa di noi quello che siamo. Mariangela Gualtieri

Abbiamo chiesto ad alcuni amici e amiche di scrivere delle parole a questo futuro, al “noi” che vive già ora la grande avventura di ciò che diventeremo, il futuro di un anno nuovo, il 2021. Un dono che ci hanno fatto e che noi condividiamo con voi su queste pagine che vogliono essere “spazio che cura” in vista del diffondersi di “una cultura della cura”. Iniziamo oggi con un testo inedito scritto per tutti noi da Mariangela Gualtieri.
Buon futuro che inizia adesso!
I fratelli e le sorelle del Monastero di Bose
www.monasterodibose.it/ospitalita
monastero di bosepoesiaascolto


noncerosasenzaspine.wordpress.com/2020/03/10

Ludovico Einaudi

COMMENTO AL VANGELO Domenica 11 aprile

Fraternità di Romena
1Gv 5,1-6 • Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo
–Pace a voi! Che vivete una vita che non crede più niente dentro, a voi che vi raggomitolate per offrire meno presa alla sofferenza, dona in prestito la luce dei giorni a venire.
Pace a voi! All’ombra dentro di voi. Pace a Giuda, che immerge la mano nel tegame e a Tommaso che immerge la mano nella piaga.
Pace a voi! Che correte intorno a voi stessi senza trovarvi, che dissipate invece di ricostruire, pace ai pensieri che vi torturano.
Pace a voi! Ai vostri sentieri spinosi in cerca di una casa, un abbraccio appena giunti vi tolga ogni peso.
LUIGI VERDI

FRATERNITÀ DI ROMENA 

Preghiera

Io come Tommaso
amo il tuo corpo di guardiano
posato in alto,
come un gabbiano
che guarda ai quattro venti.

Io come Tommaso
la mia mano nel tuo cuore
e il mio presente,
la tua voce accogliente
e il tuo occhio verso il largo
è il mio avvenire.

Io come Tommaso
confuso dalla mia emozione
con tante piaghe di parole in cuore.

Io come Tommaso
so che il tuo volto un tuo gesto
un giorno torneranno a visitarci
a dirci con labbra senza voce
le parole che ogni volta ci salvano.

Pace a te
Non avere paura
Io sono Vivo.

Luigi Verdi

La verità vi farà liberi Ermes Ronchi

Buona Domenica
Domenica 11 aprile 2021
II Domenica di Pasqua
Gv. 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Monastero San Magno – Riflessione don Francesco Fiorillo

Monastero San Magno

L’ Amore non teme le porte chiuse, non si ferma davanti alle porte in faccia, ai muri apparentemente invalicabili, l’amore va oltre ogni difficoltà, si fa strada anche dove sembra impossibile entrare, perché l’Amore è potente, è l’unica forza a cui l’intero universo obbedisce.E’ straordinario credere che Gesù attraversa strettoie e chiusure pur di stare in mezzo ai suoi amici, per non lasciarli mai soli. E quando si trova con loro il suo primo gesto Da Risorto e mostragli le sue ferite. E’ da questo meraviglioso gesto che nasce la nostra esperienza qui al Monastero. Non vergognarsi mai di qualsiasi ferita si porti, non aver paura di condividerle con gli altri, non nasconderle ma a passi lenti trasformarle in feritoie, dove passa aria e luce.

Antonio e Giulia Thellung: la storia di un amore infinito

Ci hanno raccontato la più tenera e meravigliosa storia d’amore. La storia della loro vita. E insieme se ne sono andati, abbracciandosi verso l’infinito.
Antonio Thellung, ieri, ha seguito la sua Giulia, scomparsa il 20 marzo scorso. Il Covid li ha colpiti entrambi insinuandosi nelle fragilità dei loro anni. Ne avevano 90, e 70 li avevano vissuti insieme.

A Romena erano arrivati nell’estate del 2017 per raccontarci il loro cammino insieme nel convegno che avevamo dedicato alla settima tappa della nostra via della Resurrezione, la parola “Tenerezza” (l’incontro integrale si può rivedere a questo link).
Avevo avuto il privilegio di ripercorrere insieme a loro il cammino di una vita insieme, i saliscendi inevitabili, le scelte, le consapevolezze, gli insegnamenti che avevano tratto da ogni passaggio.
Si guardavano di continuo con uno sguardo di luce, come fosse ancora il loro primo giorno.

