Dove eravamo rimasti?

www.youtube.com/watch

„Dunque, dove eravamo rimasti? Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. E questo “grazie” a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo. L’ho detto, e un’altra cosa aggiungo: io sono qui, e lo sono anche, per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta.“ —  Enzo Tortora, Source: 20 febbraio 1987, alla prima apparizione in televisione dopo un’assenza di 3 anni per l’accusa di collusione di stampo camorristico.

Origine: le-citazioni.it/frasi/197142-enzo-tortora-dunque-dove-eravamo-rimasti-potrei-dire-moltissi/

“Heri dicebamus”. Dunque, dove eravamo rimasti…

Il 17 giugno 1983 veniva arrestato Enzo Tortora, abile giornalista e notissimo presentatore televisivo della Rai. Tortora, condotto in caserma di notte, solo al mattino, davanti a un esercito di telecamere artatamente orchestrato dai magistrati, viene esposto, in manette, come un trofeo. Ancora oggi, senza dubbio, il peggiore esempio di malagiustizia in Italia

m.huffingtonpost.it

https://youtu.be/fTOKnzf0Ask

A Ezio

girobloggando.com/2020/05/15/si-chiamava-ezio-che-significa-aquila-si-chiamava-bosso-come-larbusto-che-e-sempre-verde-in-memoria-di-un-musicista-che-fu-rivelazione/

Quando Ezio Bosso emozionò il Parlamento Ue: “La musica non ha confini e ci insegna ad ascoltare”

Ecco il testo completo della lettera:

Quanto è bella la parola Unione. Deriva da unus, essere uno. Significa divenire un unico corpo, condividendo le nostre singolarità e nutrendo attraverso l’altro la nostra esistenza. 

È una parola che racchiude la sacralità insita nell’essere umano, la sacralità del vivere ogni giorno per rendersi inseparabili e proteggersi quotidianamente. Se ci pensiamo è la prima parola associata all’amarsi, rende quell’amore oggetto terzo, lo dichiara: è la base su cui poggiamo il desiderio di essere famiglia.

Bella è quindi la scelta di popoli che si sono avvicinati e sono divenuti una nazione più grande grazie al contributo di ogni singola cultura, esperienza, fortuna, di ogni trauma.

La bellezza sta nella prospettiva che i nostri popoli si sono dati per essere un’umanità migliore e impedire che qualcuno decidesse di nuovo di possedere e disporre della vita dell’altro.

La bellezza sta in quel giorno in cui finalmente siamo diventati europei, fondando un’Unione su sogni antichi e generosi, su auspici di condivisione, sull’ambizione di crescere insieme. La bellezza sta nel partecipare, abbattere i muri, accedere al superamento dei confini sia pratici e fisici, sia semantici.

Vedete, la fortuna di essere un interprete di musica è anche questa. Non si esegue semplicemente un autore di un paese o di un altro. Lo si diventa: per poter interpretare bisogna accantonare ogni egoismo e barriera, bisogna mettere al servizio la propria origine fino a trasformarsi in qualche modo nell’altro.

Io in una sera, quando dirigo o suono, ho la fortuna di poter essere tedesco, inglese, austriaco, ceco o polacco pur restando con orgoglio italiano.

Partecipare a un’Unione diventa una forma di liberazione vera e propria, è l’opportunità di trascendere nell’idea di “altro”.

La nostra Unione è questa: portare contributo, poter appoggiarsi e avere sostegno alle nostre fragilità, poter rispecchiarsi. L’opportunità di riconoscersi è un diritto così voluto, cercato, così fondamentale.

L’Unione, come in amore e in musica, ha bisogno di essere determinata costantemente, con ogni pensiero e con ogni parola. Soprattutto con ogni gesto, un termine che da direttore d’orchestra mi è particolarmente caro.

Cambiando insieme. Diventando piccoli e grandi allo stesso tempo.

Sono felice che lo sforzo di tante lotte abbia portato a questo regalo, questa fortuna. Che abbia allargato i sorrisi.

E forse oggi è il caso di ricordarlo ancora di più, di lavorare ancora di più perché non lo si dimentichi, nemmeno in quel luogo cruciale già solo nella sua definizione: il Parlamento. Perché è lì che appunto si parla, ma soprattutto si ascolta.

Noi cittadini (che vuole dire “libero” e anche a questo va ricordato e protetto) come in ogni Unione siamo chiamati a portare il nostro contributo tramite gesti che contengono opinioni, manifestano problemi, ci rendono parte di ogni luce. E il primo piccolo gesto per esprimere la nostra libertà, per rafforzare il nostro diritto a riconoscerci, a dare e ricevere vicinanza è proprio il voto.

