ESSERE o AVERE 🎋Fiore che spunti 💐

Matsuo Basho, il più grande autore di haiku, monaco buddista vissuto nel XVII secolo:

Se guardo attentamente
vedo il nazuna in fiore
presso la siepe
!

parliamo-di-haiku

…Essere o Avere

Avere … Essere

Non si tratta di descrivere la scena,

ma di essere la scena che si sta vedendo;


vedere ed essere diventano uno.

lapraticaquotidiana.blogspot.com/2012/09/fiore-che-spunti-nel-muro-screpolato

Fiore che spunti dal muro screpolato

Io ti colgo dalla fessura

Ti tengo qui, la radice e tutto, nella mia mano

Piccolo fiore – ma se potrò capire

ciò che sei, la radice e tutto, e tutto in tutto,

saprò che cosa sono Dio e l’uomo.

Alfred_Tennyson (1809-1892)

Da:

www.lameditazionecomevia.it/fiorechespunti

Pink Floyd

https://youtu.be/DLOth-BuCNY

UNA CHIESA A PIU’ VOCI… COME AVREBBE VOLUTO Fra Giorgio

“Noi siamo infinito”: il nuovo giornalino dedicato a Fra Giorgio Bonati

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Le sue parole, le foto, i pensieri di alcuni amici speciali: il numero invernale della nostra rivista è interamente dedicato a Fra Giorgio Bonati, amico di Romena, fratello di tutti noi, scomparso appena un mese fa. E’ un giornalino scritto col cuore nel quale, speriamo, sia possibile sentire la presenza viva, solare, profonda del meraviglioso fratello che tantissimi viandanti di Romena hanno conosciuto e amato.
Da gennaio verrà spedito, unitamente al calendario delle attività 2020 di Romena a tutti coloro che sono iscritti alla nostra rivista. La versione digitale potrà invece essere visualizzata, a partire da metà gennaio, su questo sito (consulta online).

www.romena.it

UNA CHIESA A PIU’ VOCI
https://www.unachiesaapiuvoci.it/

È sempre una scelta aver cura del nostro sguardo,
decidere da che parte e con quale attenzione puntare gli occhi
avendo fede abbastanza da lasciare che la vita ci guidi.
E il meglio, ormai l’ho imparato, sta nelle piccole cose, nei piccoli segni,
nei piccoli miracoli che ognuno di noi sa fare.

fra giorgio-bonati

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni …

 

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leggiamolabibbia.wordpress.com

parole di grazia che escono dalla propria bocca

Ci sono troppi “maestri” oggi nel nostro mondo: noi abbiamo bisogno di testimoni, di donne e uomini che sanno pagare con la vita le “parole di grazia” che escono dalla loro bocca. Coraggio, c’è bisogno di noi.

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni ...

Buongiorno mondo!

“Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca” (Lc 4,14-22a).

Ecco di cosa ha bisogno il nostro mondo oggi:

uomini e donne che sanno pronunciare “parole di grazia che escono dalla propria bocca”.

Viviamo immersi in una cultura che pare aver smarrito il “valore della parola” (cit. dal mio prof. Luigi Alici).

Pronunciamo sempre più spesso, e a vanvera, parole che sviliscono il valore stesso della parola: qualcuno dice “pace” mentre tiene le armi in mano; altri dicono “prima noi” mentre con le stesse parole mascherano vili interessi di potere per il potere; altri ancora, anche nella Chiesa, parlano di servizio mentre si servono delle persone.

Siamo chiamati, come discepoli del Maestro, a riappropriarci del “valore della parola”; siamo chiamati a diventare donne e uomini della Parola dalla cui bocca escono “parole di grazia”, parole dove “grazia” rimanda a gratuità…

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Lascia fare…

Romena, Antonio Salis – La tua debolezza è la tua forza

Il mistero dell’amore che cede e disarma

https://soundcloud.com/romenapodcast

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni ...

www.youtube.com/watch

Parrocchia dell’Invisibile, tenda leggera e itinerante che fa spazio ai viaggiatori dell’anima assetati di luce e di Parola

https://youtu.be/SiVnT5cQ3iE
Mt.3,13-17


Disarmato Amore

www.terradelsanto.it/it

https://www.terradelsanto.it/it/parrocchia-dellinvisibile-terzelli

www.terradelsanto.it

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ieri mi sono comportata male nel cosmo. Ho passato tutto il giorno senza fare domande, senza stupirmi di niente

1 Gennaio

Domande

«Ieri mi sono comportata male nel cosmo./ Ho passato tutto il giorno senza fare domande,/ senza stupirmi di niente.»

 

È con questi versi – un mea culpa che è anc he una dichiarazione d’intenti – della poetessa polacca Wisława Szymborska che i l cardinal Ravasi apre, il 1° gennaio, il suo ““Breviario dei nostri giorni””, un testo che propone al lettore, di volta in volta, una frase, un detto, una citazione tratti da opere di autori di epoche, culture, fedi diversissime fra loro, o anche di nessuna fede, ma sempre capaci di condensare in poche, incisive parole una verità, un’esperienza, un insegnamento. Ogni citazione è seguita da una riflessione, che ne distilla, goccia a goccia, tutto il succo. Sono spunti che hanno la forza dell’aforisma, del detto essenziale, così brevi da poter essere letti nell’arco di cinque minuti, poiché, come il grande Cervantes, anche Ravasi si di ce convinto che «non c’è buon ragionamento che sembri tale quando è troppo lungo ». Nell’arco dell’anno si spazia da Plutarco a Oscar Wilde, da Kant a Woody Alle n, da Voltaire a Gandhi, a Pavese, passando per Einstein e Wittgenstein. Dagli autori «impegnati» ai commentatori «leggeri», tutti offrono un’occasione preziosa per fermarsi un attimo a meditare, attività che non ha solo una valenza religiosa, anzi, «è un’esperienza radicale umana, una sorta di medicina dell’anima» capace di dare «una scossa al cuore intorpidito» da una malsana sonnolenza. E proprio come il breviario ecclesiastico, che raccoglie i testi della preghiera ufficiale quotidiana della Chiesa ed è chiamato anche «Liturgia delle Ore» perché scandito sulla trama delle ore della giornata e secondo lo svolgersi dell’anno liturgico – Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua -, anche questo breviario spirituale e laico accompagna il lettore durante tutti i 366 giorni dell’anno solare. È quindi un testo ritmato su una cadenza quotidiana, da leggere e meditare passo dopo passo: «un canto ogni giorno, un canto per ogni giorno» come recita un antico motto giudaico. Quelle che Ravasi fa scaturire da ogni singola citazione sono infatti riflessioni da centellinare, da prendere a piccole porzioni, assaporandole e meditandole con calma e tranquillità. Solo così, «all’eccesso che genera nausea si sostituisce il piacere piccolo ma intenso che imprime un fremito al palato dell’anima».

www.libreriacosmo.com

Copertina

Wisława Szymborska

Disattenzione

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domanda,
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter d’occhio.

Su un tavolo più giovane da una mano d’un giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

È durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.

 

Due punti (Adelphi, 2006), trad. it. Pietro Marchesani

 

Breviario Laico, LE DOMANDE

L’arte di interrogare non è facile come si pensa. È più arte da maestri che da discepoli. Bisogna già aver imparato molte cose per saper domandare ciò che non si sa.

Jean-Jacques Rousseau