“Il mio diario d’ospedale”.


“Giorgio ha vissuto, prima da ammalato, e poi per cinque anni come cappellano in un ospedale. Scrisse poi un diario:

“Il mio diario d’ospedale”.

Ho voluto rileggerlo e sono rimasto colpito dalla favola con cui inizia, dove mi pare proprio che qui Giorgio voglia rispondere a tutti noi che adesso siamo nel dolore per lui.

Leggete la favola di Giorgio. È una bella storia.”

… una favola per iniziare

GIOIA E DOLORE

Ai miei ammalati

unici nel dolore, unici nella gioia.

Quella mattina sembrava che il sole non volesse far capolino nel suo solito angolo di cielo; proprio là in mezzo alle due colline.

Ma tutti presto si resero conto che non era stato il sole a dimenticarsi di sorgere, perché nuvoloni neri come la notte avevano invaso ogni angolo del cielo: il Buon Dio stava per comunicare qualcosa di particolarmente significativo e probabilmente per nulla facile da accogliere.

Le nuvole intanto, sospinte dall’inquieto vento, incominciavano a scaricare grossi goccioloni che penetrarono con invadenza nel piccolo quadrato di terra. Lampi e tuoni facevano da contorno, incutendo timore tra i nostri amici.

Vel, come al solito, si dava da fare per tranquillizzare ora l’indifesa Vivì che, per un attimo, temette di essere spazzata via, ora Millo, che non sapeva più dove mettere i suoi innumerevoli piedini.

Ogni volta che il Buon Dio lasciava prender vita ad un temporale, la terra mutava il suo equilibrio.

Vel sapeva che tutto ciò che stava succedendo era un po’ per colpa sua: da qualche giorno era tormentata da una domanda che l’affliggeva e non l’abbandonava mai; così, come di consueto, era volata dal suo Buon Dio a chiedere spiegazione.

L’origine della sua inquietudine questa volta era stata generata da una scena raccapricciante: un falco affamato era piombato nel nido di una rondine e aveva fatto strage delle tre rondinelle.

Immaginatevi lo strazio e la disperazione della madre quando, ritornando, si trovò di fronte a tale scenario!

Vel, allora, non trovò che rivolgersi al Buon Dio col quale, appena giunta, si era lasciata andare a un pianto liberatore. Singhiozzando, aveva chiesto spiegazione: “Perché tanto male? Perché proprio sui piccoli indifesi?” E ancora aveva urlato: “Perché il dolore? Perché la morte?”

Il Buon Dio che, udendo il racconto era stato come trafitto al cuore e si era lasciato sfuggire due limpidissime lacrime, pensò che in quel momento doveva solo consolare con ogni cura la sua piccola Vel, così la strinse a sé con tanto amore promettendo di mostrare a lei e a tutti gli altri amici la storia del dolore.

Fu così che in quella nera mattina il Buon Dio richiamò l’attenzione di tutti prima col temporale, poi, facendolo cessare come per incanto, aprì uno squarcio di luce tra le nuvole ancora nere facendo puntare il naso di tutti verso quello spiraglio di vita.

A bocca aperta, i piccoli abitanti del quadrato di terra, assistettero, come in un film, alla scena del falco che faceva strage delle rondinelle. L’immagine successiva fu angosciante quanto la prima. Mostrava infatti una rondinella che dopo un attento volo piombava su un inerme e festosa famigliola di moscerini divorandola in un istante.

Gli amici del piccolo quadrato di terra rimasero sbigottiti, ma qualcuno di loro stava incominciando a capire.

Il Buon Dio allora con voce soffocata disse: “Ricordatevi che tutte le creature viventi, senza saperlo, possono essere crudeli. Tutte pensano sempre alla propria sofferenza e non a quella degli altri, al male che ricevono e non a quello che fanno.”

Sì interruppe un attimo e riprese con aria più sollevata: “Dovete sapere, figli miei, che ogni essere da me creato è legato a tutti gli altri con un sottilissimo filo e su questo filo corrono gioia e dolore.