Sì, è bella la parola Unione.

Mi piace l’idea che come ogni cosa bella sia da proteggere e che ci aiuti ad amarci un po’ di più.

È bello poter dire Sono un europeo. Sono me stesso e sono insieme all’altro. Sono unito.

Perché l’Unione europea non è solo un’istituzione. È la definizione di un sentire. È la dichiarazione di un sentimento. L’Unione europea siamo tutti noi. Ogni giorno.

Ezio Bosso

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Prendi il largo

Hai sparso come grano la gioia del creare,
in una semina infinita di bellezza,

hai nascosto il dolore in una smorfia
trasformata in sorriso,

hai dato tutto quello che non avevi
succhiando ogni sorso di vita.

Avrei voluto conoscerti anche solo per
vedere la luce dei tuoi occhi mentre suoni,
anche solo per respirare l’energia
che vibra con la tua musica.

Ora voli, perdendoti nello stesso infinito
che cercavano le note del tuo pianoforte.

Dò un bacio al cielo,
e ti prego
di accogliere, tra mille,
anche il mio piccolo grazie.

                                              Massimo

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Il limite è soltanto una chance!

Da un video di qualche anno fa

Wolfgang Fasser, non vedente custode dell’eremo di Quorle.

“Il limite è soltanto una chance per condensare la mia voglia di vita di sprigionare, di portare alla luce questo ardore per vivere. Io vado al bosco anche di notte perché sono luce-indipendente e vado quando voglio, perché vedo sempre. Ci porto persone per ascoltare la natura, gli animali, il fascino del buio, stare sotto le stelle e fare una cosa che normalmente non puoi fare. Sono camminate dello stupore.”

https://m.youtube.com/watch?v=R1EGXY87wk8#dialog

Quorle l’eremo di Romena

La pieve di Romena www.romena.it

Quinta CAMMINATA DELLO STUPORE

Quorle ✨Oggi andiamo in contro all’angelo della gioia
www.romena.it

“LA CAMMINATA DELLO STUPORE”
riflessioni mattutine con Wolfgang Fasser

Quinto giorno – Aprirsi e andare incontro all’angelo della gioia

https://soundcloud.com/romenapodcast/quinto-giorno/s-qBFFbWdkI43

riflessioni mattutine con Wolfgang Fasser

Wolfgang, guida dell’eremo di Romena a Quorle, conduce gli ospiti nel bosco invitandoli a vivere il risveglio con letture, riflessioni, con un “grazie” alla natura e alle sua meraviglie.
Chiunque potrà partecipare a queste ‘camminate’ online, quando e come vorrà, in forma del tutto gratuita.

La vita è un soffio.

tv.fanpage.it/giacomo-poretti

“Ho avuto il coronavirus, l’ha preso anche mia moglie Daniela Cristofori”

https://www.festivalbiblico.it/meditazioni/

Il comico del trio Aldo Giovanni e Giacomo è convinto di aver contratto il virus a marzo al ritorno da una vacanza, con “febbre e grande stanchezza”. Insieme a lui, si è ammalata anche la moglie Daniela: per fortuna entrambi hanno superato la malattia. Ora, Poretti annuncia l’intenzione di raccontare la vita alle prese con la pandemia nel suo ultimo spettacolo dal vivo, che vorrebbe portare negli ospedali.

continua su:

https://tv.fanpage.it/giacomo-poretti-ho-avuto-il-coronavirus-lha-preso-anche-mia-moglie-daniela-cristofori/

https://tv.fanpage.it/

giro bloggando ...

https://www.festivalbiblico.it/

Giovedì 14 maggio in diretta facebook sulla pagina del Festival Biblico e qui sul nostro sito, secondo appuntamento con le Meditazioni del Festival Biblico extra.

Ospite il noto attore Giacomo Poretti che proporrà una riflessione dal titolo La vita è un soffio.

“La vita è un soffio, la sostanza dei nostri corpi e dei nostri pensieri è fatta d’aria, l’aria è la forma della nostra coscienza. L’aria è il regalo del nostro Creatore, ce la da con un bacio e con lo stesso bacio ce la toglie.”

https://www.festivalbiblico.it/

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tutti i credenti insieme, per pregare, digiunare e fare opere i carità

14 Maggio, il mondo in preghiera per chiedere la liberazione dalla pandemia
Uniti spiritualmente, in una giornata, i credenti di tutte le religioni imploreranno Dio di aiutare l’umanità a superare la pandemia del coronavirus:
con loro il Papa e tante personalità di tutto il mondo.
In un video speranze e sentimenti dai cinque continenti

Oggi il Papa da Santa Marta