Antonio, di vite ne aveva vissute tante e anche disparate. Era stato uno sportivo di successo, campione di rally, un imprenditore, un artista, uno scrittore, ma anche un uomo di fede, di una fede aperta, liberante: aveva fondato preziose realtà comunitarie, aveva reso visibili le sue riflessioni in tanti libri.
Giulia aveva avuto dimensioni di vita più intime, ma si capiva anche solo ascoltandola, che era una donna speciale, profonda, acuta.

La loro vita insieme era larga non solo per i 3 figli, gli 8 nipoti e i 4 bisnipoti, ma perché avevano voluto sempre allargare lo scenario delle loro esistenze lanciando esperienze condivise con altre famiglie, assistendo i più fragili, in particolare i malati terminali.
Avevano dovuto anche fare i conti con la perdita più inaccettabile, la morte di un figlio cinquantenne, per una malattia genetica.

Ogni gioia e tempesta l’avevano saputa attraversare mettendo sempre al centro il valore incommensurabile dell’amore.
“Sapete – ci dissero a Romena– anche noi litighiamo. Ma litighiamo tenendoci per mano. Perchè ci possono essere diversità incomprensioni, e vanno affrontate, ma senza mai dimenticare ciò che ci unisce”.
L’incontro finì con una rinnovata dichiarazione d’amore vicendevole in cui nessuna parola avrebbe potuto essere più bella del loro guardarsi. Antonio, tuttavia, si affidò anche ai versi di una sua poesia.

“Ti ho amato tanto, tantissimo,
di un amore esaltante, sconvolgente, eccitante,
ti ho amato ti ho amato di un amore travolgente,
conturbante, commovente,

ti ho amato di un amore sublime,
di un amore indescrivibile ti ho amato.

Oggi, finalmente,
ti amo soltanto”.

Ho pensato di raccogliere alcuni passaggi di quel loro incontro per salutarli, e per cercare di raccogliere il loro invito a voler più bene alla vita, per fidarsi dell’energia che le scorre dentro, come una linfa. L’energia dell’amore.

Se ne sono andati a pochi giorni di distanza, a causa del Covid, dopo 70 anni vissuti insieme. A Romena, nel 2017, ci avevano raccontato la loro storia d’amore in un indimenticabile incontro di cui riproponiamo alcuni estratti…

DIO LI BENEDICA E BENEDICA ANCHE NOI TUTTI (SICURAMENTE)

La benedizione di Romena

Possa la via crescere con te
possa il vento essere alle tue spalle
possa il sole scaldare il tuo viso
possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano.

Prenditi tempo per amare,
perché questo è il privilegio che Dio ti dà.

Prenditi tempo per essere amabile,
perché questo è il cammino della felicità.

Prenditi tempo per ridere,
perché il sorriso è la musica dell’anima.

Prenditi tempo per amare con tenerezza,
perché la vita è troppo corta per essere egoisti.


Fraternità di Romena

Romena in diretta con Simone Cristicchi
Fraternità di Romena


E’ in arrivo una serata speciale di “Romena in diretta” con un grande artista e amico di Romena, Simone Cristicchi. Lunedì 12 aprile, ore 21, Simone sarà con noi sper raccontarci il suo ultimo libro, “Happynext, la ricerca della felicità” (Edizioni “La Nave di Teseo”). Un viaggio intimo, profondo, in cui il filo conduttore è la ricerca di ciò che dà senso e valore al vivere, un viaggio in cui Simone accetta di raccontarsi nelle sue dimensioni più personali, ma nel quale protagoniste sono anche tante realtà umane e comunitarie che Simone ha conosciuto in questi ultimi anni. Motivi e contenuti del libro saranno svelati dall’autore in una conversazione che si allargherà alle vostre domande, alle vostre curiosità. #simonecristicchi#happynext

PAROLE DI RISVEGLIO

Spoglia è la Croce e nuda respira la Resurrezione (Angelo Casati)
— Leggi su www.amicidiromenavarese.it/

Ogni frutto
stringe il seme come giurando.
Cadendo giura e in forma di radice risponde
alla terra che chiama. Alla terra che canta
la promessa infinita. C’è solo vita
niente altro. Solo vita.