Quando il dolore tocca una persona, un’altra è raggiunta dalla gioia. Quando uno di voi è nel dolore, un altro è nella gioia. Così quando uno gioisce, si ricordi che un altro sta soffrendo.

Il mio segreto è molto semplice: il dolore condiviso si dimezza, la gioia condivisa invece si moltiplica.

Quando saprete sostenervi, aiutandovi a portare i dolori altrui, vi accorgerete che la vostra gioia saprà far fiorire un dolce sorriso anche al dolore. Ricordatevi che nel cuore di ogni inverno c’è una primavera palpitante e dietro la nera cortina della notte, si nasconde il sorriso di un alba. Vi dico tutto ciò con il cuore in mano poiché Io per primo so quale grande sofferenza nasce dentro il dolore per la morte di un figlio e quanto grande sia la sensazione di abbandono che si vive nella disperazione. Non disperate mai! Io vi amo uno per uno, vi amo di un amore eterno e non vi lascerò mai soli.”

In quell’istante, il cielo si aprì completamente; una luce limpidissima invase il mondo intero e ogni essere si sentì penetrato fino all’intimo del proprio intimo dalla carezza di una mano amica, la mano del Buon Dio.

Vel, con le ali ancora bagnate, pensava al sottilissimo filo di vita percorso dalla gioia e dal dolore. Sapeva di essere tra le creature toccate dalla gioia e si chiedeva perché a lei era stato donato così tanto: forse il segreto stava nelle ali? Mai come in quel momento pensò di rinunciare alle sue ali per chi era più infelice, perché credeva che nel volo ogni dolore potesse magicamente svanire. Un volo avrebbe potuto regalare un sogno? Le sue ali per un sogno di felicità!

Vel non lo sapeva ancora, ma con il suo dolce pensiero aveva messo in opera il segreto del Buon Dio: chi soffre deve sentirsi amato per saziare quel bisogno d’amore generato dal dolore.

Anna e fra Giorgio

Stiamo tutti con il naso all’insù come per cercar di vederti, stiamo tutti stretti in un unico abbraccio grande quanto il mondo, mandandoti quel sorriso che tu ci hai sempre regalato, ci siamo Giorgio Bonati tutti insieme per te che ti possa tornare indietro tutto il cuore che tu ci hai donato, grazie❤️

E ti verrò a cercare

Abbi cura di me di Fra Giorgio Bonati

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni ...

…🌹🌻💗

Io non ho fotografie con te, ti ho abbracciato solo cinque volte, non ho seguito nessun corso, ma da quattro anni entravi nella mia quotidianità alle otto del mattino….la prima cosa che mi sorprese, vedendo i tuoi post, fu l’armonia che scorreva nelle tue parole, erano scritte e le vedevo da uno schermo, ma era come se si muovessero leggere nell’aria trasparente …poi venne il piacere di scoprirti innamorato come me, e sempre meravigliato, delle albe, dei tramonti, dei piedi nudi sull’erba e delle api….poi venne la gioia del tuo Gesù vestito degli abiti comodi di quando si sta sereni in casa, così simile al mio……poi venne il tuffo al cuore del tuo muoverti leggero e delicato dentro ambiti dolorosi……poi tante altre cose, le tue citazioni, i tuoi pensieri in libertà, tutti i tuoi essenziali e i tuoi infinitamente piccoli, i commenti di chi ti seguiva, che si intrecciavano…

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🍀A sua immagine… mi stanno a cuore i dettagli

Quando nessun essere umano ti cerca

vai a bere a una fontana,

accarezza un albero,

guarda le cose che stanno

nel mondo

come se il tuo sguardo potesse salvarle.

Esci, cammina,

ricordati che prima di morire

puoi fare cose impossibili

impensate.

Sono tornati i miracoli.

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni ...

Don Luigi Verdi sarà a Bisaccia, nell’Irpinia d’oriente, con il poeta paesologo Franco Arminio, sabato 16 novembre ore 16,15 su RAI Uno nella trasmissione “A sua immagine – Le ragioni della speranza” ❤️

Come sempre, puntata da non perdere 💞

www.raiplay.it/programmi/asuaimmagine/

Quando nessun essere umano ti cerca

vai a bere a una fontana,

accarezza un albero,

guarda le cose che stanno

nel mondo

come se il tuo sguardo potesse salvarle.

