“Bisogna amare le porte perché sono il posto dove nessuno si ferma. Il posto da dove si passa, da dove si parte, dove avvengono tutti gli incontri. Bisogna odiare le porte chiuse, chiuse agli incontri e chiuse a chi parte.” Aprire, voce del verbo amare!

Risultati immagini per Trovati uno scalino, riposati con la faccia al sole. Se c’è qualcuno che parla ascoltalo. Per tornare a casa aspetta che sia sera. Usa il buio come un fiocco per chiudere la giornata e fanne dono a chi ti vuole bene. Franco Arminio

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Trovati uno scalino, riposati con la faccia al sole. Se c’è qualcuno che parla ascoltalo. Per tornare a casa aspetta che sia sera. Usa il buio come un fiocco per chiudere la giornata e fanne dono a chi ti vuole bene.

Franco Arminio

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

Trovati uno scalino, riposati con la faccia al sole. Se c’è qualcuno che parla ascoltalo.Per tornare a casa aspetta che sia sera.Usa il buio come un fioccoper chiudere la giornatae fanne dono a chi ti vuole bene.

Franco Arminio

noncerosasenzaspine.com/2018/10/05

https://m.youtube.com/watch?v=Iwe507S5V-k&feature=youtu.be

8° e ultima tappa della Via della Resurrezione – L’ AMORE

L’amore fa nascere gesti,

è un canto di note leggere,

amore di Maddalena con le mani

traboccanti di dolcezza,

unge di profumo ogni cosa,

capelli dove dimorano nuovi mondi,

piedi liberi di danzare sogni.

L’amore assolve, comprende,

piange, e rinasce dentro l’amore.

L’amore quando si impiglia da

qualche parte, aggiungere luce a luce,

fino a salvare il non amore.

Cresce dove trova un po’ di acqua,

di terra e di luce, porta sale alla

bocca e lacrime agli occhi,

fa sentire la tua piccola vita,

salvata dal suo sguardo.

(Luigi Verdi)

www.romena.it

Notti fredde…

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Un segno che si rinnova in ogni generazione

«l’inizio dei segni compiuti da Gesù» (v. 11) a Cana di Galilea.

Dio si è fatto trovare a tavola.

Il vino è, in tutta la Bibbia, il simbolo dell’amore felice tra uomo e donna, tra uomo e Dio. Felice e sempre minacciato. 

Giovanni 2,1-11

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». […]

>>> http://www.smariadelcengio.it/fra-ermes-ronchi

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

Seconda domenica del tempo ordinario C

papa Francesco

a cura di Gianfranco Venturi

anfore

2,1-11 L’inizio dei segni [1]

L’annuncio dell’“ora”
Il Vangelo odierno riprende questo filo divino che attraversa delicatamente la storia: dalla pienezza del tempo passiamo al «terzo giorno» del ministero di Gesù (cfr Gv 2,1) e all’annuncio dell’«ora» della salvezza (cfr v. 4). Il tempo si restringe, e la manifestazione di Dio avviene sempre nella piccolezza. Così avviene «l’inizio dei segni compiuti da Gesù» (v. 11) a Cana di Galilea. Non c’è un gesto eclatante compiuto davanti alla folla, nemmeno un intervento che risolve una questione politica scottante, come la sottomissione del popolo al dominio romano. Avviene invece, in un piccolo villaggio, un miracolo semplice, che rallegra lo sposalizio di una giovane famiglia, del tutto anonima. Eppure, l’acqua cambiata in vino alla festa di nozze è un grande segno, perché ci rivela il volto sponsale di Dio, di…

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Il saluto in musica di Gianmaria Testa

Veramente  «Prezioso»

Nel laboratorio di Gianmaria Testa

 Gianmaria Testa

 «Prezioso»

con undici brani inediti del cantautore scomparso tre anni fa. Tra tracce nude per voce e chitarra, un duetto con Bia Krieger e una versione da Brel

Una volta che una canzone è germinata, con quella forza di scaturigine sorgiva che non ammette rinvii, quella canzone non è quasi più di chi l’ha creata. È un grumo di idee appoggiate sulla musica che resterà, e continuerà a regalare a tutti gli altri le sue infinite iridescenze. Una canzone che sta nascendo è un oggetto delicato che richiede molta attenzione perché un’immagine che chiede di non essere dimenticata scalpita come un nascituro nel ventre di una futura madre. Perché quando poi sarà liberata nel mondo dovrà camminare sulle sue gambe, e fornire altre idee, altre scorte di poesia, altri dubbi, altri sorrisi alle persone. Gianmaria Testa era un artigiano attentissimo alla costruzione di una canzone. Sapeva che quelle creature strane che riempiono di gioia e di stupore lampeggiano per una frazione di secondo, e bisogna saperle accogliere.

POI SI TRATTA di scavare via tutto ciò che non è necessario, ridurle a una soglia di pudore in cui ogni singola parola non è sostituibile, e diventa rifugio estremo di voce di un persona , poi di mille persone. Gianmaria Testa se n’è andato circa tre anni fa, portandosi via il dono immenso di chi sapeva farsi orecchio attento a cogliere le vibrazioni della poesia e del racconto, e mano solida per costruirci attorno la musica. Chi scrive in questo modo non lascia tentativi, per dirla con Guccini «buoni ad ogni evenienza»: lascia schegge anche urticanti di senso che restano, che hanno saputo incamerare spicchi di futuro, hanno spiegato il presente meglio di un saggio ponderoso.