Mariangela Gualtieri  (Cesena, 1951), da Bestia di gioia (Einaudi 2011)

“Ma i semi sono invisibili. Dormono tutti nel segreto della terra finché a uno di loro non piglia il ghiribizzo di svegliarsi. Allora si stiracchia e fa spuntare timidamente verso il sole uno splendido, innocuo germoglio.”
Antoine de Saint-Exupéry

www.amicidiromenavarese.it

CIO’ CHE NASCE CON ME

LUCA MAUCERI LEGGE NERUDA

>>> www.amicidiromenavarese.it

Dedicato a tutte le meravigliose donne che riesco a far stare nel mio cuore ❤

La donna, se vuole, riesce a far stare tanti mobili in una stanza minuscola.
Marmellate di tutti i colori in barattoli piccolissimi.
Il mare dentro un bicchiere da acqua.
Una farmacia, una bigiotteria, le foto di famiglia dentro una borsa da polso…
Fa stare la notte dentro la sua anima,
Un ricordo nel suo vestito, i suoi singhiozzi dentro una canzone.
La lussuria in uno sguardo, la compassione in un tocco…
L’indifferenza nei suoi passi, l’irresistibilità nelle curve delle labbra, la memorabilità in un sorriso…
La sua mestizia in una sigaretta, i suoi segreti dentro un caffè, le sue grida in un silenzio…
Un uomo nel suo cuore e nel suo letto per tutta una vita, un figlio nel grembo e nella sua vita…
La donna, se vuole, riesce a fare spazio a tutto.
www.facebook.com
Antonella Rocca
“Una cosa, tuttavia, è certa: si deve contribuire ad aumentare la scorta di amore su questa terra.” Etty Hillesum

La Festa è qui “Romena”

Festa di Romena – Pasquetta 2021 –

Il lunedì di Pasqua è la festa di Romena. E Romena fa festa, anche se in un modo inusuale. La Fraternità è deserta, ma bella più di sempre. E allora la festa diventa un’occasione per visitarla nell’unico modo possibile, e cioè a distanza, in un percorso speciale in cui fanno da guida gli artisti che negli ultimi anni si sono esibiti alla pieve o nel vicino auditorium: da Simone Cristicchi a Mogol, da Amara a Simona Molinari, da Luca Mauceri a Gianmaria Testa, dal Quartetto Euphoria a Davide Antonio Pio, da Antonio Salis a Giuditta Scorcelletti, da Franco Arminio a Gisela Carmona Galdez, da Elisabetta Minutoli a Enzo Celli. Angoli di Romena, canzoni, passi di danza, poesie, sono gli ingredienti di questa festa di Romena 2021. Il percorso è stato ideato e realizzato da Massimo Orlandi.

A uno a uno

Pasqua Duemila21

Pasqua voce del verbo ebraico passare “pésah”

donluciano.locatelli

A uno a uno… già, se li va a ripigliare a uno a uno.

Pietro, quello che “Io con te fino alla fine!”, e poi arriva non la polizia locale, non chissà quale potere forte, ma la stridula voce della domestica di casa X, quella che vive sempre, in ogni tempo, in ogni luogo, quella che è la fonte primaria dei “Si dice”, dei “Hai sentito? Hai visto quello? Ha saputo di quella?” che vive nei rioni di ogni tempo e di ogni luogo, ebbene, proprio lei urla “Ragassi, c’è anche questo col Nazareno!”. E Pietro che deve rifare i conti con tutte le sue paure, le spregiudicate e frettolose certezze, le ambiguità del suo credere… anche lui il Crocifisso Risorto va a cercare, per togliere il sale delle lacrime amare che ancora rigano il suo volto.

Quelli che se ne stanno rintanati, prigionieri di paure che demoliscono le loro immagini di uomini forti e pronti a tutto, salvo poi scappare quando le cose si mettono male e la paura di lasciarci le penne diventa l’unica consigliera ascoltata. Chiusi, con le porte sprangate, attenti ad ogni minimo rumore, chiusi nelle loro angosce e terrori, anche loro va a ripigliare, a uno a uno, sfidando porte/cuori chiusi, paure che nemmeno quella sulla barca in mezzo alla tempesta…

Va a ripigliare anche Cleofa e quell’altro, che stanno tornando sui loro passi, pieni di quella livorosa delusione perché loro, pensate un po’, LORO si sentono traditi. Non hanno tradito il Maestro, è Lui che ha tradito loro. Ha acceso il fuoco dentro, si sono lasciati attirare e poi alla fine li ha delusi: era come tutti gli altri ed è morto come, anzi, peggio di un infame. Anche questi va a ripigliare, a uno a uno, con pazienza, con la pazienza di chi ha offerto in dono la vita. E il bello è che li rincorre per dire loro che il suo dono è ancora valido, non è venuto per riprenderselo a causa dei loro tradimenti.