Esci, cammina,

ricordati che prima di morire

puoi fare cose impossibili

impensate.

Sono tornati i miracoli.

Franco Arminio

susieporta.tumblr.com/post/183092124530/quando-nessun-essere-umano-ti-cerca

www.raiplay.it/programmi/asuaimmagine

Un monaco in ostaggio padre Jacques Mourad

https://www.santegidio.org/Dialogo-tra-Andrea-Riccardi-e-padre-Jacques-Mourad-sul-libro-Un-monaco-in-ostaggio-La-lotta-per-la-pace-di-un-prigioniero-dei-jihadisti

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“interruzione”… ma più come una sospensione ❗️

http://girobloggando.com/2019/11/13/notte-tenebre-e-nebbia-fuggite-entra-la-luce/

Gianmaria Testa – Lasciami Andare

Non sono venuto per salutare
Che io non lo conosco
Il tono giusto del saluto
E nemmeno le parole
Per la circostanza
E dove mettere le mani
Dove guardare
Quale muro della stanza
Guardare
Non sono venuto per salutare
Non sono venuto per salutare
Perché io non lo capisco
Il tempo giusto del saluto
Che trova le parole
E nega la distanza
E poi libera le mani
E lascia guardare
Di là del muro di una stanza
Guardare
Non sono venuto per salutare
Non torneremo mai
Sui nostri passi mai
Non ci sarà mai posto
Neanche di nascosto
Nei giorni andati, mai
Non torneremo più
Nemmeno ricordare
Che è sempre troppo tardi
Il tempo dei ricordi
E niente fa tornare
Lasciami andare
Non sono venuto per salutare
Però adesso lo riconosco
Il tempo giusto del saluto
E conosco le parole
Per la circostanza
E posso stringere le mani
Posso guardare
Qualunque muro di una stanza
Guardare
Non torneremo mai
Sui nostri passi, mai
Non ci sarà mai posto 
Neanche di nascosto nei giorni andati, mai
Non torneremo più
E forse a ricordare
Ma è sempre troppo tardi
Il tempo dei ricordi
E niente fa tornare
Lasciami andare
Lasciami andare
Lasciami andare

🌹Ciao 🌻Giorgio 💗

🙏🏻Ciao🙏🏻 fra Giorgio🙏🏻

“Notte, tenebre e nebbia, fuggite: entra la luce”

🙏🏻

Ciao Giorgio,

grazie di averci/ mi

donato uno sguardo diverso sul mondo.

Ti abbraccio per sempre come tu sapevi abbracciare.🙏🏻

🙏🏻Ciao 🙏🏻Fra Giorgio Bonati…❤

Buongiorno carissimi compagni di viaggio…..

Purtroppo ieri sera da Romena è arrivata una brutta notizia……

Sicuramente molti di voi che frequentano Romena lo avranno conosciuto…..

Fra GIORGIO Bonati da Varese

ci ha improvvisamente lasciati….

Stringiamoci tutti nell’abbraccio amorevole che lui sapeva donare…..

🙏❤

Fra Giorgio

La morte di una persona mi scuote tutti i sensi e mi fa sentire rabbia verso la morte.

È molto di più della morte di un amico che ti spezza il cuore e ti dimezza il cammino.

È la morte di un figlio.

Un figlio che partorisci, che aiuti a crescere, da cui impari, che ti fa lieve la vita, che ti mette luce negli occhi. Un figlio che muore che ti toglie il fiato, che ti fa chiudere gli occhi.

Non hai più voglia di parlare.

Un figlio a cui hai fatto una promessa d’amore:

“Il nostro amore vincerà e non ti lascerò mai solo.”

Ho con me il dolore triplice della morte di un essere umano, di un amico, di un figlio.

Non voglio essere consolato da nessuno. Voglio solo mettere tutto di me per portargli avanti la vita.