NON È UN CASO che da alcuni anni Giuseppe Cederna porti in giro uno spettacolo tratto dalle canzoni e dalle parole di Gianmaria Testa, Da questa parte del mare, sulle storie degli emigranti per forza, che ha ancora una valenza decisiva, nell’Italia del livore. E adesso arriva il dono, una mano gentile che apre la falegnameria delle parole e della musica di Testa e ci regala altre canzoni da amare. Undici canzoni che ri-costruiscono ancora una volta l’universo profondo e toccante di Gianmaria Testa. Si intitola Prezioso, ha in copertina una splendida immagine dell’amico di Gianmaria Valerio Berruti. Lo pubblica il 18 gennaio l’etichetta Incipit, distribuzione Egea, ed è stato fortemente voluto da Paola Farinetti moglie di Gianmaria e da Roberto Barillari, l’uomo che ha ripulito e lucidato i nastri ritrovati di Testa con vero amore.

PERCHÉ QUI si entra nel laboratorio del cantautore scrittore, ci sono spesso le tracce nude voce e chitarra. Ci troverete le canzoni che Testa aveva pensato per Paolo Rossi, Anche senza parlare, scritta per Mauro Ermanno Giovanardi, un duetto da brividi con la portoghese Bia Krieger, una versione da Brel, due affondi dallo spettacolo Italy con Battiston: Merica Merica, e X agosto di Giovanni Pascoli. Brilla, su tutto, incandescenza dell’inedito assoluto Povero tempo nostro:

“Poveri questi giorni di magra umanità / che passa i giorni / e li sfinisce/ Lascia che torni il vento / e con il vento la tempesta / e fa che non sia per sempre/ il poco tempo che ci resta”.

ilmanifesto.it/nel-laboratorio-di-gianmaria-testa/

Prendi il largo

Paola Farinetti, la moglie, ce lo aveva anticipato a settembre, quando era venuta a Romena per ricordare Gianmaria e presentare il libro che gli abbiamo dedicato, “La voce dei nostri silenzi”.  “Stiamo finendo un album di inediti di Gianmaria” ci aveva detto. Si capiva che la gioia era grande quanto la ferita. Quella musica e quella voce da riascoltare le tiravano fuori entrambe.

Ora però è la gioia che conta. La gioia di ascoltarlo ancora, a quasi tre anni dalla sua scomparsa, la gioia di averlo qui, tra di noi, con la sua voce e la sua chitarra.
Da domani, infatti,  questo disco sarà disponibile. Si intitola “Prezioso” prezioso come il suo autore, prezioso come le sue parole, appoggiate con cura sulla musica.
Nei giorni scorsi è stato possibile assaporare una prima perla del Cd. “Povero tempo nostro”.  Gianmaria vedeva dentro il nostro tempo, e vedeva lontano. Questa canzone lo…

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INNO ALL’AMORE

L’amore non avrà mai fine.

Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura” A tre anni dalla sua scomparsa, il messaggio evangelico di Giovanni Paolo II non ha perduto nulla della sua potenza rivoluzionaria e continua a esercitare un’influenza notevole sulle nostre coscienze. Testimone di Cristo fin nei più remoti angoli della Terra, il papa ha saputo parlare ai grandi e ai piccoli del Pianeta: ha levato la voce contro le ingiustizie e le guerre in nome della fraternità, della pace, della libertà; ha consolato e riscattato gli afflitti e i sofferenti; ha acceso gli animi dei giovani; ha sollecitato l’unità dei cristiani. Il paesaggio di valori che questo grande pontefice ha saputo dipingere è sempre più parte fondamentale del nostro tempo. L’amore non avrà mai fine – un titolo che vale insieme da promessa, incoraggiamento e conforto – raccoglie le preghiere, i pensieri, i brani di omelie e i messaggi apostolici di chi più di chiunque altro ha fatto dell’amore l’elemento nodale della sua esistenza. Un libro che è espressione di una testimonianza destinata a non esaurirsi.

NON UN CROCIFISSO MA IL VUOTO, IL RISORTO, L’INFINITO. UNICA EREDITÀ: L’ORO NELLE FERITE

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San Paolo > 1^ Lettera Corinzi: INNO ALL’AMORE

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sarei nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l’amore, niente mi gioverebbe.

L’amore è paziente, è benigno l’amore; non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

L’amore non avrà mai fine.

LA…

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Some journeys take us far from home. Some adventures lead us to our destiny.

giro blogando nel Web...

Le_cronache_di_Narnia

Risultati immagini per gif lampione film narniaSome journeys take us far from home. Some adventures lead us to our destiny.

C.S. Lewis

❄️NARNIA ❄️

DATE IMPORTANTI DI C. S. LEWIS

1898 Clive Staples Lewis nasce a Belfast, Irlanda.
1908 Muore la madre Flora.
1917 Borsa di studio per l’University College of Oxford fino alla chiamata alle armi.
1923 Tornato ad Oxford dopo la guerra, si laurea in Lingua e Letteratura Inglese.
1924-53 Insegna Lingua e Letteratura Inglese ad Oxford.
1929 Abbandona l’ateismo degli anni giovanili e si converte alla Fede Cristiana, grazie a J.R.R. Tolkien.
1955 Scrive l’autobiografia Surprised by Joy.
1933 Entra a far parte del circolo The Inklinks, insieme a Tolkien.
1954 Docente di Storia della Letteratura Medievale e Rinascimentale al Magdalene College di Cambridge.
1957 Sposa, in ospedale, la poetessa americana Helen Joy Gresham.
1950-1956 Scrive Le cronache di Narnia.
1961 Scrive Diario di un dolore, per la morte di Joy Gresham…

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