C’è qualcuno che non va a ripigliare? Oh, sì, le sue sorelle, le donne. Sono loro che alla fine manifestano la forza che ha sbriciolato la pietra e aperto la tomba: l’amore è più forte della morte ed esse ci tornano, tornano lì dove tutto sembrava essere finito. Le donne sono le uniche a preoccuparsi ancora di Lui: la paura non le ferma, anzi, sono proprio loro che daranno una lezione di “catechismo” a quelli là. A queste donne il Crocifisso Risorto consegna il messaggio: andate a dire a quelli là che tornino dove tutto è cominciato. Là faremo i conti.

Già, ci viene a ripigliare a uno a uno anche noi oggi e ci dice: ora, in questa luce nuova rileggi il tutto e dai un nuovo senso a quanto hai vissuto e scelto. La luce della Risurrezione ci rimanda ancora una volta alla prima luce che esplose quando il Creatore parlò per la prima volta. Siamo narratori di vita: con il Crocifisso Risorto ora comprendiamo che il senso della nostra esistenza è continuare quella sinfonia di vita iniziata con la creazione e realizzare la nostra somiglianza guardando al Risorto.

Ci ripiglia a uno a uno… e allora, di cuore, Buona Pasqua.

www.facebook.com/donluciano.locatelli

#Amo la tua Parola Pasqua 2021

Domenica 4 Aprile Gv. 20, 1-9

RISORGI

DALLA MESSA DI PASQUA
DI ROMENA
3 aprile 2021

Noi spesso vogliamo dire ai figli qual’è il senso del mondo, del bene, del male, del giusto, dell’ingiusto.
Loro spesso non rispondono, fino a quando non vedranno in noi i segni del Risorto: di padri e di madri feriti della vita, ma che entrano in casa, come Gesù nel cenacolo, senza nascondere quelle ferite e ti dicono: “Pace a voi” come a dire: “Ti voglio bene, anche se non sei perfetto.”
Jovanotti nella canzone “Mi fido di te” dice:
“Cosa sei disposto a perdere?”
Cosa è disposto a perdere un genitore per fidarsi di suo figlio? Cosa sei disposto a perdere nel ridare vita a una storia d’amore? Cosa sei disposto a perdere per rendere più vera un’amicizia? Cosa sei disposto a perdere per migliorare questo nostro mondo?

Vi faccio tanti auguri per questa Pasqua cosi difficile, così incerta, che ha bisogno ancora di più di speranza, di coraggio e di tanta tenerezza.

E allora:
Possa la via crescere
con voi, il vento essere
alle vostre spalle, il sole
scaldare il vostro viso
e possa Dio tenervi nel
palmo della sua mano.

Prendetevi tempo per
amare, perché questo
è il privilegio che Dio
vi da.

Prendetevi tempo per
essere amabili, perché
questo è il cammino
della gioia.

Prendetevi per il tempo
per ridere, perché il
sorriso è la musica
dell’anima.

Prendetevi tempo per
amare Dio, la vita e le
persone accanto a voi e
fatelo con molta, molta
tenerezza, perché la vita
è troppo corta per essere
egoisti.

Don Luigi Verdi

• Egli doveva risuscitare dai morti.