Ma anche te Giorgio mi hai fatto questa promessa d’amore tante volte e ti prego di mantenerla:

“L’amore vincerà e non mi lascerà mai solo.”

Luigi Verdi

www.romena.it/15-news/news-da-romena/3079-ciao-giorgio-fratello-di-tutti-noi

Notte, tenebre e nebbia (Inno cantato nelle lodi del mercoledì del Tempo Ordinario)

“Notte, tenebre e nebbia, fuggite: entra la luce”

L’incipit della mia preghiera sembra specchiarsi nell’inizio del giorno.

La luna piena ha atteso l’arrivo del sole, e dopo un bacio, le ha lasciato tutto il cielo.

Mentre guardo tutta sta meraviglia, mi chiedo: quale luce mi è più preziosa, quella nel cielo o quella dentro di me?

Fare luce in se, illuminare le proprie ombre, risvegliare la propria fantasia, allargare gli spazi, andare incontro alla vita, muoversi verso l’altro e non attendere oltre…

L’alba era solo una striscia di luce all’orizzonte, come due braccia che offrivano un piccolo abbraccio caldo.

“Al mattino, quando è molto presto, le ore hanno una qualità diversa, si dilatano, cariche di promesse” scrive Winterson.

E se poi c’è una nebbiolina da favola che tutto avvolge, il mondo si dilata ancor più, negli occhi come nella fantasia.

E’ sempre una scelta aver cura del nostro sguardo, decidere da che parte e con quale attenzione puntare gli occhi, avendo fede abbastanza da lasciare che poi la vita ci guidi.

E il meglio, ormai l’ho imparato, sta nelle piccole cose, nei piccoli segni, nei piccoli miracoli che ognuno di noi sa fare.

Il monaco vietnamita Thich Nhat Hanh ce lo ricorda così: “Le persone considerano un miracolo camminare sull’acqua o per aria. Ma credo che il vero miracolo non sia camminare sull’acqua o per aria, ma camminare sulla terra. Ogni giorno siamo coinvolti in questo grande miracolo dell’esistenza che neppure riconosciamo: il cielo azzurro, nuvole bianche, foglie verdi, i colori tutt’attorno, gli occhi curiosi di un bambino, i nostri stessi occhi, il nostro respiro. Tutto è un miracolo.”

Questo paesaggio da favola mi aiuta, aiuta la mente ed il cuore a sognare di compiere anche oggi piccoli miracoli così che al tramonto possa consegnare un giorno consumato.

Fra Giorgio Bonati…

http://girobloggando.com/2019/11/13/notte-tenebre-e-nebbia-fuggite-entra-la-luce/

www.romena.it/15-news/news-da-romena/3079-ciao-giorgio-fratello-di-tutti-noi

Sequeri

Se cerchi …

antoniosampietro.wordpress.com

Cedunt mare, vincula,
membra resque perditas
petunt et accipiunt
juvenes et cani.

http://www.santantonio.org/it/si-quaeris

Si quaeris miracula – Inno a Sant’Antonio di Padova

Preghi … e trovi.

Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni ...

Si quaeris miracula
mors, error, calamitas,
demon, lepra fugiunt,
aegri surgunt sani.

Rit. Cedunt mare, vincula,
membra resque perditas
petunt et accipiunt
juvenes et cani.

Pereunt pericula,
cessat et necessitas,
narrent hi qui sentiunt,
dicant Paduani.

Rit. Cedunt mare, vincula…
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto…

Rit. Cedunt mare, vincula…

(Versione in Italiano)

Se miracoli tu brami,
fugge error, calamità,
lebbra, morte, spiriti infami
e qualunque infermità.

Rit. Cede il mare e le catene
trova ognun ciò che smarrì
han conforto nelle pene
vecchi e giovani ogni dì.

I perigli avrai lontani,
la miseria sparirà;
ben lo sanno i Padovani,
preghi ognun e proverà!

Rit. Cede il mare e le catene…
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo…

Rit. Cede il mare e le catene…

barcon.it/tradizioni-venete/i-sequeri

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