Diretta on-line Dalle ore 20
Messa di Pasqua 2021
Fraternità di Romena
#donluigiverdi #messadipasqua
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LA RESURREZIONE

Dopo il fatto della morte per crocifissione di Gesù, accadde qualcosa. I discepoli, che lo abbandonarono il venerdì, al ‘primo giorno’ della settimana hanno di lui una considerazione diversa, nuova. Qualsiasi cosa sia stato l’evento ‘pasqua’, per le loro vite deve essere stato sconvolgente.Ora, questo ‘evento’ è stato raccontato dal Nuovo Testamento in cinque modalità diverse, e tutte profondamente divergenti tra loro, come già avvenne per i racconti dell’infanzia di Gesù.Solo due esempi: le donne videro Gesù risorto al sepolcro? Marco dice sì (ma solo nella versione spuria, ossia quella aggiunta successivamente dalla Chiesa, dato che il Marco autentico non racconta alcun incontro col risorto); Matteo dice sì; Luca no. Per Giovanni sì ma la Maddalena lo incontrò solo durante la seconda visita al sepolcro. Nella prima non incontrò nessuno.Dove avvenne l’incontro del risorto con in suoi? Marco, attraverso un angelo, invita le donne ad andare in Galilea (nord Israele) perché là lo vedranno. Ma da Marco non sapremo mai se questo incontro avvenne o meno.Per Matteo l’incontro avvenne di certo in Galilea. Luca invece afferma che il risorto non fu mai visto in Galilea ma solo a Gerusalemme (sud d’Israele) o comunque in un villaggio vicino (Emmaus). Per Giovanni di certo a Gerusalemme.E ancora, chi è stato il primo a vedere il risorto? Per Paolo (il primo a scrivere su Gesù) fu Pietro. Per Marco – s’è detto – nessuno ha visto il risorto. Matteo dice le donne al sepolcro; Luca afferma che videro Gesù solo due suoi discepoli nel villaggio di Emmaus; Giovanni invece Maria Maddalena da sola.Le incongruenze sarebbero troppe per essere ricordate tutte. Ma da tutte queste sorge prepotente una domanda: la risurrezione di Gesù fu fisica? Gesù è uscito col suo corpo biologico da quel sepolcro? E se sì, perché un evento così importante, anzi fondamentale per la fede cristiana, non è stato raccontato con precisione?Non è questa certo la sede per dissertare su tale questione, ma ascoltando anche solo Paolo, la risposta parrebbe negativa. Gesù è veramente risorto ma non realmente. Attenzione, c’è un abisso tra verità e realtà.Un solo esempio, Paolo in 1Cor 15, 5-7 fa un elenco delle persone a cui apparve il Cristo risorto, e – con sorpresa – include anche sé stesso. Ma noi sappiamo che quando Paolo vive l’esperienza della cosiddetta risurrezione di Gesù, gli eventi riguardanti il Nazareno son già passati da circa sei anni. Allora di quale ‘risorto’ Paolo fa esperienza? Credere nel Cristo risorto non potrà voler dire fare esperienza del risorto nella vita, in una modalità così forte, grande, feconda da sperimentare la propria vita risorta? Paolo può aver fatto proprio l’invito di Gesù espresso in Giovanni: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto»? (Gv 20, 24-29).Nel Marco autentico (primo evangelista a scrivere) non c’è apparizione del risorto ad alcuno: le donne scappano piene di paura; poi, nei vangeli e nei decenni successivi, la risurrezione diviene sempre più cosa fisica, tanto che le medesime donne s’aggrapperanno addirittura ai piedi del risorto.Cosa successe dunque tra la morte del maestro e la potenza, l’energia che indusse i discepoli a cercare di edificare un mondo diverso fondato sull’insegnamento di Gesù? Probabilmente la lenta e progressiva comprensione che giocandosi la vita sullo stile vissuto dal Nazareno, si sperimenta la vita risorta, già qui su questa terra. Che il confine tra cielo e terra, tra umano e divino è stato infranto nella vita stessa di Gesù, e ora, vivendo come lui, tutto questo è possibile viverlo nella propria carne. E forse soprattutto la convinzione che vivendo in modo umano ci si trasforma da esseri vivi a esseri viventi, che donando la propria vita all’altro si vince la morte nella propria vita, giungendo così a sbocciare come essere umani.Infondo il più bel testo sul significato della pasqua ce lo ha consegnato proprio Giovanni nella sua prima lettera, quando dice: «Noi sappiamo di essere [già ora] passati dalla morte alla vita [risorti] perché amiamo i fratelli» (1Gv 3, 14).Ciò che avverrà della mia vita dopo la morte biologica non lo so. Sono convinto che verrà trasformata, come ogni altra cosa in natura, perché il seme muore e sorge lo stelo di grano, il bruco muore e la farfalla comincia a volare, la goccia d’acqua s’infrange nell’oceano e l’acqua della goccia s’unirà alla vastità dell’oceano, ossia l’amore e quindi la vita di Dio, perché nulla si distrugge ma tutto si trasforma.Credere in una risurrezione ‘senza miracolo’ non fa torto alla mia ragione e fonda al contempo la mia speranza. (Paolo Scquizzato)

Domenica di Pasqua, 4 aprile, Messa in Pieve alle ore 17


FRATERNITÀ DI ROMENA

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
TUTTO ACCESO – Pasqua 2021


Fraternità Monastero San Magno

Troverete i video sulla nostra pagina Facebook e il nostro canale YuoTube.

Un piccolo gesto di amicizia verso tutti voi per respirare assieme il profumo della Resurrezione che verrà. Poi il mattino di Pasqua, domenica 4 aprile, un momento speciale per vivere il Risorto.

Monastero San Magno

TRASFORMA

Giorni invisibili: Trasforma

“Non un crocifisso, ma il vuoto, il risorto, l’infinito”.

Unica eredità: l’oro nelle ferite

Un invito a guardare “oltre”, a trasformare le ferite in feritoie verso la luce.

girobloggando.com/2020/04/10


Monastero San Magno

Francesco Fiorillo

Il Bivio (Papianoinsieme)

Romena: Venerdì Santo Pasqua 2021

#venerdisanto
Non amo la morte
ma amo chiunque muore.
Il loro dolore sincero le lacrime.
Amo i gesti intorno
a chi muore,
quello stringere le mani
nella ricerca dell’infinito
sulla punta delle dita.
Amo quelle ultime
gocce d’acqua
qua sulla bocca.
Amo quelle carezze quei gesti
tremanti di tenerezza
così potenti da far rinascere i morti.

Luigi Verdi
LA CROCE DI ROMENA
è la scultura presente sulla tappa dell’Amore, l’ultima della Via della Resurrezione, un percorso in otto tappe presente a Romena, ognuna delle quali dedicata ad un tema: Umiltà, Fiducia, Libertà, Leggerezza, Perdono, Fedeltà, Tenerezza e Amore.
È la croce frutto di un idea di Giosuè Boesch, il monaco che ha seguito Romena nei suoi primi passi e che ha insegnato a Don Luigi ad eseguire i suoi lavori e le icone.
«Non un crocifisso ma il vuoto, il risorto, l’infinito. Unica eredità: l’oro nelle ferite».
Così Giosuè Boesch descriveva la croce stilizzata che da sempre è un segno della Fraternità di Romena.
La Croce di Romena non ha Gesù crocifisso, al suo posto c’è appunto uno spazio vuoto e di Lui sulla croce sono rimaste solo le tracce delle ferite, trasformate adesso in oro.
La croce è dedicata ai genitori che hanno perso i figli dove qui, nello spazio davanti alla croce e sotto un magnifico gelso, ogni mese si ritrovano e si riuniscono.
Quel vuoto e le ferite trasformate in oro possono rappresentare per chiunque un messaggio, un incoraggiamento, un invito, una vicinanza di Gesù a chi è in difficoltà; al tempo stesso quel vuoto rappresenta la resurrezione, la vittoria della vita sulla morte; oppure puoi riempirlo tu, coi tuoi problemi, la tua fede o i tuoi dubbi, perché la croce è di tutti e tutti possono trovarvi rifugio.

Bacia

Monastero San Magno

VenerdiSanto
Passi quest’ora
in cui mi nascondo
dietro la mia nudità
in cui il sangue è più lento
e il silenzio meno leggibile.
Passi quest’ora
di occhi senza luce
e di passi vacillanti,
mentre il desiderio di vivere
batte e si rivolta nel mio petto.
Passi quest’ora
di febbre, di fame e di sete ardente,
passi l’incoerenza dei
volti e delle parole,
si sciolgano i nodi e la via,
divenga nuda.
Passi quest’ora
in cui il cuore tormentato si apra
e finalmente ti guardi negli occhi.
Passi quest’ora
in cui il mio cuore trema,
trema ma non cede e
come terra nuda,
mi renda pronto a lasciarmi trovare,
a consegnarmi.

Luigi Verdi